A cura di: Adele di Carlo Si torna a parlare di affitti brevi, questa volta per quanto riguarda le modalità di check-in. Molti utenti preferiscono il check-in da remoto, inserendo il codice di accesso direttamente nelle key box. Questa modalità, tuttavia, creerebbe dei problemi per l’identificazione degli ospiti della struttura, un rischio per la sicurezza che non è passato inosservato al Ministero dell’Interno. Una nuova circolare introduce severe restrizioni sui sistemi di self check-in, vietando l’uso esclusivo di key box e altri dispositivi per l’identificazione automatizzata degli ospiti. La circolare in questione è stata emanata da Vittorio Pisani, capo della Polizia, secondo il quale le key box sono un pericolo per l’ordine pubblico. Cosa sono le key box e come funziona il self check-in Per chi ancora non sapesse cos’è e come funziona una key box, si tratta di un sistema automatizzato per effettuare il check-in, senza l’intermediazione dei proprietari/gestori della struttura ospitante. Questa soluzione è molto usata poiché consente di eseguire il check-in senza limiti di orario e in totale autonomia. Il meccanismo delle key box è molto semplice: il gestore della struttura fornisce al turista un codice per aprire la scatola situata in prossimità dell’ingresso, così da poter ritirare le chiavi ed entrare da solo nell’immobile. In questo modo è possibile fare il self check-in; i documenti necessari, infatti, non vengono chiesti sul momento ma forniti in fase di prenotazione online con altre informazioni come numero di ospiti, nominati, indirizzo di residenza e così via. Affitti brevi, arriva la stretta per le key box La circolare in oggetto contesta il meccanismo del self check-in tramite key box, in quanto non assicura una verifica adeguata della corrispondenza tra il documento d’identità e il suo portatore. Al contrario, l’identificazione del cliente in presenza è un deterrente contro abusi e comportamenti contrari alla legge. I gestori, inoltre, sono obbligati a trasmettere i dati degli ospiti alle Questure entro sei ore per soggiorni inferiori a 24 ore, o entro 24 ore per soggiorni più lunghi. La circolare arriva – non a caso – in un momento particolare, visto che il business degli affitti brevi è al centro di accesi dibattiti. Durante il G7 del Turismo a Firenze, la ministra del Turismo Daniela Santanchè aveva anticipato l’urgenza di misure più stringenti, sottolineando i rischi associati alla gestione remota dei check-in, specialmente in vista del Giubileo della Chiesa Cattolica previsto a Roma a partire da dicembre 2024. L’uso del self check di persona, infatti, eviterebbe l’ingresso di soggetti pericolosi e organizzazioni criminali e/o terroristiche. Anche il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è d’accordo: “Il controllo deve essere effettivo, senza possibilità di elusione”. Il caso di Firenze Il Comune di Firenze ha preso dei provvedimenti contro le key box ancor prima dell’emanazione della circolare. Il sindaco ha deciso di vietare il self check-in e l’installazione delle box sulle facciate dei palazzi nel centro storico per motivi di decoro urbano e sicurezza. La delibera entra ufficialmente in vigore nel 2025, ma con validità retroattiva. Vale a dire che dovranno essere rimosse anche le key box installate precedentemente. La risposta dell’Associazione italiana Affitti brevi L’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi (Aigab) ha commentato la circolare sostenendo l’eliminazione delle key box in strada, specialmente sulle facciate dei palazzi di pregio storico-artistico. Dall’altra parte ha segnalato che il self check-in non è un metodo di identificazione poco sicuro, in quanto molti gestori professionali utilizzano tecnologie avanzate di riconoscimento biometrico e codici OTP, simili a quelle usate per SPID, autonoleggi e conti bancari. Dunque, secondo l’Aigab, sarebbe discriminatorio introdurre il riconoscimento fisico obbligatorio soltanto per gli affitti brevi, cosa che potrebbe danneggiare ingiustificatamente l’intero settore. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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