Case in legno: i 10 quesiti più frequenti

Prendendo spunto dal progetto Domus Lignea di Cinisello Balsamo, l’innovativo progetto edilizio che prevede la costruzione di un edificio basato su strutture portanti in legno, abbiamo cercato di rispondere a quelli che sono i quesiti classici, qualora si parli di strutture o case in legno.

1) Le case in legno bruciano facilmente?
È convinzione diffusa che le case in legno costruite con sistema a pannello non rispondano alle stringenti normative antincendio, tuttavia è caratteristica intrinseca del legno lamellare quella di bruciare più lentamente di quanto non fonda il ferro del cemento armato. Normalmente un edificio in legno resiste al fuoco per un periodo superiore ai 60 minuti (REI 60, REI 90), non permettendo allo stesso di propagarsi nelle stanze adiacenti. Nel legno lamellare la combustione avviene lentamente grazie al buon isolamento termico realizzato dallo strato superficiale carbonizzato. Ad un aumento molto lento della temperatura corrisponde una variazione quasi trascurabile della resistenza meccanica delle fibre di legno della sezione non carbonizzata. Inoltre, i fumi derivanti dalla combustione delle pareti in legno sono meno tossici di quelli derivanti dalla combustione di malte e metalli del cemento armato, fumi che tra l’altro passano con meno facilità da una stanza all’altra, proprio in virtù del maggiore isolamento. Infine la struttura in legno delle case realizzate con lo stesso materiale, è interamente portante e quindi l’incendio di una parete non provoca il collasso della struttura, cosa che invece di norma avviene quando un incendio attacca un pilastro portante di un edificio in cemento.

2) Le pareti non vengono attaccate dagli insetti?
Il legno lamellare utilizzato per questo tipo di realizzazioni è un materiale strutturale prodotto con l’incollaggio di tavole di legno essiccate, già classificate per uso strutturale. E’ quindi un materiale composito, costituito essenzialmente di legno naturale di cui mantiene i pregi (tra i  principali l’elevato rapporto tra resistenza meccanica e peso ed il buon comportamento in caso di incendio), ma è anche un prodotto nuovo, realizzato su scala industriale, che attraverso un procedimento tecnologico di disidratazione e di incollaggio a pressione riduce i difetti propri del legno massiccio, tra cui l’attaccabilità da insetti; lo sviluppo delle larve degli insetti xilofagi dipende dalle caratteristiche del legno in particolare da temperatura e umidità: in un legno disidratato le larve non hanno condizioni di vita favorevoli e quindi non si sviluppano.
Ecco perché non è necessario nessun mantenimento per il legno lamellare che mantiene le proprie caratteristiche organolettiche invariate nel tempo.

3) Quanti alberi sono stati tagliati per fare una casa in legno?
Per realizzare una casa sui 150 mq sono necessari circa 50 mc di legname. Nei boschi dell’arco alpino tale quantitativo di legname cresce naturalmente in un tempo di 28 secondi. Il legname utilizzato e destinato alla costruzione di edifici residenziali e abitativi, proviene da foreste certificate, dove viene svolta una gestione forestale attenta e controllata. Questo vuol dire che gli alberi sono immediatamente reimpiantati per evitare l’interruzione del ciclo naturale di riproduzione. Inoltre, non bisogna dimenticare che il legno è una materia prima naturale e rinnovabile, al contrario del cemento o dell’acciaio che necessitano di grandi quantitativi di energia nella fase di produzione, provocando grosse emissioni inquinanti in atmosfera.

4) Ma è vero che le case in legno sono fredde d’inverno e calde d’estate?
La coibentazione della Domus Lignea, fatta con fibra di legno, un materiale naturale ad altissime prestazioni, consente uno sfasamento termico tale che la casa sia piacevolmente vivibile sia d’estate che d’inverno. Le case in classe B con ben 10 cm di isolante in fibra di legno garantiscono uno sfasamento termico di circa 14 ore; le nostre case in classe energetica A con 12 cm di fibra di legno garantiscono 16 ore di sfasamento termico. Lo sfasamento termico è l’arco di tempo che serve all’onda termica per fluire dall’esterno all’interno attraverso un materiale edile.
Maggiore è lo sfasamento, più lungo sarà il tempo di passaggio del calore o del freddo all’interno dell’edificio: in sostanza questo significa che né il caldo né il freddo riescono ad entrare in casa in quanto per l’alternarsi del giorno con la notte (ciclo che impiega meno di 14 ore) il calore o il freddo assorbito iniziano ad uscire dalla parete prima che riesca ad entrare in casa. Allo stesso modo il calore prodotto dal riscaldamento in inverno all’interno dell’abitazione non si disperde, e rimane nella casa garantendo una diminuzione considerevole delle spese di riscaldamento. Le stesse prestazioni termiche ottenibili con una parete di legno di 27 cm sono ottenibili con mattone tradizionale, ma con 60 cm, incidendo quindi notevolmente sull’ampiezza degli spazi abitabili, nonché sui costi di costruzione. Il risparmio che ne consegue è elevatissimo. Allo stesso modo questa perfetta coibentazione può essere analizzata anche dal punto di vista acustico, sia con l’esterno, che tra un piano e l’altro, che tra diversi ambienti,
grazie sia alle caratteristiche intrinseche del legno che alle guarnizioni fono isolanti applicate proprio per aumentare ulteriormente l’isolamento.

5) In caso di terremoto come si comporta una casa in legno?
Le strutture in legno pesano un terzo rispetto a quelle in cemento e si basano sul principio della flessibilità del nodo, non della rigidità; questo fa sì che in caso di evento sismico la struttura in legno dissipi l’energia prodotta dalla terra, flettendosi senza deformarsi né crollare: la maggiore flessibilità garantisce sicurezza sia per lo stabile che per le persone al suo interno.

6) Che differenze vi sono tra una progettazione architettonica tradizionale ed una in legno?
Le differenze sono sostanziali. Si passa letteralmente dai centimetri ai millimetri. Vi è una intensa sinergia tra tutti i tecnici facente parte del team di progettazione: strutturisti, impiantisti ed architetti, lavorano gomito a gomito per tutto il tempo necessario a redigere il progetto esecutivo. I tempi di progettazione esecutiva si dilatano rispetto alla progettazione di un edificio in edilizia tradizionale, ma tale tempistica viene notevolmente compensata in fase realizzativa.
Ogni tubazione viene identificata e localizzata con precisione millimetrica su ogni parete: è impensabile ipotizzare di rinviare le scelte distributive sia impiantistiche che architettoniche, in fase di cantiere (come spesso accade nei cantieri tradizionali).
Questa precisione non è, come spesso si crede, segnale di una poca flessibilità del sistema. Le partizioni interne, se ragionate prima, possono essere cambiate anche durante le operazioni di montaggio (ad esclusione dei setti portanti). Il cliente può sempre, nel limite del possibile, personalizzare i locali e le dotazioni impiantistiche presenti. L’importante è farlo con criterio.

7) Cosa ha portato a scegliere questo tipo di tecnologia?
Oggi il tema del “costruire intelligente” è considerato fondamentale e necessario. Negli anni passati, la dissennata costruzione e realizzazione di edifici poco efficienti dal punto di vista termico, ha provocato e sta provocando un consumo energetico senza pari.
Il testo di revisione della Direttiva Europea sul Rendimento Energetico degli Edifici (Direttiva 2002/91/CE) prevede l’obbligo del rispetto di elevati standard energetici (consumo di energia “nearly zero”) che saranno operativi dopo il 31 dicembre 2018 per nuovi edifici pubblici e dopo il 31 dicembre 2020 per gli edifici privati e gli uffici di nuova costruzione. Il tema che ogni professionista dovrà cominciare ad affrontare nei prossimi anni sarà quello di progettare edifici performanti dal punto di vista energetico (il legno è solo un esempio, si possono realizzare edifici energeticamente efficienti anche con un sistema costruttivo tradizionale).

8) Sarà una casa certificata Casa Clima. Cosa vuol dire?
Casa Clima è un’agenzia pubblica istituita ed operante nella provincia autonoma di Bolzano.
Ogni edificio realizzato nella provincia deve obbligatoriamente essere in classe A e certificato Casa Clima (pena il non rilascio del certificato di agibilità). Progettare e realizzare un edificio certificato Casa Clima è segnale di un’alta qualità del prodotto edilizio in quanto:
• Il progetto esecutivo viene verificato e controllato sotto ogni aspetto ( architettonico ed impiantistico) dall’agenzia Casa Clima
• Al progetto, una volta raggiunto esito positivo, viene attribuito un numero di protocollo e dal quel momento parte l’iter di verifica in cantiere.
• Durante le fasi di realizzazione, Casa Clima controlla e verifica se quanto previsto nel progetto esecutivo viene effettivamente rispettato e realizzato. Ogni modifica deve essere immediatamente comunicata all’Agenzia per la sua approvazione.
• A fine lavori viene effettuata la temutissima prova del Blower door test, per verificare se tutti i giunti dell’edificio sono a perfetta tenuta all’aria.
• A test positivo viene rilasciata la targhetta con l’indicazione della classe energetica prevista ( in questo caso A).
Da come si può evincere il tema importante non è tanto il rilascio della targa energetica, ma avere un protocollo di realizzazione controllato ed approvato da un ente certificatore esterno (non come avviene con il sistema CENED dove l’incarico di certificatore viene affidato direttamente dal committente).

9) Quali sono le differenze nei i tempi di esecuzione?
Se prima si evidenziava come complicata e difficile sia la parte relativa al progetto esecutivo, la parte dedicata alla direzione lavori è tutto sommato divertente e quasi assente. Il cronoprogramma dei lavori prevede, dall’inizio delle operazioni di montaggio, la consegna degli alloggi chiavi in mano in circa 6 mesi. Il montaggio della sola struttura portante dell’edificio avviene in circa 40 giorni. Da quel momento possono prendere il via le opere relative agli impianti (i quali avendone già definito passaggi e relative fonometrie, non hanno bisogno della realizzazione di tracce e comunque in generale non hanno bisogno di assistenze murarie lunghe e inutili).
Gli imprevisti sono ridotti al minimo, ogni aspetto e problematica è stata già evidenziata e risolta in fase di progetto esecutivo.
Per un committente privato che ha necessità di ampliare, magari con un sopralzo, la propria casa, i tempi di esecuzione diventano importantissimi.

10) Le case in legno deperiscono nel tempo?
Sfatiamo un falso mito che lancia un messaggio negativo del tipo “ dopo anni il legno potrebbe deteriorarsi”. La struttura portante in legno è formata da strati incrociati di legno lamellare essiccato incrociati ed incollati tra loro. Da decenni si utilizza il legno lamellare nel sistema delle coperture: non risulta che si siano verificati casi di collasso o deterioramento delle strutture.
Per le strutture in Xlam il concetto è identico solo che visto in verticale anziché in orizzontale: chiaramente il legno deve essere protetto dalle intemperie e dall’umidità presente negli ambienti di tutti i giorni.
La facciata esterna è quindi cappottata e intonacata (anche se il legno trattato può comunque essere anche lasciato a vista), mentre all’interno la parete portante è protetta da un isolante in fibra di vetro e da una doppia pannellatura di lastre in cartongesso. L’umidità normalmente presente all’interno delle abitazioni ( derivante dalle normali attività della vita quotidiana quali lavarsi, cucinare, sudare ecc.), anziché essere eliminata aprendo le finestre delle abitazioni, può essere smaltita tramite un impianto di ventilazione meccanica controllata che oltre ad eliminare l’umidità presente, migliora la qualità dell’aria presente all’interno delle abitazioni.
!

Case in legno: i 10 quesiti più frequenti
Case in legno: i 10 quesiti più frequenti 1