Capitolati e specifiche tecniche: come scriverli bene per evitare errori, contestazioni e costi imprevisti 16/09/2026
Genovese, 73 anni, Renzo Piano parla attraverso le sue opere, realizzate in tutto il mondo. Proprio una di queste, l’ultima nata di “casa Piano”, sarà protagonista al Cersaie, in un workshop che si terrà venerdì 1 ottobre alle 11.00 a Palazzo dei Congressi, nell’ambito del ciclo di incontri Costruire, Abitare, Pensare. L’opera si chiama Central Saint Giles, peraltro oggetto di uno spazio espositivo dedicato nell’area mostre, un progetto ambizioso, inaugurato nel maggio scorso, che per la prima volta viene presentato ufficialmente in una fiera internazionale. Molto della personalità di Piano, molto dell’architettura moderna, viene a trovare una perfetta sintesi in questo progetto, pensato per essere vissuto e adottato dai londinesi nella loro quotidianità. Dietro alla realizzazione del Central Saint Giles ci sono quasi 10 anni di lavoro, di cui i visitatori potranno cogliere qualche frammento ascoltando i contributi di Maurits van der Staay, architetto responsabile del progetto, e Lorenzo Piazza, giovane architetto di RPBW, che hanno seguito la progettazione di questo edificio. Un complesso multifunzionale da ben 60mila metri quadrati, di cui 39mila dedicati agli uffici, sorto laddove c’era un vecchio e malandato edificio in mattoni, sede, storicamente, dei servizi segreti.Situato a metà strada tra Covent Garden e Bloomsbury – tanto per dare un’idea del potenziale impatto visivo sulla City – il Central Saint Giles è nato, dal punto di vista progettuale, dal dialogo tra idee e materiali contemporanei e la città circostante, densa e vitale. Lo staff di Renzo Piano Building Workshop ha lavorato a una costruzione architettonica importante, eppure perfettamente integrata nel contesto urbano, forte anche del rapporto con la luce naturale, con ampio utilizzo di vetro, acciaio e soprattutto ceramica, uno degli elementi essenziali del rivestimento. Bella, durevole ed ecologica: questa la definizione usata dal maestro per definire la ceramica in quanto materiale da costruzione. Una definizione squisita che ha trovato concreta realizzazione nelle facciate del Central Saint Giles, in cui la ceramica viene utilizzata in tutte le sue potenzialità, colori e sfumature, permettendo di integrare l’edificio in modo mirabile nel tessuto urbano circostante. Del resto, il Central Saint Giles non si compone solo di uffici e residenze, ma anche di caffè, ristoranti, spazi pubblici. Se molto di un architetto – e di uno studio che ne segue le orme – si può capire dalle opere, dai curriculum, altrettanto si può intendere richiamando alla mente la città, le origini: Genova, città natale di Renzo Piano, un luogo dove si fondono il mare e la montagna, dove gli edifici della città vecchia si aggrappano al terreno scosceso, e dai vicoli si intravedono cristalline porzioni di cielo. Così il Central Saint Giles riassume tutte queste caratteristiche, particolarmente apprezzabili anche nella prestigiosa mostra curata da Aldo Colonetti e dallo Studio Origoni Steiner per onorare il lungo percorso di ricerca estetica, antropologica, sociologica e urbana che ha portato Renzo Piano a completare questo progetto.Dai volumi complessi e frammentati – realizzati proprio per armonizzarsi con gli edifici circostanti – alle sfumature cromatiche dei rivestimenti, continuamente cangianti nelle diverse facciate, il Central Saint Giles si propone di diventare nuovo perno della vita sociale londinese. Non a caso, parte integrante del progetto è anche un albero di venti metri posto sulla piazza, all’ombra del quale i passanti possono approfittare della nuova piazza pubblica e del piano terra completamente trasparente. O anche, semplicemente, gettare uno sguardo fugace e migrare verso altri lidi, a costruire qualcosa di nuovo e inaspettato. Come gli avventurieri genovesi che Piano rappresenta così bene, nel proprio campo. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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