L’involucro edilizio come sistema integrato: isolamento, tenuta all’aria, luce naturale e durabilità 08/04/2026
Indice degli argomenti Toggle L’impatto economico e ambientale delle riqualificazioniLe regioni più attive e i tipi di intervento Il settore della riqualificazione energetica in Italia ha registrato progressi significativi tra il 2020 e il 2025, spinto soprattutto dalle politiche di incentivazione fiscale, in particolare Superbonus e sconto in fattura nel biennio 2021-2022 (dal 2024 si è infatti registrato un calo del 22% negli investimenti). L’Osservatorio Riqualificazione Energetica, condotto dall’agenzia Humans&Data e basato su un campione di oltre 2000 cantieri seguiti da Harley&Dikkinson – società di consulenza specializzata nella riqualificazione immobiliare – ha rivelato risultati interessanti: un salto medio di 4,5 classi energetiche per regione, certificato dall’APE e un risparmio economico significativo per famiglie e imprese. Con un campione di 2.177 cantieri e 2,4 milioni di metri quadrati riqualificati, l’analisi ha evidenziato come la riqualificazione degli edifici non solo riduca le emissioni di CO₂, ma contribuisca anche a migliorare la qualità della vita degli italiani, soprattutto nelle regioni del Sud, che si sono distinte per il numero e l’efficacia degli interventi. L’impatto economico e ambientale delle riqualificazioni Gli effetti positivi della riqualificazione energetica sono visibili sia dal punto di vista economico che ambientale. Gli edifici riqualificati hanno registrato un risparmio medio di 12,1 euro per metro quadro, che si traduce in oltre 1.100 euro annui per un appartamento di 100 mq e oltre 1.800 euro per una villetta unifamiliare. Questo risultato è il frutto di un impegno costante nella riduzione delle inefficienze energetiche, come confermato dall’Osservatorio che ha stimato una riduzione delle emissioni di CO₂ pari a 25,16 kg/mq ogni anno. L’analisi ha anche messo in luce come il 22,6% degli edifici sia riuscito a raggiungere la classe energetica A4, il massimo livello di efficienza. Prima della riqualificazione, ben il 75,6% degli edifici apparteneva alle classi energetiche meno efficienti (E, F, G), con la classe F che da sola rappresentava il 30,2% del campione. Questi dati evidenziano il grande passo in avanti fatto in soli cinque anni grazie agli interventi che hanno trasformato edifici obsoleti in strutture ad alta efficienza energetica. Alessandro Ponti, Presidente di Harley&Dikkinson commenta “In un Paese in cui quasi il 70% degli edifici residenziali è ancora classificato nelle tre classi con maggior dispendio di energia (E, F e G), è importante sottolineare il lavoro di miglioramento che è stato fatto negli anni 2020-2025 anche grazie agli incentivi fiscali. Questo slancio non deve cessare oggi”. Le regioni più attive e i tipi di intervento L’Osservatorio ha identificato le regioni con il maggior numero di cantieri e i tipi di intervento più richiesti. La Sicilia è la regione con la percentuale più alta di cantieri (21%), seguita dalla Campania (14%) e dalla Lombardia (12%). Queste regioni, insieme alla Calabria e alla Puglia, hanno visto un notevole incremento degli interventi, con la Sicilia che si distingue anche per la superficie totale riqualificata, che ammonta a 529.745 mq. Gli interventi più comuni riguardano l’installazione del cappotto termico (96% dei cantieri), la sostituzione degli infissi (84,6%) e l’installazione di impianti fotovoltaici (53%). A livello nazionale, gli interventi si sono concentrati su edifici unifamiliari al Sud, che hanno raggiunto le migliori performance energetiche, mentre al Nord, soprattutto nei condomini, gli edifici hanno ottenuto un miglioramento ma non sempre ai massimi livelli di efficienza. Nel complesso, la riqualificazione ha portato a un miglioramento significativo della classe energetica degli edifici, con alcune regioni come la Sardegna, la Puglia e la Calabria che hanno registrato i salti di classe più elevati, rispettivamente 5,6, 5,4 e 5,2 classi. Questo evidenzia come, in alcune aree, gli edifici siano riusciti a passare dalla classe G alla classe A4, con risparmi notevoli sui costi energetici. L’analisi dell’Osservatorio Riqualificazione Energetica di Humans&Data conferma l’importanza delle politiche di incentivo fiscale: è fondamentale che l’Italia continui su questa strada per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dall’Unione Europea, in particolare la riduzione del consumo di energia degli edifici del 16% entro il 2030. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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