Paesaggi sensibili: master di architettura digitale

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Come ripensare la materia tradizionalmente inerte del costruito attribuendole la capacità di interagire tanto con l’uomo quanto con l’ambiente? Come ripensare la natura dell’edificio architettonico per renderla tanto partecipe dell’esistenza del nuovo spazio virtuale delle informazioni quanto sensibile a quelle sollecitazioni fisico ambientali dalle quali oggi l’architettura potrebbe trarre l’energia necessaria al proprio metabolismo?
A partire da queste domande, il master, che inizierà il 7 novembre 2005 per concludersi entro maggio 2006, presso l’Istituto Nazionale di Architettura-IN/ARCH di Roma, si propone di esplorare le potenzialità generate dall’incontro tra architettura e nuove tecnologie proponendo un approccio integrato alla questione energetico ambientale e a quella dell’intelligenza distribuita.
Infatti, da un lato la diffusione sempre più capillare della tecnologia digitale in ogni oggetto e contesto della vita quotidiana (intelligenza o informatica distribuita) sollecita la domanda di una nuova figura di progettista in grado di dar forma non soltanto ad oggetti e spazi tradizionali ma ad oggetti e spazi che interagiscano con noi (che reagiscano alla nostra azione) e permettano la nostra interazione (indiretta perché mediata dal computer e altre tecnologie) con altre persone. Parallelamente, nuovi materiali e tecnologie (tecnologie per l’autoproduzione energetica, materiali biodegradabili, riciclabili etc.) sollecitano la domanda di una figura di progettista in grado di dare nuova forma all’interazione tra paesaggio costruito e ambiente naturale globale, in grado cioè di progettare spazi, edifici e città ecologicamente e socialmente sostenibili.
Eco design ed interaction design, come ricerca di soluzioni abitative più favorevoli all’ecologia globale ed al comfort individuale, convergono dunque nel master come settori di punta della ricerca progettuale in un mondo che, attraverso l’intermediazione digitale, sperimenta nuove forme di continuità tra naturale e artificiale, reale e virtuale.
La Metodologia
Il master è organizzato in moduli didattici finalizzati all’insegnamento di competenze specifiche ma orientate verso l’elaborazione di un unico tema di progetto, oggetto di un modulo didattico interdisciplinare. In questo modo, sia le problematiche teoriche che le tecnologie analizzate, convergono verso un comune orizzonte di sperimentazione pratica. A partire dalla convinzione che il miglior approccio alla ricerca di soluzioni e pratiche innovative sia quello del superamento tanto delle barriere interdisciplinari quanto delle gerarchie disciplinari, il master è l’occasione per la creazione di un laboratorio che mette insieme esperti e giovani ricercatori, architetti, artisti, ingegneri, costruttori e teorici dei media.
Il Laboratorio
Le problematiche teoriche sopra descritte verranno affrontate attraverso uno specifico caso di progetto nel “Laboratorio di sintesi: dal modello al cantiere, al progetto”. A partire da un punto di osservazione privilegiato sul progetto e sul cantiere di una delle più importanti opere di architettura attualmente in costruzione in Italia, il MAXXI, il nuovo museo d’arte contemporanea progettato da Zaha Hadid, il lavoro procederà dallo studio del progetto all’elaborazione di una ipotesi di sistemazione degli spazi esterni del museo.
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