L’edilizia versa contributi maggiori rispetto ad altri settori

L’edilizia versa contributi maggiori rispetto ad altri settori

“Comprendiamo la necessità di rispettare equilibri e coperture finanziarie, ma è arrivato il momento di abbattere l’inammissibile disparità di trattamento tra i contributi che gravano sulle imprese edili e quelli applicati per gli altri settori industriali.”

Questo il commento di Federico Ruta direttore generale di Aniem – l’Associazione delle pmi edili manifatturiere di Confimi Industria – alle misure adottate dal Governo con i decreti attuativi del Jobs act che hanno parzialmente modificato la disciplina della Cig ordinaria disponendo un taglio generalizzato del 10% sul contributo versato per ogni lavoratore.

Prosegue il direttore di Aniem: “sono anni che chiediamo il riallineamento con gli altri settori verso i quali siamo gravati del pagamento di 3 punti percentuali in più . Il taglio orizzontale apportato dal Governo non incide su questa assurda ed evidente disparità( ora il contributo passa al 4,70% per l’edilizia e ad 1,70% per gli altri settori fino a 50 dipendenti)”.

“Seguiamo con speranza e fiducia l’azione riformatrice del Governo che deve essere anche azione di giustizia sociale, una stagione per abbattere barriere anacronistiche, creare le condizioni per far ripartire settori industriali appesantiti da fardelli ingiustificati. L’edilizia non solo patisce  questa penalizzazione, ma subisce anche l’ulteriore inammissibile onere dei premi Inail che costano alle nostre imprese sei punti percentuali in più rispetto agli altri comparti, con il paradosso che gli imprenditori devono anche coprirsi con ulteriori coperture private sulle responsabilità civili: l’edilizia non solo paga di più, ma deve pagare due volte gli oneri assicurativi”.

“Sono aspetti che tutti conoscono e che non hanno più alcuna giustificazione, tenendo anche conto che, in base agli stessi dati forniti dall’Inail, si è registrata negli ultimi anni un significativo e costante diminuzione degli incidenti nei cantiere, grazie ad una maggiore sensibilità sulla sicurezza e ad un miglioramento nella fase di prevenzione degli infortuni”.

“Ci auguriamo – conclude Federico Ruta – che non venga meno l’ambizione ed il coraggio per cambiare nel più breve tempo possibile questa situazione di squilibrio presente nel nostro sistema industriale”.

 

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