Il Vanke Headquarter Tower rivisita il classico concetto di design architettonico. Grazie ad una struttura a blocchi interconnessi, ai giardini pensili e ai tetti verdi, il progetto crea una “città” tridimensionale con impatto ridotto sull’ecosistema urbano.

La sede centrale della società immobiliare Vanke Group a Shenzhen in Cina, non è solo uno spazio destinato allo staff della compagnia, ma un edificio di design ad uso misto con spazi commerciali, ristoranti e con tanto verde sui tetti.
Lo studio di architettura olandese MVRDV prova a rivoluzionare l’idea di design applicata al mondo dei grattacieli. La sua proposta di “città tridimensionale” per il quartier generale della società immobiliare Vanke Group è risultata la vincitrice del concorso internazionale indetto dalla società cinese.
L’imponente Vanke Headquarter Tower, dall’aspetto decisamente inconsueto, alta 250 metri, sarà composta da otto blocchi accatastati in modo tale da ottimizzarne la vista.
L’ambizione degli architetti di progettare il grattacielo del futuro coincide con la richiesta da parte del committente di progettare un edificio sostenibile, in linea con quanto richiesto dal programma “sponge city” pensato dal governo della città di Shenzhen. Un ambizioso piano di edilizia sostenibile mirato a realizzare edifici con impatto ridotto sulla città.

Vanke City: tridimensionalità, tetti verdi e recupero dell’acqua piovana
La Vanke Headquarter Tower comprende otto volumi ad uso misto e interconnessi tra loro. Si parte con una base di quattro blocchi che culmina in un’unica torre alta 250 metri.
Con 167.000 metri quadrati di superficie, il progetto prevede uffici affittabili, spazi commerciali, un ristorante, un hotel e tanto spazio esterno. Il design e il posizionamento dei blocchi sono progettati per creare equilibrio tra diversità architettonica e coesione. Ogni blocco è ispirato ai valori fondamentali di Vanke: salute, energia, libertà, squadra, verde, natura, futuro e creatività.
I quattro blocchi che costituiscono la base della city presentano una facciata rientrante, rivestita di verde pubblico, soprannominata “finestre sul mondo”. Uno spazio semi-pubblico in grado di amalgamarsi con il tessuto urbano.
I numerosi tetti e giardini verdi sono progettati in modo tale da trattenere quanto più l’acqua piovana. Il progetto prevede anche un complesso sistema per la raccolta e il riciclaggio dell’acqua stessa.

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