Nanotech ed Rfid alleate contro i terremoti

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Se la scienza dell'infinitamente piccolo e le tecnologie di identificazione a radiofrequenza si alleano, allora il risultato può essere strabiliante.
A dimostrarlo un progetto del NanoManufacturing Institute (Nmi) dell'università di Leeds (Gran Bretagna).
Con “Intelligent Safe and Secure Buildings”, questo il nome del programma, infatti, i ricercatori inglesi stanno pensando di mettere a punto un materiale a base di nanopolimeri in grado – se sotto pressione – di passare dallo stato liquido a quello solido in pochi secondi.

Questo nuovo materiale sarà utile per costruire case antisismiche. Quando infatti si verifica un terremoto, nelle mura dei palazzi iniziano a comparire delle crepe. Ed è proprio qui che vuole intervenire il team britannico.
“Il primo passo”, spiega Terry Wilkins, professore dell'Nmi, “sarà costruire le mura portanti utilizzando il nuovo materiale.
Quando avremo messo a punto il progetto ottimale potremo iniziare rapidamente a produrre migliaia di litri di fluido di nanoparticelle, aggiungendo solo una minuscola percentuale alla miscela di gesso”.

Ma il progetto (finanziato dall'Unione Europea con 14 milioni di euro e che prevede la realizzazione di una casa antisismica entro il 2010 nella regione greca dell'Amfilochia) non si esaurisce qui.
Anche grazie all'Rfid.
Oltre ai muri che si riparano da soli, infatti, l'idea dei ricercatori dell'Nmi è quella di inserire nelle pareti dei sensori wireless muniti di tag capaci di acquisire dati sulle vibrazioni, ma anche sulla temperatura, sull'umidità e sulla presenza di gas.
E se ci fosse un terremoto, il network di sensori sarebbe in grado di avvisare gli abitanti delle case.

E non solo. “Se si costruissero interi quartieri in questo modo”, continua Wilkins, “sarebbe possibile utilizzare una più vasta rete di sensori per ottenere addirittura maggiori informazioni.
Nel caso di un ipotetico crollo della casa, poi, avremo a disposizione apparecchi palmari in grado di individuare il punto delle macerie in cui si trovano i sensori integrati e ottenere così informazioni sui motivi che hanno provocato il crollo della casa nonché sulla presenza di eventuali persone.
Tali dispositivi possono così diventare un potenziale mezzo di soccorso”.