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A cura di: Tommaso Tetro “L’Eps (polistirene espanso sinterizzato) non è presente nell’incendio del grattacielo ‘La Torre dei Moro’ di Milano“. Netta la posizione di Aipe, l’associazione italiana polistirene espanso, sul grave incendio del 29 agosto che ha devastato il palazzo di via Antonini a Milano. Per Aipe “l’Eps non è presente tra i materiali imputati e non ha nulla a che vedere con quanto purtroppo accaduto”. Inoltre, secondo la ricostruzione – spiega Aipe – in base “alle prime analisi della struttura, emerge chiaramente come l’incendio abbia riguardato il rivestimento esterno dell’edificio, ossia le due grandi vele realizzate con pannelli compositi in alluminio e non sia stato alimentato dal sistema a cappotto”. Sulla questione interviene anche Cortexa; il bilancio della commissione tecnica dell’associazione che dal 2007 racchiude i principali produttori di sistemi a cappotto in Italia racconta di come “l’incendio non sia stato alimentato dal sistema a cappotto, né lo ha coinvolto. Le immagini mostrano come il cappotto, presente sull’involucro esterno dell’edificio, sottostante alle vele esterne decorative che sono bruciate, abbia impedito la propagazione dell’incendio, giocando un ruolo centrale nella protezione della facciata”. Per gli esperti di Cortexa c’è stata tanta confusione: “Cappotto, sandwich, facciata ventilata, rivestimento: in questi giorni si è detto e letto di tutto”, cosa che “ha generato una pericolosa ondata di disinformazione. Un sistema a cappotto certificato, ben progettato e posato a regola d’arte non brucia né propaga un incendio, rappresenta invece un’eccellente protezione dell’involucro degli edifici, anche dal fuoco”. L’Aipe chiede “una rettifica delle affermazioni errate comparse sui media al fine di escludere una pericolosa deriva che generi un danno enorme a tutta la filiera dell’Eps e rassicuri le famiglie che si stanno accingendo a realizzare un intervento di riqualificazione energetica con il sistema a cappotto in Eps o che hanno già realizzato questo tipo di intervento”. Alla discussione interviene anche Fivra, l’associazione dei produttori di lane minerali (lana di roccia e lana di vetro per isolamento): “l’incendio ha messo in luce l’importanza della scelta dei materiali, qualunque sia il rivestimento definito in fase progettuale. Sull’edificio le fiamme si sarebbero propagate rapidamente lungo il rivestimento esterno, le vele di colore bianco, composto da un nucleo combustibile, tanto da renderne completamente visibile la struttura su cui era posato”. E allora, “ricordando la necessità di riqualificare il parco edilizio nazionale, anche sfruttando gli attuali incentivi fiscali come il superbonus 110%“, viene ribadito che “la sicurezza antincendio delle facciate rappresenta un tema di assoluta importanza. Per progettare e ottenere una facciata sicura, è indispensabile adoperare materiali incombustibili e non infiammabili, proprietà che contraddistinguono le lane minerali, in Euroclasse A1 o A2 di reazione al fuoco”. In arrivo un nuovo decreto per la sicurezza anti-incendi degli edifici Secondo i Vigili del fuoco – che nel terribile incendio hanno visto impegnate 36 squadre per 9 giorni, con 370 interventi tra spegnimento, soccorso a persone, verifiche di stabilità, bonifica di elementi pericolanti e recupero di beni (nel corso delle fasi cruciali dell’incendio si sono avvicendate 8 autopompe e 4 autoscale da 40 metri, un elicottero e speciali carri attrezzati) – dovrebbe essere in arrivo un nuovo decreto per la sicurezza antincendio proprio delle facciate e delle sovrastrutture esterne dei palazzi, comprese le coperture: “in Italia esiste una normativa antincendio che indica come devono essere progettati gli edifici e una specifica per quelle che tecnicamente si chiamano ‘facciate continue’, vale a dire i rivestimenti di un edificio, i cappotti. Nel 2013 sono state pubblicate le linee guida per questi rivestimenti, recepiti con il decreto del gennaio 2019 relativo alla norme antincendio per gli edifici civili e ora, come Comitato centrale tecnico scientifico di prevenzione incendi, abbiamo definito il nuovo decreto per la sicurezza delle facciate, che aggiorna la guida tecnica del 2013: è in corso la notifica a Bruxelles e nel 2022 dovrebbe essere pronto”. Misure che naturalmente sono parametrate all’altezza dell’edificio: più è alto più devono essere stingenti. Il nuovo decreto aggiorna le linee guida del 2013 per le facciate: nel tempo con lo sviluppo di nuove tecnologie e degli elementi strutturali sono state prodotte innovazioni importanti. Si tratta dunque di una riedizione della prima guida tecnica, aggiornata agli standard attuali e che include anche le coperture degli edifici e non più solo le facciate. Ci sono misure specifiche per l’impiego di materiali che devono garantire una scarsa attitudine a propagare la fiamma e devono fare in modo che in caso di incendio parti della facciata non crollino e possano colpire i soccorritori o chi evacua l’edificio. La facciata deve essere fatta in modo che non propaghi l’incendio e che non cadano pezzi. L’approccio è di non limitare totalmente la libertà di progettazione, ma allo stesso tempo dare indicazioni e requisiti che coniugati tra di loro consentono una risposta accettabile al rischio. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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