Acciaio: produzione primo semestre 2008 in linea con un anno passato

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"La produzione di acciaio in Italia nel primo semestre di quest'anno sarà in linea con quella del 2007".
Lo ha dichiarato Giuseppe Pasini, presidente di Federacciai, durante la presentazione dei dati 2007.
Lo scorso anno l'Italia si è confermata come secondo Paese produttore di acciaio nell'Unione europea dopo la Germania, con una produzione pari a 31,7 milioni di tonnellate, in crescita dello 0,3% rispetto al 2006.
Per la prima volta negli ultimi quattro anni si è assistito a un rallentamento del settore in Italia, perché la crescita di produzione a livello europeo nel 2007 è stata dell'1,4% (209,8 milioni di tonnellate), cioè quasi cinque volte rispetto al +0,3% nazionale.
Il fatturato 2007 in Italia per l'acciaio è stato superiore ai 50 miliardi di euro con l'impiego di circa 100mila addetti, confermando il settore come uno dei trainanti per l'Italia.
La bilancia commerciale 2007 per il settore ha registrato un saldo negativo di 7,644 milioni di tonnellate, contro le 6,921 milioni del 2006. Sono infatti aumentate le importazioni da Paesi terzi (+4% a 12 milioni di tonnellate), mentre l'export è rimasto invariato (5,124 milioni di tonnellate).
L'Italia è il primo Paese importatore europeo da Paesi terzi e ciò è dovuto alla struttura dell'economia italiana, grande utilizzatrice di acciaio (auto, elettrodomestici, cantieristica, infrastrutture e design), che la colloca al primo posto anche nel consumo pro-capite di acciaio (613 kg per abitante) rispetto alla media europea (335 kg).
Una delle criticità del settore, però, riguarda l'alto costo dell'energia, che incide per il 40% del costo di trasformazione, rispetto al 15% del costo della manodopera.
L'aumento dei costi di produzione, legato al prezzo dell'energia e a quello delle materie prime, si è riflettuto sui prezzi al consumo dell'acciaio, che hanno visto un aumento a gennaio pari al 20-25% rispetto a dicembre 2007. "Per questo chiediamo al mondo politico di affrontare con decisione il tema dell'energia" ha spiegato Pasini. "La siderurgia nazionale chiede al prossimo esecutivo alcuni interventi urgenti, come la realizzazione di almeno cinque terminali di rigassificazione e di affrontare anche il tema del nucleare, indispensabile per diversificare le fonti di approvvigionamento energetico".