Progettare spazi accessibili, flessibili e sicuri: approccio integrato e competenze trasversali 20/05/2026
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Impermeabilizzazione degli edifici: errori progettuali, posa e patologie edilizie ricorrenti 12/05/2026
A cura di: Tommaso Tautonico Un campus ospedaliero pensato per migliorare la sostenibilità, l’esperienza e il recupero dei pazienti. Hospiwood, questo il nome del progetto, sorgerà in Belgio ed è progettato dallo studio di architettura Vincent Callebaut. Il Masterplan promuove un’efficace gestione delle risorse, incorpora funzionalità come parcheggi solari, sistemi di raccolta dell’acqua piovana e spazi verdi per mitigare l’impatto ambientale e migliorare l’ecosistema locale. Gli architetti hanno pensato ad un complesso diverso rispetto ai soliti ospedali, puntando ad un approccio integrato e consapevole. Hospiwood integra una serie di strutture, tutte collegate tra di loro: The Building K, The Ponte Vecchio, The Vertical Forest, e The Medical Logipole. Hospiwood, un campus ospedaliero biofilico Hospiwood si concentra sulla gestione efficiente di risorse e flussi. Il progetto integra elementi della transizione ecologica come il greening urbano, il trasporto sostenibile e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il Masterplan adotta un layout radiale e concentrico, che dirige i flussi verso l’atrio centrale, che funge da hub pubblico urbano. Il progetto, complesso e strutturato, si fonde armoniosamente con il paesaggio, trasformandolo in una lussureggiante foresta urbana. Hospiwood promuove la biodiversità, implementa sistemi di raccolta dell’acqua piovana e incentiva momenti di condivisione attraverso i numerosi giardini sul tetto. La produzione di energia rinnovabile è garantita dai pannelli fotovoltaici che ricoprono i parcheggi e dagli impianti di mini eolico presente sui tetti. Sonde geotermiche garantiscono il comfort per i pazienti tutto l’anno, mentre la foresta verticale che ricopre la struttura centrale ospita più di 20.000 piante, capaci di catturare fino a 120 tonnellate di CO2 all’anno, aiutando contemporaneamente la bioclimatizzazione dei locali, riducendo le temperature di 3-5 gradi durante l’estate. Un nuovo concetto di ospedale Gli architetti hanno pensato ad un progetto diverso rispetto al classico schema di ospedale. Tutte le principali strutture sono collegate tra loro creando un vero e proprio quartiere dove trovano spazio pazienti, caregiver e personale medico. The Ponte Vecchio ospita abitazioni, uffici amministrativi, sale riunioni, ristoranti e un anfiteatro. Il nuovo ospedale di Longin, con la sua forma dinamica, è il cuore del progetto. Le sue curve morbide creano un’atmosfera biofila che promuove il benessere e la serenità. La base circolare ospita una serie di piattaforme che si sviluppano attorno a grandi patio, atri e giardini. Al piano terra, un atrio a forma di fiore integra la sala per le accettazioni e i negozi, mentre una serie di servizi medici sono distribuiti attraverso i quattro petali circolari. Il primo piano ospita la terapia intensiva, piattaforme interventistiche e altre unità specializzate. Al seminterrato sono collocate le funzione logistiche, accessibili da un fossato periferico che minimizza i disturbi visivi e uditivi. Il Medical Logipole, tramite una passerella in vetro offre accesso diretto alla vicina strada statale e si collega direttamente all’ospedale. Il campus implementa anche case di cura e strutture ricreative, inaugurando una nuova era per il mondo ospedaliero. Un progetto dove i residenti possono vivere sereni, lavorare e allo stesso tempo godere di cure mediche di alto livello. Img by Vincent Callebaut Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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