Il legno e l’acqua

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Lo stabilimento si articola secondo due corpi di fabbrica disposti ad angolo retto ed è caratterizzato dalla unitarietà del disegno e dei materiali costruttivi.
La disposizione planimetrica è orientata secondo le giaciture e le presenze naturali del luogo: si apre con estesi porticati verso il lago e la zona umida ad esso adiacente e si chiude verso la strada di accesso.
Il padiglione è chiuso infatti verso strada da un muro di contenimento che ridisegna artificialmente, attraverso l’utilizzo di un cemento gettato in opera e addittivato con ossidi, la consistenza e la giacitura della roccia affiorante dall’altro lato della strada.
Un percorso ciclo-pedonale porta all’ingresso, segnalato da un’emergenza verticale, e si conclude in due rampe pedonali discendenti verso la sponda.
Lo schema distributivo di base è al contempo semplice ed efficace: due spazi rettangolari dedicati agli spogliatoi e allo spazio di ristoro, contornati da porticati.
Il basamento è leggermente sollevato da terra, il coronamento è piano.
L’immagine risultante è quella di una sorta di contemporanea “palafitta”, collegata al lago da una lunga passerella di legno.
La struttura portante, prodotta come il resto dei componenti in stabilimento ed assemblata a secco in opera, è costituita da pilastri in legno lamellare che articolano, verso la parte interna dell’impianto un portico sollevato sul già descritto leggero basamento, anch’esso ligneo.
Essa è disposta secondo una maglia quadrata di 5,00 per 5,00 metri.
L’edificio è infine coperto da una struttura piana in legno rivestita in rame.
Questa architettura si caratterizza per la maestrìa nell’utilizzo del legno, in una felice serie di varianti formali e strutturali; il materiale diventa il nucleo mediante il quale si costruiscono diaframmi, alternando lamelle e vuoti in una sorta di rivisitazione contemporanea dei tradizionali moduli a scandole”, si costruiscono sequenze di commisurazione dell’edificio, come nei porticati o nella travatura “a vista” che sorregge la copertura, si definiscono superfici murarie segnate da lievi scanditure orizzontali.
Particolarmente efficace è il fronte a lago: una quinta architettonica, calma e tranquilla, che si interpone fra l’acqua, l’erba e l’orizzonte, segnato dalla presenza del bosco retrostante.

Committente: Consorzio Parco Lago Segrino
Progettista: Arch. Marco Castelletti
Impresa: Cervino S.r.l.

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*Fabrizio Zanni – Politecnico di Milano, Facolta’ di Architettura