Architettura parametrica e design computazionale: le nuove frontiere della progettazione digitale 06/07/2026
CityWave a Milano: la copertura sospesa di 140 metri che ridefinisce i confini dell’ingegneria edilizia 22/06/2026
A cura di: Pierpaolo Molinengo A chi spetta il pagamento dell’amministratore di condominio? Al proprietario o all’inquilino? Un dilemma delicato, che si apre quando si prende in locazione un appartamento collocato all’interno di un palazzo e che, troppo spesso, è fonte di una serie di dibattiti e di incomprensioni tra le parti. Per fortuna la questione è regolamentata direttamente dal Codice Civile e da una serie di sentenze emesse dalla Cassazione: in linea di principio il costo dell’amministratore di condominio è a carico del proprietario dell’immobile, sempre che le parti non decidano diversamente in fase contrattuale. Ma entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire quali siano le regole da seguire in questo caso. Amministratore di condominio, nomina e ruolo Prima di addentrarci nel nocciolo della questione – ossia a chi spetti l’onere di pagare l’amministratore di condominio – è bene capire quale sia il suo ruolo e a chi spetti nominarlo. Quando i condomini sono più di otto è obbligatorio procedere con la sua nomina: nel caso in cui dovesse mancare un’assemblea che vi provveda ufficialmente, può intervenire l’autorità giudiziaria su richiesta anche solo di un condomino. L’incarico dell’amministratore di condominio dura un anno e può essere riconfermato. Il suo compito, volendo sintetizzare al massimo, è quello di amministrare e gestire correttamente lo stabile, far in modo che le deliberazioni dell’assemblea siano eseguite, curare l’osservanza del regolamento e disciplinare l’uso delle parti comuni. Ha, inoltre, il compito di rappresentare in giudizio il condominio. Amministratore di condominio: chi lo deve pagare In linea di principio il compenso dell’amministratore di condominio è a carico del proprietario della singola unità immobiliare. Questa regola vale anche quando l’immobile viene dato in locazione, sempre che, tra le parti, non venga concordato qualcosa di diverso. La normativa, inoltre, prevede che le spese condominiali debbano essere sostenute dai proprietari in misura proporzionale al valore della loro proprietà, che viene calcolata in millesimi. Ogni singolo proprietario, a questo punto, è tenuto a versare una quota delle spese relative all’amministratore, in base alla grandezza del proprio condominio rispetto alla grandezza complessiva del condominio. Ad ogni modo i condomini hanno diritto ad introdurre delle deroghe a questo criterio, stabilendo una ripartizione delle spese diversa: si può decidere, ad esempio, di suddividerle in parti uguali. Proprietario o inquilino: chi paga Il criterio di riparto delle spese condominiali che si basa sulle tabelle millesimali si applica anche a quelle relative all’amministratore. Questo significa che ogni singolo condominio è tenuto a pagare l’amministratore in base al numero di millesimi che sono assegnati alla sua proprietà immobiliare. Come abbiamo anticipato in precedenza, il pagamento del compenso dell’amministratore è in carico al proprietario. Almeno in linea teorica. Le norme sulle locazioni in vigore in questo momento non includono tra gli oneri accessori anche quello dell’amministratore. All’inquilino, invece, spettano le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e alla manutenzione ordinaria dell’ascensore. Oltre a quelle relative alla fornitura dell’acqua, dell’energia elettrica, del riscaldamento, del condizionamento dell’aria, dello spurgo dei pozzi neri e delle latrine. E di tutti i servizi comuni. A carico dell’inquilino vi è anche il 90% delle spese relative al servizio di portineria, nel caso in cui sia presente. Sempre che le parti non abbiano concordato una misura inferiore. La Corte di Cassazione ha considerato tassativo l’elenco degli oneri accessori. Da questi sono esclusi gli oneri connessi all’amministratore, le cui spese non possono essere addebitate all’inquilino senza che ci sia un esplicito accordo tra le parti. Il proprietario e l’inquilino, quindi, possono decidere di includere all’interno del contratto di locazione una clausola attraverso la quale prevedere che il compenso dell’amministratore risulti a carico interamente o parzialmente dell’inquilino. L’accordo deve essere inserito in modo chiaro ed esplicito all’interno del contratto, in modo da evitare futuri contenziosi e garantire che le spese condominiali vengano gestite in modo trasparente. L’accordo deve essere ben dettaglio e indicare in quale percentuale l’inquilino debba intervenire nelle spese relative al compenso dell’amministratore, che può essere coperto solo per una percentuale o completamente. È bene che le indicazioni siano precise ed accurate e quanto indicato all’interno del contratto non lasci spazio a dubbi o a interpretazioni vaghe. In modo da evitare che si vengano a creare scomodi fraintendimenti. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
06/07/2026 Ripartizione spese balconi: chi paga per ringhiere e divisori? A cura di: Pierpaolo Molinengo Spese balconi: regole e criteri per stabilire se la responsabilità per la manutenzione di ringhiere e ...
03/07/2026 Cappotto termico e balconi privati: la riduzione dello spazio non basta per contestare la delibera condominiale A cura di: Adele di Carlo Quando il cappotto termico interessa balconi di proprietà privata, la delibera condominiale può essere contestata? La ...
26/06/2026 Ipoteca esattoriale nulla senza preavviso, la Cassazione fa chiarezza A cura di: Pierpaolo Molinengo Come evitare che l'ipoteca esattoriale si consolidi penalizzando gli immobili: il doppio ricorso previsto dall'ordinanza 10562/2026.
24/06/2026 Requisiti minimi degli edifici: le indicazioni del MASE per applicare il decreto del 28 ottobre 2025 A cura di: Stefania Manfrin Il MASE chiarisce l'applicazione del decreto 28 ottobre 2025 su requisiti minimi, APE e ristrutturazioni: cosa ...
23/06/2026 Vendita di un immobile con Superbonus: quando la plusvalenza non è tassabile A cura di: Erika Bonelli Risposta 124/2026: l'Agenzia delle Entrate chiarisce quando la vendita di un immobile con Superbonus non è ...
18/06/2026 Piano Casa 2026, cos’è e come funziona il nuovo bonus volumetrico A cura di: Adele di Carlo Al via il nuovo bonus volumetrico, con agevolazioni fino al 35%: una panoramica su regole, vincoli ...
03/06/2026 Decreto Requisiti Minimi: da oggi nuove regole per progettisti e imprese A cura di: Stefania Manfrin Dal 3 giugno 2026 il D.M. 28 ottobre 2025 cambia le regole per progettisti e imprese: ...
28/05/2026 Prima casa su fabbricato collabente: l'Agenzia delle Entrate apre alle agevolazioni fiscali per i trulli e gli immobili F/2 A cura di: Stefania Manfrin L'Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello 108/2026ammette le agevolazioni prima casa per i fabbricati ...
27/05/2026 APE 2026: arriva la nuova classificazione energetica con requisiti più severi A cura di: Adele di Carlo L’Attestato di prestazione energetica cambia definitivamente: nuove classi da A a G, criteri più rigorosi basati ...
21/05/2026 General contractor e Superbonus: nuovi chiarimenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate A cura di: Adele di Carlo La Risoluzione 17/2026 dell'Agenzia delle Entrate chiarisce quando i costi del general contractor rientrano nel Superbonus.