A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Intervenire su edifici complessi senza interrompere le attività sanitarieTecnologia Active Mass Damper: un cambio di paradigma nel retrofit sismicoIl funzionamento del sistema AMDUn modello replicabile per edifici strategici È stato completato l’intervento di adeguamento sismico di due edifici dell’Ospedale San Martino di Genova, uno dei principali poli ospedalieri italiani, grazie al contributo tecnologico di ISAAC. L’operazione ha riguardato il Monoblocco e il Padiglione Specialità, strutture dedicate alle attività chirurgiche, diagnostiche e di emergenza, con particolare rilevanza per i percorsi di neurochirurgia e stroke. L’intervento si inserisce nel programma di miglioramento e adeguamento sismico delle strutture sanitarie previsto dal PNRR e ha avuto come obiettivo primario l’incremento dei livelli di sicurezza degli edifici, garantendo al tempo stesso la piena operatività dell’ospedale durante tutte le fasi di cantiere. Il Policlinico San Martino si estende su circa 40 ettari, comprende oltre 50 edifici e dispone di 1.600 posti letto. Si tratta di un’infrastruttura sanitaria importante per l’intero Nord-Ovest italiano; in quanto edificio strategico ai sensi della normativa vigente, è chiamato a garantire elevati standard di sicurezza sismica e la continuità operativa anche in caso di evento tellurico significativo. Intervenire su edifici complessi senza interrompere le attività sanitarie La vera sfida progettuale consisteva nell’intervenire su edifici realizzati in epoche differenti, caratterizzati da un’elevatissima densità impiantistica e da un livello di complessità funzionale tipico delle strutture ospedaliere di riferimento regionale, senza mai interrompere le attività cliniche. I lavori di adeguamento sismico dell’Ospedale San Martino di Genova Il Monoblocco, costruito nel 1979 in calcestruzzo armato a telaio, si sviluppa su 15 piani per una superficie di circa 855 mq per piano. L’edificio è situato in zona sismica 3, ha una vita nominale di 100 anni e un coefficiente d’uso pari a 2,0. L’obiettivo dell’intervento era il miglioramento sismico con il raggiungimento di un indice di sicurezza IS-V pari a 0,60. Su questo edificio sono stati installati 50 dispositivi ISAAC Electro-Pro 20x, di cui 31 collocati sul solaio di copertura e 19 sul balcone del penultimo piano. A completamento dell’intervento sono stati realizzati rinforzi locali su alcune travi di facciata, sulle travi del balcone e sui travetti del solaio di copertura, in collaborazione con operatori specializzati. L’approccio integrato ha consentito di raggiungere gli obiettivi prestazionali richiesti riducendo in modo significativo l’invasività rispetto a un adeguamento sismico tradizionale. Il Padiglione Specialità, realizzato nel 1937 e costituito da una struttura in calcestruzzo armato di sei piani fuori terra da circa 830 mq ciascuno, è anch’esso situato in zona sismica 3. Anche in questo caso l’obiettivo era il raggiungimento di un indice di sicurezza pari ad almeno 0,60, garantendo la piena operatività di reparti ad altissima criticità clinica. Su questo edificio sono stati installati 24 dispositivi ISAAC, integrati con interventi di rinforzo strutturale a bassissima invasività che hanno interessato quattro travi e due pilastri. L’installazione è avvenuta prevalentemente in copertura e in aree circoscritte, evitando l’evacuazione dei locali e l’interruzione delle attività sanitarie. Un elemento qualificante del progetto è stato il lavoro di verifica e calibrazione dei modelli strutturali. Durante la fase di progettazione sono state condotte prove sperimentali direttamente sugli edifici, mediante sensori e dispositivi in scala ridotta, al fine di rilevare le frequenze di oscillazione reali e confrontarle con i modelli di calcolo. Questo approccio ha consentito una validazione puntuale delle soluzioni adottate, riducendo le incertezze tipiche degli interventi su edifici esistenti complessi. Come ha dichiarato Alberto Bussini, amministratore delegato di ISAAC: «L’intervento all’Ospedale San Martino rappresenta molto più di un progetto tecnico. Investire oggi nella sicurezza delle strutture significa tutelare il benessere di operatori e pazienti e garantire, anche in situazioni di emergenza, la continuità di un servizio essenziale per la collettività». Tecnologia Active Mass Damper: un cambio di paradigma nel retrofit sismico Il funzionamento del sistema AMD La soluzione adottata è classificata secondo la norma ISO 3010:2017 come Active Mass Damper. Si tratta di una tecnologia attiva che combina sensori accelerometrici, algoritmi di controllo avanzati e masse mobili controllate elettronicamente, in grado di generare forze che si oppongono in tempo reale a quelle indotte dal sisma. Quando un terremoto produce un’accelerazione superiore a una soglia predefinita, il sistema si attiva in meno di un secondo e si adatta continuamente durante l’evento sismico con tempi di reazione nell’ordine dei millisecondi. Secondo i dati forniti dall’azienda, il sistema può ridurre le oscillazioni dell’edificio fino al 50%, migliorando significativamente il comportamento strutturale complessivo. A differenza di un adeguamento tradizionale, che richiederebbe interventi diffusi sulle strutture portanti con conseguenti sgomberi parziali o totali, la tecnologia AMD consente di ridurre le azioni sismiche alla fonte intervenendo principalmente in copertura e in aree molto limitate. In un contesto ospedaliero ad altissima complessità funzionale, questo rappresenta un vantaggio decisivo in termini di tempi, costi indiretti e continuità del servizio. Un modello replicabile per edifici strategici Fondata nel 2018 come evoluzione di un progetto di ricerca del Politecnico di Milano, ISAAC sviluppa soluzioni per la protezione sismica di edifici esistenti senza necessità di interventi strutturali invasivi. L’azienda ha realizzato oltre 140 studi di fattibilità e installato 15 sistemi in Italia. L’intervento al San Martino, del valore di 5 milioni di euro per l’azienda, si inserisce in un percorso di crescita significativo che ha visto il fatturato passare da 500 mila euro nel 2023 a 9 milioni nel 2025. L’espansione guarda anche ai mercati internazionali, con applicazioni che spaziano dagli ospedali alle infrastrutture pubbliche fino ai data center, dove resilienza strutturale e continuità operativa rappresentano requisiti imprescindibili. Il caso del San Martino evidenzia come l’ingegneria antisismica stia evolvendo verso sistemi di controllo attivo sempre più sofisticati, capaci di coniugare sicurezza, rapidità di intervento e tutela della funzionalità. In un Paese caratterizzato da elevata sismicità e da un patrimonio edilizio sanitario spesso realizzato prima delle normative più recenti, l’esperienza genovese rappresenta un esempio interessante e replicabile per progettisti, RUP e stazioni appaltanti impegnati nella messa in sicurezza degli edifici strategici. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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