Progettare spazi accessibili, flessibili e sicuri: approccio integrato e competenze trasversali 20/05/2026
Progettare spazi accessibili, flessibili e sicuri: approccio integrato e competenze trasversali 20/05/2026
Impermeabilizzazione degli edifici: errori progettuali, posa e patologie edilizie ricorrenti 12/05/2026
A cura di: Adele di Carlo Indice degli argomenti Toggle Condono 2003: perché il limite dei 750 mc non può essere aggiratoIl principio chiave: conta la situazione esistente alla domandaCome si calcola la volumetria: il criterio del “vuoto per pieno”Perché la riduzione successiva del volume non produce effetti Il confine tra abuso edilizio sanabile e non sanabile passa spesso da un’idea fuorviante: quella secondo cui sarebbe possibile “rientrare nei limiti” intervenendo sull’immobile dopo la presentazione della domanda di condono. Una convinzione che la giurisprudenza continua a smontare con decisione. La sentenza n. 9839/2026 della Corte di Cassazione si inserisce proprio in questo solco, ribadendo un principio ormai centrale nelle procedure di sanatoria: ciò che conta è la consistenza dell’abuso al momento della domanda, non ciò che viene modificato dopo. Condono 2003: perché il limite dei 750 mc non può essere aggirato Il caso esaminato riguarda l’applicazione del terzo condono edilizio disciplinato dall’art. 32 del decreto-legge 269/2003, convertito nella legge 326/2003, che ha introdotto specifici limiti dimensionali alla sanatoria delle nuove costruzioni abusive. In particolare, la normativa prevede che non possano essere condonate nuove edificazioni residenziali con volumetria superiore a 750 metri cubi. L’immobile oggetto della controversia era stato realizzato in assenza di titolo edilizio e sviluppato su più livelli, con una volumetria complessiva eccedente tale soglia. Il proprietario, già destinatario negli anni Novanta di un ordine di demolizione, aveva presentato nel 2004 domanda di condono tentando di ricondurre l’opera nei limiti di legge attraverso successivi interventi di riduzione del volume. La Cassazione ha però confermato che il superamento della soglia dei 750 metri cubi costituisce un limite oggettivo e insuperabile nell’ambito del condono del 2003. Se alla data di presentazione dell’istanza l’immobile supera tale volumetria, l’abuso non è sanabile, indipendentemente da modifiche o trasformazioni effettuate successivamente. Da qui la conferma definitiva dell’ordine di demolizione. Il principio chiave: conta la situazione esistente alla domanda Uno degli aspetti più rilevanti della pronuncia riguarda il momento temporale di riferimento per la valutazione della condonabilità. Secondo la Corte, non è possibile aggirare la disciplina del condono mediante interventi tardivi destinati a ridurre dimensioni, superfici o volumi dell’edificio. La verifica dei requisiti deve avvenire esclusivamente con riferimento alla situazione urbanistica ed edilizia esistente alla data di presentazione della domanda. In altre parole, l’abuso deve essere già conforme ai parametri richiesti dalla legge entro i termini fissati dal condono. Lavori eseguiti successivamente alla scadenza non assumono alcuna rilevanza giuridica ai fini della sanatoria. Come si calcola la volumetria: il criterio del “vuoto per pieno” La sentenza assume rilievo anche sotto il profilo tecnico, chiarendo le modalità di determinazione della volumetria edilizia. Il volume deve essere calcolato secondo il criterio urbanistico del “vuoto per pieno”, considerando l’intero volume fisicamente realizzato e stabilmente incorporato nella costruzione. Ai fini urbanistici rileva quindi la consistenza strutturale dell’opera e non l’effettivo utilizzo degli spazi o la loro accessibilità. Nel caso esaminato sono stati computati tutti i livelli dell’edificio, compresi i locali seminterrati, mentre restano normalmente esclusi soltanto balconi e terrazze completamente scoperte. Il sopralluogo tecnico ha accertato una volumetria complessiva pari a circa 1.269 metri cubi, valore ampiamente superiore al limite previsto dal condono 2003 e quindi incompatibile con qualsiasi ipotesi di sanatoria. Perché la riduzione successiva del volume non produce effetti La Corte di Cassazione ha inoltre chiarito che interventi successivi quali chiusura di accessi, trasformazioni interne, parziali demolizioni non strutturali o semplice inutilizzabilità degli ambienti non determinano una reale riduzione della volumetria urbanistica. La perdita di funzionalità di un locale non equivale infatti alla sua eliminazione fisica. Solo la reale rimozione della struttura edilizia potrebbe incidere sul volume, ma tale valutazione resta comunque irrilevante se effettuata dopo la presentazione dell’istanza di condono. La decisione conferma quindi un orientamento ormai stabile della giurisprudenza: il condono edilizio non costituisce uno strumento per regolarizzare qualsiasi abuso attraverso modifiche successive, al contrario si tratta di un’eccezione normativa applicabile esclusivamente a opere che risultavano già conformi ai requisiti previsti dalla legge al momento della domanda. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
14/05/2026 Plusvalenze immobiliari, quando scatta la tassazione in caso di vendita di un immobile o di un terreno A cura di: Pierpaolo Molinengo Plusvalenze immobiliari 2026, ecco come devono essere gestite le imposte su terreni edificabili e fabbricati.
13/05/2026 Iperammortamento 2026: nuove regole per imprese, digitale e rinnovabili A cura di: Stefania Manfrin Nuove regole per l’iperammortamento 2026: aliquote, iter GSE, perizie e investimenti digitali e FER per le ...
06/05/2026 Pergotenda in edilizia libera: se viola le distanza deve essere rimossa A cura di: Pierpaolo Molinengo Pergotenda in edilizia libera: una sentenza chiarisce che la semplificazione amministrativa non può mai calpestare il ...
04/05/2026 Decreto Turismo 2026: 109 milioni per ESG, efficienza energetica e strutture ricettive sostenibili A cura di: Erika Bonelli Decreto Turismo 2026: 109 milioni per ESG, efficienza energetica, FER e digitalizzazione delle strutture ricettive.
29/04/2026 Nuove aliquote IMU 2026: cosa cambia per professionisti, contribuenti ed imprese A cura di: Pierpaolo Molinengo Nuovo regime IMU, novità del decreto 6 novembre 2025: validità delle delibere, coefficienti fabbricati D e ...
21/04/2026 Silenzio-assenso in edilizia: la svolta del DL PNRR e il potere di surroga del tecnico A cura di: Pierpaolo Molinengo Con il DL PNRR 19/2026 il progettista può certificare il silenzio assenso in edilizia se la ...
15/04/2026 Ristrutturazione seconde case 2026: guida aggiornata agli incentivi fiscali A cura di: Adele di Carlo Il quadro completo delle agevolazioni e detrazioni per gli interventi di ristrutturazione seconde case nel 2026
09/04/2026 Mutuo dissenso nella donazione: cosa succede alle agevolazioni prima casa in caso di annullamento A cura di: Adele di Carlo Mutuo dissenso nella donazione: cosa accade alle agevolazioni prima casa secondo la Cassazione e quando non ...
30/03/2026 Acquisto di immobili abusivi: chi paga davvero la demolizione? A cura di: Adele di Carlo Demolizione casa abusiva: in quali casi si può evitare con la sanatoria prevista dal Decreto Salva ...
25/03/2026 Patente a crediti e Dvr, le novità su badge di cantiere e dispositivi di sicurezza A cura di: Adele di Carlo Prime istruzioni operative sul Dl 159/2025: badge di cantiere con codice anticontraffazione, nuove regole sulla patente ...