Ante 1967 e stato legittimo degli immobili: il confine tra prova impossibile e abuso edilizio 06/03/2026
A cura di: Pierpaolo Molinengo È necessario richiedere la Cila – ossia la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata – per abbattere un muro interno di un immobile. Quando, invece, la parete è portante è necessario presentare un progetto strutturale e un permesso per costruire: in questo caso i costi iniziano ad aumentare. Generalmente è possibile abbattere un muro interno non portante, ma si deve sempre verificare se siano presenti degli impianti e quale sia la tipologia della parete. E, soprattutto, se con l’andar del tempo quello che era solo un tramezzo non sia diventato un supporto per il solaio. Le autorizzazioni necessarie per abbattere un muro interno Per abbattere una qualsiasi parete interna – purché non sia portante – è sufficiente chiedere la Cila. Non è necessario il permesso per costruire. Questo significa che i lavori possono essere svolti senza fare delle comunicazioni complicate in Comune. La Cila, infatti, è una pratica edilizia che permette di realizzare dei lavori edili: è asseverata da un tecnico specializzato, che può essere un architetto, un ingegnere o un geometra. Attraverso la Cila viene certificato l’avvio dei lavori: attesta, inoltre, che vengono svolti rispettando le norme in vigore al momento della loro esecuzione. È indispensabile per quegli interventi per i quali non è necessario richiedere il permesso di costruire né la Scia. E, ovviamente, per quegli interventi che non rientrano nell’edilizia libera, per i quali non si deve disbrigare alcun tipo di pratica in Comune. In un certo senso possiamo affermare che la Cila sia uno dei più semplici titoli abilitativi: è, in estrema sintesi, la comunicazione di avvio lavori al Comune. Al suo interno contiene l’elaborato progettuale e l’asseverazione del tecnico abilitato. L’articolo 6-bis del Dpr n. 380 del 6 giugno 2001 elenca in modo esaustivo le opere edilizie che sono asseverate alla Cila. Cosa succede se non si chiede la Cila L’abbattimento di un muro non portante è, a tutti gli effetti, un intervento di manutenzione straordinaria per il quale è necessario presentare la Cila. Questo significa, in altre parole, che nel momento in cui si ha intenzione di creare un open space è necessario presentare questo documento. Purtroppo dimenticarsi di presentare la comunicazione asseverata di inizio lavori comporta una sanzione pecuniaria, che è pari a 1.000 euro. L’importo è ridotto di due terzi nel caso in cui la comunicazione venga effettuata spontaneamente mentre si stanno ancora effettuando i lavori (a prevederlo è l’articolo 6-bis, quinto comma del Dpr n. 380 del 6 giugno 2001). Il discorso inizia a cambiare leggermente nel momento in cui il muro che si ha intenzione di abbattere è portante: dato che costituisce un elemento strutturale dell’immobile non è più sufficiente presentare la Cila. A seconda della tipologia di intervento che si ha intenzione di effettuare, potrebbe essere necessario presentare la Scia e, in alcuni casi, il permesso di costruire (benché sia ipotesi leggermente più rara). Come funziona la Cila in sanatoria L’omessa comunicazione di inizio lavori asseverata può essere risolta ricorrendo ad una Cila in sanatoria. Attraverso questa particolare procedura amministrativa viene segnalato al Comune che sono stati realizzati dei lavori in un immobile senza aver ottenuto il necessario titolo abilitativo. Il vizio può essere sanato pagando una sanzione pecuniaria. Per disbrigare questa pratica, ad ogni modo, è necessario affidarsi ad un tecnico specializzato. Grazie alla Cila in sanatoria è possibile regolarizza le modifiche minori, come la creazione di servizi igienici o la riorganizzazione delle stanza. Tra i lavori sanabili ci sono anche l’abbattimento delle mura interne, purché non siano state coinvolte delle parti strutturali dell’edificio o non sia stata alterata la volumetria complessiva. Attraverso la Cila in sanatoria vengono aggiornati i dati catastali e la planimetria dell’immobile, in questo modo non ci sono dei problemi in fase di compravendita dello stesso. Ricordiamo che un immobile con delle irregolarità edilizie o catastali può essere tranquillamente venduto, purché l’acquirente ne venga informato in modo dettagliato e preciso. Quest’ultimo deve accettarle chiaramente – l’ideale sarebbe indicarle all’interno del rogito – in modo da liberare il venditore da qualsiasi tipo di responsabilità. Eventuali irregolarità presenti nell’immobile a seguito dell’abbattimento di un muro interno, non rendono invalido l’atto di compravendita. Ma permettono al nuovo proprietario di agire contro il vecchio nel caso in cui il Comune dovesse accertare le irregolarità e innalzare delle sanzioni. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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