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SIPOREX: CALCESTRUZZO CELLULARE AERATO AUTOCLAVATO

Particolare della struttura porosa
Particolare della struttura porosa
Eccellente resistenza al fuoco
Eccellente resistenza al fuoco
SIPOREX: CALCESTRUZZO CELLULARE AERATO AUTOCLAVATO 3
SIPOREX: CALCESTRUZZO CELLULARE AERATO AUTOCLAVATO 4
SIPOREX: CALCESTRUZZO CELLULARE AERATO AUTOCLAVATO 5

SIPOREX
Sulla base del brevetto dell’Arch. Axel Eriksson, nel 1930, un gruppo di ricercatori dell’industria cementizia svedese, sotto la guida dell’Ing. Ivar Eklund e del Prof. Lennart Forsen, realizzò un calcestruzzo cellulare aerato autoclavato, assai leggero, resistente al fuoco, isolante, lavorabile come il legno, composto essenzialmente da sabbia silicea e cemento che fu denominato “Siporex”.
Il Siporex ha:
- un basso peso specifico;
- una buona resistenza alla compressione;
- un elevato potere d’isolamento termico ed acustico;
- un’elevata inerzia termica;
- un’eccezionale resistenza al fuoco;
- un’elevata permeabilità al vapore;
- un’eccellente lavorabilità;
- un’illimitata durata nel tempo.
Il Siporex, deve queste eccezionali caratteristiche alla sua struttura porosa a cellula chiusa che è generata dalla reazione chimica tra le componenti alcaline del cemento e un agente lievitante naturale, la polvere d’alluminio, che aggiunta in minima percentuale ad un impasto semiliquido composto di sabbia silicea, acqua, cemento ed una piccola quantità di calce, reagisce con i leganti sviluppando bolle d’idrogeno. Le bolle d’idrogeno fanno fermentare e lievitare l’impasto, conferendogli una struttura porosa isotropa a cellula chiusa.
È questa struttura cellulare che determina il basso peso specifico del Siporex.
Al termine del processo di lievitazione, il materiale è divenuto “calcestruzzo cellulare”, ed assume una determinata compattezza, il “pane”, così ottenuto, può essere tagliato nelle forme volute ed inviato alla “maturazione” in autoclave.
Nel processo di autoclavazione, ad alta pressione ed elevata temperatura, il calcestruzzo cellulare assume una massa stabile e resistente alla compressione; la sabbia silicea, in questa fase, prende parte attiva alla reazione chimica, formando un silicato di calcio idrato cristallino, denominato “Tobermorite”, esente da sostanze corrosive quali i cloruri e con un’acidità di circa 10 pH.
Pertanto, sebbene sia composto dalle stesse materie prime del calcestruzzo, il Siporex è un materiale totalmente diverso, poiché la sabbia prende parte attiva al processo di “idratazione”.
Il Siporex è un materiale da costruzione ecologico perché:
- si compone di elementi presenti in natura in quantità quasi illimitata e la sua produzione non intacca le riserve naturali di materie prime esauribili;
- è realizzato con materie prime naturali, esenti da emissioni nocive radioattive o gassose;
- la sua produzione è caratterizzata dalla non immissione di vapori o gas tossici nell’ambiente;
- i cascami delle lavorazioni vengono reimpiegati e gli scarti utilizzati come inerti.

Il ciclo produttivo
Il procedimento produttivo del calcestruzzo cellulare autoclavato ItalSiporex può essere, sinteticamente, così descritto:
- la sabbia silicea viene finemente macinata e miscelata al cemento, alla calce ed all’acqua, sino ad ottenere un impasto molto fluido, ovvero una “boiacca” semiliquida, alla quale si unisce una minima quantità di polvere di alluminio, quale agente espandente e lievitante;
- la boiacca viene versata in apposite vasche mobili, denominate casseri, che hanno un volume di 5,4 m3 (lunghezza 600 cm, larghezza 150 cm, altezza 60 cm);
- i casseri, a seconda si tratti di prodotti armati o non armati, possono contenere le armature di acciaio sostenute da appositi “spilli”;
- ad una temperatura controllata di circa 20°C, la boiacca cementizia si espande, “lievita”, ed all’interno del materiale si formano milioni di bollicine di idrogeno che creano quelle micro porosità che sono la caratteristica saliente del calcestruzzo cellulare;
- dopo circa 2 ore di lievitazione, la massa di calcestruzzo cellulare, che è diventata un vero proprio “pane” lievitato, è sufficientemente solida e stabile per poter essere sformata e tagliata in singoli elementi con grande precisione;
- i cascami relativi alla fase del taglio sono recuperati e reinseriti nel processo produttivo, senza dar luogo a sprechi di materiale;
- i pani, ritagliati in blocchi, lastre o pannelli, sono inviati in apposite grandi autoclavi per la stabilizzazione e la maturazione;
- nelle autoclavi i pani sostano per dodici ore a dodici atmosfere di pressione ad una temperatura di circa 200°C;
- il procedimento conferisce al materiale quelle caratteristiche finali di resistenza e stabilità dimensionale, con la particolarità di farlo diventare una “pietra artificiale” assai leggera e lavorabile;
- all’uscita dell’autoclave viene effettuata l’operazione di controllo della qualità e dell’integrità del prodotto, al fine di valutare la corrispondenza agli standard qualitativi fissati dall’ItalSiporex.
Al termine del processo produttivo le lastrine, i blocchi, le velette, gli architravi, sono pronti per il successivo, imballaggio e stoccaggio; i pannelli, i solai, le tramezze, le lastre, sono invece sottoposti ad ulteriori lavorazioni di fresatura o finitura e quindi, imballati e stoccati.
Il materiale scartato è riciclato ed utilizzato nella produzione d’inerti e di manufatti diversi.

Siporex: materiale innovativo
L’utilizzo del calcestruzzo cellulare in edilizia, si basa su tecniche applicative derivate da una logica costruttiva del tutto originale e concettualmente diversa rispetto a quelle dei prodotti tradizionali.
Essa prevede l’impiego di un unico materiale, compatto, isotropo ed omogeneo, atto alla formazione sia di manufatti armati, sia di manufatti non armati, sia di elementi portanti, sia di elementi non portanti.
Con il Siporex possono essere indifferentemente realizzate: pareti portanti e tamponature, solai di calpestio e solai di copertura, tramezzature e controparti; aventi le stesse caratteristiche tecniche di base per quel che concerne l’isolamento termico, la resistenza al fuoco, l’isolamento acustico. Caratteristiche tecniche che sono direttamente proporzionali al peso specifico (massa volumica a secco) ed allo spessore.
Il Siporex è quindi l’unico materiale edilizio, fra quelli oggi esistenti nel mercato, che consente di realizzare una costruzione “dalla copertura al piano cantinato” con un unico materiale e con caratteristiche assolutamente omogenee.
La tecnologia del Siporex, il processo produttivo e la possibilità di pre-armare, ove necessario, i diversi elementi, permettono di creare una serie pressoché infinita di manufatti: blocchi lisci e maschiati, lastrine, tavelle, velette, architravi, pannelli-parete, pannelli-solaio, predalle, etc..
Questi manufatti, destinati nel loro insieme alla realizzazione di un vero e proprio sistema costruttivo, possono essere utilizzati anche separatamente nei sistemi costruttivi tradizionali, sia per costruzioni civili, sia per costruzioni industriali.
Questi presupposti fanno del Siporex il materiale più innovativo nel campo delle costruzioni.
Le performances del prodotto e la gamma degli elementi permettono di semplificare sia il processo progettuale, a tutto vantaggio della libertà compositiva, che il processo costruttivo, a tutto vantaggio dell’economia del cantiere, senza per questi rinunciare alla qualità.