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Premio Ambasz-MoMA: al MoMA di New York nasce il riconoscimento internazionale per l’architettura riconciliata con la natura

Il Museum of Modern Art di New York e la Legacy Emilio Ambasz Foundation hanno siglato un accordo decennale per istituire il Premio annuale Ambasz-MoMA dedicato all’architettura che riconcilia ambiente costruito e natura, e una serie di lecture pubbliche sull’architettura come forma poetica. Un’iniziativa che consolida il ruolo del MoMA nel dibattito architettonico internazionale e rilancia l’eredità intellettuale di uno dei più influenti protagonisti del progetto contemporaneo.

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Premio Ambasz-MoMA: al MoMA di New York nasce il riconoscimento internazionale per l'architettura riconciliata con la natura

Il Museum of Modern Art di New York (MoMA) e la Legacy Emilio Ambasz Foundation (LEAF) hanno annunciato un accordo decennale rinnovabile per l’istituzione di due nuove iniziative culturali dedicate all’architettura: l’Ambasz-MoMA Annual Prize for “Nature Reconciled Architecture” e l’Ambasz-MoMA Annual Lecture on “Architecture as Poetry”. L’accordo, reso possibile da una significativa donazione di LEAF, si innesta nelle attività dell’Emilio Ambasz Institute for the Joint Study of the Built and the Natural Environment (EA/RI), l’istituto di ricerca fondato nel 2020 all’interno del Dipartimento di Architettura e Design del MoMA.

Il MoMA, che da oltre cinquant’anni ha un rapporto privilegiato con Emilio Ambasz — architetto, designer industriale e già Curator of Design al MoMA dal 1969 al 1976 — formalizza ora questo legame in un programma strutturato, destinato a incidere sul dibattito architettonico internazionale per almeno un decennio.

Il Premio annuale: struttura, valori economici e giuria

L’Ambasz-MoMA Annual Prize for “Nature Reconciled Architecture” celebrerà ogni anno un’opera costruita che incarni l’idea fondante del pensiero di Ambasz: l‘architettura come patto di riconciliazione tra ambiente naturale e ambiente costruito. La filosofia sintetizzata nella formula Green over the Grey — divenuta anche il titolo di un film dedicato all’architetto — ispira direttamente i criteri di selezione, orientati verso progetti che dimostrino una connessione intrinseca e inscindibile con il paesaggio circostante.

Il Premio si articola in due riconoscimenti distinti. Il primo è assegnato all’architetto o al team di progettazione responsabile di un’opera realizzata e completata nei trent’anni precedenti alla data di selezione. Il secondo riconoscimento va al committente o ai committenti del progetto vincitore, ma con una precisazione rilevante: l’importo non viene corrisposto direttamente, bensì destinato a un’organizzazione non profit con il mandato esclusivo di piantare alberi in loro nome, in un sito distinto dall’edificio premiato. 

Sul piano economico, il Premio avrà un valore complessivo di 200.000 dollari annui per i primi cinque anni — 100.000 dollari per ciascun riconoscimento — che salirà a 250.000 dollari annui (125.000 per premiato) nel secondo quinquennio. Si tratta di uno dei premi di architettura più dotati a livello internazionale, come ha sottolineato Martino Stierli, Philip Johnson Chief Curator of Architecture and Design del MoMA: “L’istituzione di questo nuovo e importante premio non solo lo rende uno dei più generosi nel settore, ma promette di influenzare il dibattito architettonico per anni e decenni a venire“.

La selezione sarà affidata a una giuria composta dal Chief Curator of Architecture and Design del MoMA, da curatori del Dipartimento, dal Direttore dell’Ambasz Institute e da due membri esterni di riconosciuta autorevolezza, con rotazione periodica. La cerimonia annuale di premiazione si terrà ogni autunno presso il MoMA — nel Titus 1 Theater o spazio equivalente — con accesso pubblico e interventi dei vincitori e dei curatori.

La voce di Ambasz: un’etica della riconciliazione

Emilio Ambasz ha sintetizzato così il fondamento etico del Premio:

“Ogni edificio è un’intrusione nel regno vegetale e una sfida alla natura: dobbiamo concepire un’architettura che si ponga come incarnazione di un patto di riconciliazione tra natura e costruzione, progettando edifici così intrinsecamente connessi all’ambiente circostante da non potersi separare l’uno dall’altro. È un obbligo etico: dimostrare che un altro futuro è possibile”.

La lecture series e il contesto istituzionale

L’accordo prevede inoltre l’Ambasz-MoMA Annual Lecture on “Architecture as Poetry”, che prenderà avvio nella primavera del 2028 e proseguirà per nove anni. Finanziata da LEAF, la serie inviterà architetti, artisti e studiosi di fama internazionale a esplorare la dimensione poetica dell’architettura e il suo rapporto con le comunità. Il programma si affianca alla “Emilio Ambasz Annual Lecture ‘Architecture as Poetry'” già attiva presso la Columbia University di New York, inaugurata nell’aprile 2025 con Kengo Kuma e proseguita nell’aprile 2026 con Steven Holl.
L’intero programma — Premio e lecture — sarà supportato da due nuove figure professionali a tempo pieno: un Project Manager dedicato alla gestione operativa delle iniziative e un assistente di dipartimento per l’Ambasz Institute, entrambe finanziate da LEAF.
L’accordo consolida il MoMA come piattaforma internazionale per la ricerca sull’architettura contemporanea e proietta nel futuro un’eredità intellettuale che attraversa più di mezzo secolo di storia progettuale: dalle mostre pionieristiche curate da Ambasz negli anni Settanta — tra cui Italy: The New Domestic Landscape (1972) e The Architecture of Luis Barragán (1974) — fino alle oltre venti opere presenti nelle collezioni permanenti del museo e all’istituto di ricerca che porta il suo nome. 

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