CityWave a Milano: la copertura sospesa di 140 metri che ridefinisce i confini dell’ingegneria edilizia 22/06/2026
Indice degli argomenti Toggle Come si è sviluppato il concetto di architettura ecosostenibileQuali sono i principi fondamentali della progettazione sostenibile?Quali materiali vengono utilizzati nell’architettura ecosostenibileQuali sono i vantaggi degli edifici sostenibili?Come ridurre i consumi energetici di un edificioFAQ architettura ecosostenibileQual è la differenza tra bioedilizia e architettura sostenibile?Cosa si intende per edificio a energia quasi zero (NZEB)?Quali certificazioni ambientali esistono per gli edifici?Qual è il ruolo delle energie rinnovabili negli edifici sostenibili?Quali incentivi sono disponibili per l’edilizia sostenibile?Come migliorare la qualità dell’aria indoor?Quali sono le tendenze future dell’architettura sostenibile? Progettare in modo sostenibile significa ripensare l’ambiente costruito per ridurne al minimo l’impronta ecologica, tagliando i consumi energetici e tutelando gli ecosistemi. Ma cos’è l’architettura ecosostenibile? Non è solo una scelta “green” a breve termine; si tratta di una visione a lungo raggio capace di preservare le risorse naturali per il futuro. Oggi questo concetto si fonda su una formula precisa: l’equilibrio tra ambiente, società ed economia. Nell’edilizia contemporanea, la vera sfida non è solo estetica, ma risiede nella capacità di soddisfare contemporaneamente questi tre requisiti fondamentali. La transizione verso città più sostenibili passa anche dall’impiego di materiali innovativi a basso impatto ambientale e dall’adozione di sistemi di certificazione che guidano e misurano le prestazioni ecologiche degli edifici e del contesto urbano. Come si è sviluppato il concetto di architettura ecosostenibile Per usare una definizione corretta, citiamo la Treccani: “Per a. s. non si intende un ambito disciplinare ben delineato, con caratteristiche e stilemi codificati, ma una modalità di approccio al progetto che, riferendosi al concetto di sostenibilità definito nel 1987 dalla Commissione mondiale su ambiente e sviluppo dell’UNEP (United nations enviroment program) nel Rapporto Brundtland (Our commun future), persegue l’obiettivo di realizzare un’architettura compatibile non solo con la vita dell’uomo e le sue attività ma anche con l’ambiente naturale e, più in generale, con il contesto in cui si inserisce”. È a partire dagli anni ’70 che questo nuovo concetto architettonico ha preso piede: tutto inizia dalle baubiologie (bioedilizia) che successivamente si è andata ampliando introducendo il concetto di sviluppo sostenibile. È dunque negli anni ’70, precisamente in Germania, che l’architettura riacquista il suo rapporto con l’ambiente: le risorse non sono infinite, ed è per questo che occorre iniziare a ripensare il modo di costruire gli edifici che ci ospitano. Oggi, quando si parla di architettura ecosotenibile, bisogna tenere conto di numerosi fattori: parliamo dunque dell’impatto ambientale, della salute e del comfort delle persone, ma anche dell’efficienza energetica. Saper progettare in maniera sostenibile significa saper tenere conto dei ritmi naturali e delle risorse a disposizione. Quali sono i principi fondamentali della progettazione sostenibile? La bioedilizia si fonda su una progettazione integrata tipica dell’architettura ecosostenibile, in cui ogni decisione progettuale deriva da una chiara visione ecologica e dai principi dell’architettura ecosostenibile moderna. Il punto di partenza è il rapporto con il contesto: nell’ambito dell’architettura sostenibile l’architetto non considera il terreno come un semplice supporto edilizio, ma come un sistema complesso da comprendere a fondo. Analizza quindi caratteristiche geografiche, qualità del suolo e condizioni microclimatiche per valorizzare le risorse naturali disponibili, come irraggiamento solare e ventilazione, senza compromettere gli equilibri dell’ecosistema locale. All’interno di questa impostazione rientra anche una scelta accurata dei materiali ecologici per costruire, privilegiando risorse locali, rinnovabili e caratterizzate da elevata durabilità. In questo modo si riducono sia l’impatto ambientale legato ai trasporti, sia il consumo di materie prime non rinnovabili. La sostenibilità della bioedilizia coinvolge l’intero ciclo di vita dell’opera. Anche la gestione del cantiere viene infatti organizzata secondo criteri di economia circolare, attraverso strategie di recupero e riciclo dei materiali di scarto, trasformandoli in nuove risorse. L’ approccio olistico si riflette direttamente sulla qualità della vita degli occupanti. L’attenzione ai possibili inquinanti indoor porta a escludere sostanze chimiche nocive e solventi tossici, con l’obiettivo di garantire ambienti interni più salubri, confortevoli e orientati al benessere delle persone. Quali materiali vengono utilizzati nell’architettura ecosostenibile Nel contesto dell’architettura sostenibile e della progettazione sostenibile per edifici residenziali, tra i materiali più utilizzati nella bioedilizia troviamo il legno, apprezzato da tempo per le sue proprietà strutturali. A differenza di cemento e laterizio, che necessitano generalmente di armature metalliche per resistere alle sollecitazioni, il legno presenta buone capacità di resistenza a trazione, compressione e flessione. L’efficienza energetica può essere ulteriormente migliorata attraverso l’impiego di isolanti di origine naturale, come il sughero. Utilizzato in lastre per sistemi a cappotto, sia nelle nuove costruzioni sia negli interventi di riqualificazione, è un materiale di edilizia sostenibile leggero, riciclabile e con buone proprietà termoacustiche. Contribuisce inoltre alla regolazione dell’umidità interna e alla traspirabilità delle pareti. Le lastre per isolamento termico in sughero di Fassa sono utilizzate per la posa di sistemi a cappotto , sia in nuovi edifici che in interventi di riqualificazione. Sono l’ideale per l’impiego nell’architettura ecosostenibile. Un ruolo importante è svolto anche dall’isolamento naturale con fibra di legno e canapa, che trova applicazione in diverse soluzioni costruttive. Tra i materiali naturali per edilizia troviamo la canapa, da cui si ottengono materiali per l’edilizia come blocchi, pannelli isolanti e prodotti per finiture. Anche la paglia viene utilizzata in ambito edilizio per migliorare comfort termico e acustico, grazie alla sua bassa conducibilità e al buon comportamento igrometrico. Se correttamente pressata e inserita in strutture adeguate, può garantire prestazioni stabili e una buona resistenza al fuoco. In una prospettiva di utilizzo di materiali naturali, trova spazio anche la terra cruda, uno dei materiali da costruzione più antichi. Un altro materiale rilevante è il bambù, caratterizzato da una crescita rapida e da una buona disponibilità senza necessità di trattamenti agricoli intensivi. Una parte della bioedilizia più recente si basa sul riutilizzo di materiali esistenti, come il legno di recupero e la plastica riciclata. Il riuso di elementi provenienti da demolizioni o il riciclo dei polimeri consente di ridurre il consumo di materie prime vergini e di integrare i principi dell’economia circolare nel settore delle costruzioni. Quali sono i vantaggi degli edifici sostenibili? L’architettura sostenibile mira alla riduzione delle emissioni di carbonio, attraverso un uso più efficiente delle risorse naturali. Questo obiettivo viene perseguito integrando fonti rinnovabili e sistemi passivi di ventilazione e climatizzazione, con edifici progettati per avvicinarsi a un bilancio energetico nullo. Anche la gestione delle risorse idriche è centrale, grazie a sistemi di raccolta dell’acqua piovana e al riutilizzo delle acque grigie. Un altro elemento chiave è l’impiego di materiali ecologici per costruire che sostituiscono quelli tradizionali in diverse componenti dell’edificio. La progettazione degli spazi tiene sempre più conto del rapporto tra ambiente costruito e benessere psicofisico. L’inserimento di luce naturale, vegetazione e elementi naturali negli edifici migliora la qualità della vita, con effetti documentati sulla riduzione dello stress e sul miglioramento di alcuni parametri fisiologici. In questa prospettiva, la sostenibilità non riguarda solo l’ambiente, ma anche la salute e il benessere delle persone che abitano gli spazi. Come ridurre i consumi energetici di un edificio L’efficienza energetica rappresenta un aspetto fondamentale per l’architettura sostenibile e il cambiamento climatico. L’uso di soluzioni innovative per l’edilizia green permette di ridurre consumi e emissioni attraverso un utilizzo più consapevole delle risorse e l’adozione di impianti ad alte prestazioni, spesso integrati con energie rinnovabili come fotovoltaico, solare termico, geotermia e pompe di calore. Un’altra componente decisiva è la qualità dell’involucro edilizio: un adeguato isolamento di pareti, coperture e serramenti riduce la dispersione termica e quindi il fabbisogno energetico necessario a mantenere condizioni di comfort. Anche la selezione dei materiali incide in modo significativo, privilegiando soluzioni naturali, locali, riciclate o riciclabili e valutando l’impatto lungo tutto il ciclo di vita, dalle fasi di produzione fino allo smaltimento. La gestione dell’acqua è un ulteriore elemento chiave, attraverso dispositivi che limitano i consumi e sistemi per il recupero e il riutilizzo delle acque piovane. FAQ architettura ecosostenibile Qual è la differenza tra bioedilizia e architettura sostenibile? Occorre definire in modo preciso la differenza tra bioedilizia e architettura sostenibile, due concetti correlati tra loro. La bioedilizia si occupa in modo particolare della scelta dei materiali ecocompatibili e delle tecniche costruttive, mentre sotto il nome di architettura sostenibile si racchiude un approccio progettuale che vede l’impiego della bioedilizia e degli studi di architettura bioclimatica per realizzare edifici green. Cosa si intende per edificio a energia quasi zero (NZEB)? Gli edifici NZEB (Nearly Zero Energy Building) rappresentano quella categoria di costruzioni altissima efficienza energetica, progettati per azzerare quasi del tutto i consumi. Un edificio che si presente con l’etichetta NZEB è realizzato secondo i dettami della progettazione sostenibile e bioclimatica. Quali certificazioni ambientali esistono per gli edifici? I protocolli LEED e BREEAM sono due sistemi di certificazioni ambientale per edifici sostenibili. Il LEED, nato negli Stati Uniti negli anni Novanta, prevede alcuni requisiti obbligatori e un sistema di valutazione basato su diverse categorie, come energia, acqua, materiali, qualità degli ambienti interni e innovazione. In base al punteggio ottenuto, gli edifici possono essere certificati a livelli crescenti fino al “Platino”. Il BREEAM, sviluppato nel Regno Unito alla fine degli anni Ottanta, è uno dei primi protocolli europei di questo tipo. Valuta anch’esso diversi aspetti dell’edificio, tra cui gestione, energia, comfort, materiali e impatto sull’ambiente. A differenza di altri sistemi, utilizza una ponderazione dei punteggi per dare un peso diverso alle varie categorie. Qual è il ruolo delle energie rinnovabili negli edifici sostenibili? L’uso di energie rinnovabili negli edifici riduce l’impatto ambientale e le emissioni, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico. Inoltre, la progettazione sostenibile migliora l’efficienza energetica e consente risparmi economici nel lungo periodo, nonostante i costi iniziali. Infine, favorisce una maggiore indipendenza energetica, rendendo gli edifici meno esposti alle variazioni dei prezzi dell’energia. Quali incentivi sono disponibili per l’edilizia sostenibile? Il 2026 vede la riconferma dell’Ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici. La detrazione è del 50% per le prime case e del 36% per le seconde case. Come migliorare la qualità dell’aria indoor? Per migliorare la qualità dell’aria indoor oltre alla ventilazione naturale, possono essere adottati sistemi tecnologici che favoriscono il ricambio e il trattamento dell’aria. Tra questi rientrano la ventilazione meccanica controllata e i sistemi di climatizzazione, che regolano temperatura e ventilazione degli ambienti. Inoltre risulta importante ridurre le principali fonti di inquinamento interno, scegliendo prodotti per la pulizia, finiture e materiali da costruzione a basse emissioni di composti organici volatili. A questi si affiancano dispositivi di purificazione e sanificazione dotati di filtri specifici (ad esempio il filtro HEPA). Quali sono le tendenze future dell’architettura sostenibile? Sul piano energetico, l’obiettivo è ridurre i consumi attraverso un migliore isolamento degli edifici, l’uso di tecnologie efficienti e la progettazione di strutture a energia quasi zero. I principi dell’economia circolare applicata alle costruzioni e una maggiore attenzione verso le rinnovabili saranno temi di dibattito sempre più centrali, con l’incremento di soluzioni eoliche e fotovoltaiche diffuse nelle città. Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 2020 Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento