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Per comprendere l’utilità di uno strumento come il DOCFA, dobbiamo immaginare il carico di documentazione cartacea che senza l’utilizzo di quest’ultimo andrebbe ad intasare le già sature amministrazioni pubbliche.Indice degli argomenti: Il software è regolamentato? DOCFA qual è la documentazione richiesta? La procedura DOCFA ha un costo? Nello specifico, occupandosi di dichiarazioni di cambio di destinazione o di accertamento della proprietà, il DOCFA va ad alleggerire un mondo burocratico spesso sotto pressione come indicato dallo stesso acronimo del software (DOcumenti Catasto FAbbricati), ossia quello della burocrazia catastale e edile. In poche parole, DOCFA è un software attraverso il quale i professionisti del settore hanno la possibilità di poter presentare pratiche catastali in forma digitale. Questa funzione è realizzabile attraverso una compilazione digitale dei documenti, i quali dovranno essere successivamente presentati, sempre per mezzo digitale, all’Agenzia delle Entrate e agli Uffici di competenza territoriale. Va da sé che il software debba essere utilizzato ogni volta che l’immobile subisce una modifica, incluso il caso di nuova costruzione. Il software è regolamentato? Ovviamente sì. Inoltre, in quanto programma digitale, il software DOCFA presenta degli aggiornamenti che possono influenzare e modificare le abitudini stesse del suo utilizzo da parte degli utenti. Al giorno d’oggi e fino al 30 giugno 2020, ad esempio, tutti gli utenti potranno ancora utilizzare la versione precedente numero 4.00.4 del software, ovvero la versione meno aggiornata. Questo ad eccezione delle seguenti procedure, per le quali andrà necessariamente utilizzata l’ultima versione del programma, la numero 4.00.5: Dichiarazioni di variazione rese ai sensi dell’art. 1, comma 579, della legge n. 205 del 2017, inerenti quindi la revisione del classamento di specifiche unità immobiliari site nei porti di rilevanza nazionale ed internazionale) Dichiarazioni di nuova costruzione relative agli immobili indicati nell’art. 1, comma 578, della legge n. 205 del 2017 ovvero immobili in possesso di specifici requisiti e siti nei porti di rilevanza nazionale ed internazionale Dal 1° luglio 2020 l’obbligatorietà dell’ultima versione sarà estesa a tutte le pratiche da effettuare, senza alcuna distinzione, pena la mancata presa in considerazione da parte di Catasti o Uffici territoriali qualora la documentazione venisse presentata attraverso modalità difformi. DOCFA qual è la documentazione richiesta? Nonostante si tratti di materia complessa, la documentazione risulta piuttosto semplice da reperire ma, ancor più importante, da comprendere; il Catasto, infatti, richiede la presentazione del titolo di provenienza dell’immobile, in cui andrà specificato se si tratta di atti di donazione, compravendita, successione e via dicendo. Ad esso, andrà affiancato un estratto catastale della mappa dei terreni, con indicato il numero delle unità immobiliari e la loro consistenza misurata in metri quadri. Oltre a queste richieste, ne troviamo di ulteriori per la presentazione delle copie della documentazione personale dell’intestatario dell’immobile, dei dati catastali dell’immobile con l’indicazione dei dati fondamentali inerenti quest’ultimo, come il comune, il foglio o la destinazione d’uso e quella dei dati relativi all’ultima pratica edilizia dell’immobile, realizzata attraverso l’inserimento del numero di protocollo e della data. È importante indicare che all’interno della DOCFA vanno inserite le cosiddette “causali “, ovvero la motivazione per la quale si presenta la richiesta di aggiornamento al catasto. All’interno della DOCFA va inoltre inserito anche l’elaborato planimetrico, una vera e propria planimetria che rappresenta in scala l’immobile. Solitamente gli elaborati vengono realizzati in scala 1:500 o 1:200 a seconda delle esigenze e delle dimensioni del lotto/immobile. Lo scopo della planimetria è quello di illustrare in maniera impeccabile ogni vano della proprietà, identificandone i perimetri. Esso va presentato su fogli A3, contenenti anche tutta una serie di informazioni fondamentali, quali: Indicazione di parti coperte e scoperte Indicazione del perimetro del fabbricato Indicazione degli accessi Il numero di subalterno di ciascuna porzione Indicazione di numeri e denominazioni di particelle, strade o acque confinanti con il lotto in questione A livello di Causali, invece, come detto precedentemente esse fanno riferimento alle motivazioni all’origine dell’intervento da effettuare e a livello di documentazione ogni causale corrisponde ad un determinato codice, proprio per differenziare le eventuali motivazioni. Sarà dunque premura del privato risalire al proprio codice d’interesse, per non incorrere in errori di presentazione della domanda. Le motivazioni e i rispettivi codici sono stati elencati come segue dal software: Divisione dell’immobile – codice DIV Frazionamento immobile per trasferimento di diritti – codice FRZ Ampliamento – codice AMP Fusione – codice FUS Demolizione (totale o parziale) codice DET/DEP Ristrutturazione – codice RST Variazione toponomastica – codice VTO La procedura DOCFA ha un costo? Anche in questo caso, sì. Tutta la procedura presenta infatti dei costi fissi che si quantificano in 50€ come spesa catastale per ogni unità immobiliare variata o di nuova costruzione e 70€ per i diritti di voltura (variazione intestatario del contratto). Vi sono da considerare inoltre i costi variabili di parcella che i professionisti ai quali si è ricorso possono stabilire. Vuoi diventare un esperto di DOCFA e rimanere aggiornato sul software? È da poco disponibile il Corso completo sul DOCFA di GoPillar Academy! Esclusivamente per i lettori di INFOBUILD al prezzo di 99€ invece che 249€!! 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