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Lunedì 20 giugno 2005 a Berna, aprirà le porte al pubblico il Centro Paul Klee: un capolavoro architettonico per il quale il gruppo italiano SITINDUSTRIE ha realizzato gli avveniristici lavori di carpenteria metallica. Tre fluttuanti onde in un oceano d’acciaio mimetizzato nel verde: si presenta così l’avveniristica realizzazione dell’architetto Renzo Piano, destinata ad ospitare la permanente del grande artista Paul Klee. L’opera è un capolavoro di progettazione, ingegneria ed anche carpenteria metallica: 1.200 tonnellate di acciaio, 330 spezzoni d’arco, 2.900 elementi accessori, 35 km di saldature, 5.000 bulloni e 15.000 ore di lavoro in cantiere. Sono questi infatti i numeri realizzati dal gruppo italiano SITINDUSTRIE che tramite la propria controllata Zwahlen & Mayr, specializzata nella progettazione, fabbricazione e montaggio di grandi costruzioni in acciaio, ha realizzato, a tempo di record, in soli 10 mesi, gli imponenti lavori di carpenteria metallica. Progettato dall’Arch. Renzo Piano, il Centro “Paul Klee” è costituito da tre costruzioni decrescenti a forma di onda che occupano una superficie complessiva di 11.500 metri quadrati. L’ “onda” nord, la più grande, misura 70×75 metri, occupando una superficie di 5.250 m2 con un’altezza di 21 metri ; la costruzione centrale ha dimensioni 55×70 metri, per una superficie di 3.850 m2 ed un’altezza di 14 metri. L’ “onda” sud, la più piccola, misura 40×60, per un totale di 2.400 m2 ed un’altezza di 12 metri. Il progetto iniziale, studiato anche attraverso numerosi modelli, è stato eseguito con estrema precisione ed un attento controllo della qualità della messa in opera: il margine d’errore ammesso era infatti inferiore ai 20 mm. Considerata l’imponenza delle gittate e la grande complessità geometrica su una sagoma ridotta, la struttura portante della copertura delle onde rappresenta una vera e propria sfida progettuale. In questo contesto, l’utilizzo dell’acciaio risulta fondamentale grazie alla sua grande flessibilità, leggerezza e resistenza. La struttura principale si compone di una successione di 29 archi paralleli larghi 2,50 metri e da strutture secondarie disposte tra gli archi per assicurare la stabilità generale del sistema tramite la distribuzione di spinte orizzontali sui muri in cemento alle spalle delle costruzioni. Una delle sfide principali per la realizzazione di quest’opera è stata la gestione della complessità geometrica: in alzato, ciascuno dei 29 archi è infatti diverso dall’altro; in pianta, invece, gli archi sono iscritti in un arco di circonferenza il cui raggio cambia per ciascun elemento. I primi sette archi sono inclinati rispetto alla verticale e sono inscrivibili in una superficie conica. La gestione di una così complessa geometria dell’insieme è stata resa possibile solo dall’uso delle più sofisticate risorse informatiche. Per informazioni: Ufficio Stampa Locomia Barbara Piovella via San Damiano 4 20122 Milano tel. 02 783807 fax 02 76005788 e-mail: press@locomia.it Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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