Tiene la biennale Xylexpo

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I dati sono confortanti e, di fatto, confermano le aspettative della vigilia: 43.295 ingressi, il 15,9 per cento in meno rispetto al 2010. Numeri che testimoniano la sostanziale tenuta della biennale mondiale delle tecnologie e delle forniture per l’industria del legno e del mobile, a fronte di una situazione economica che continua a essere estremamente difficile; anche per i 515 espositori, di cui 177 da 34 Paesi, che hanno animato l’evento milanese. La 23esima edizione di Xylexpo, svoltasi a FieraMilano-Rho dall’8 al 12 maggio scorso su una superficie di 32.178 metri quadrati netti espositivi, è stata uno specchio fedele della realtà: i dati diffusi dall’Ufficio studi di Acimall alla vigilia della manifestazione ricordano che nel primo trimestre di quest’anno gli ordini per l’industria italiana sono diminuiti del 4,6 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2011, con il meno 24,8 per cento registrato sul mercato nazionale bilanciato dagli ordini provenienti da oltre confine (più 4,25 per cento). Uno specchio del mercato anche nella percepibile differenziazione della attrattiva dei diversi comparti presenti in fiera: nei padiglioni 1 e 3, dove era concentrata l’offerta per la lavorazione del pannello, l’atmosfera è stata più positiva rispetto al padiglione 2, lavorazione del massiccio, e al padiglione 4, dove erano raccolte le tecnologie per la prima lavorazione. Evidente che il mondo del mobile è in condizioni di salute migliori; comprensibilmente più difficile la situazione per il massiccio  e per le attrezzature destinate alla produzione del pannello: estremamente difficile programmare investimenti di grande portata e pianificazioni a lungo termine in periodi di forte stagnazione come l’attuale. Un periodo nel quale l’Europa vede settori decisamente trainanti per il nostro comparto, quali l’edilizia, praticamente paralizzati. Non tanto, dunque, una difficoltà della rassegna, quanto il riflesso della mancanza di domanda, con alcune differenziazioni che Xylexpo ha reso evidenti, tangibili. Tornando agli operatori giunti a Milano, ancora una volta rilevante la quota di visitatori stranieri, il 47 per cento del totale. I contingenti più numerosi sono stati, nell’ordine, quelli di Francia, Turchia, Svizzera, Federazione russa e le emergenti Repubbliche confinanti, Germania. Gli incrementi più rilevanti vedono al primo posto la Turchia (più 45,6 per cento), la Cina (più 36,1 per cento) e la Russia, che ha visto una crescita del 33,5 per cento dei visitatori rispetto al 2010. La diminuzione riscontrata nel numero dei visitatori, alla luce della situazione economica particolarmente critica, è da considerarsi assolutamente fisiologica ed è stata ampiamente compensata dalla buona qualità dei visitatori stessi che, a detta degli espositori, hanno consentito l’avvio di trattative assai promettenti e – contemporaneamente – l’instaurarsi di un buon numero di nuovi contatti che sicuramente genereranno buone possibilità di vendita.