Dal Consiglio dei Ministri è arrivata l’approvazione all’allegato al Def. Il ministro Giovannini: “Progettiamo il Paese del 2030”. All’interno un ‘nuovo approccio’ e il Piano processo. Ma anche la valutazione dell’impatto del Pnrr sul benessere delle persone e sulle diseguaglianze territoriali che significherà per esempio oltre 6.500 chilometri di rete ferroviaria nazionale e regionale potenziata o riqualificata, 4.500 nuovi autobus, più di 230 km di trasporto rapido di massa nelle città potenziato o riqualificato, 55 stazioni ferroviarie riqualificate nel Sud del Paese di Tommaso Tetro Indice degli argomenti: Il Piano in linea con Agenda 2030 L’impatto del Pnrr su persone e territori Il progetto per l’Italia al 2030 L’allegato infrastrutture al Documento di economia e finanza, approvato dal Consiglio dei ministri, introduce “un nuovo approccio, basato sui principi dello sviluppo sostenibile, per pianificare, programmare, progettare e realizzare le infrastrutture di un Paese più moderno, competitivo e resiliente, in coerenza con i principi dell’Agenda 2030 dell’Onu, del Green deal europeo e con i piani nazionali generali e settoriali di riferimento”. Il nuovo processo di pianificazione – viene spiegato dal ministero si inquadra nella strategia adottata dal Mims “in linea con il cambio di denominazione e con i contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Fondo complementare”. L’allegato al Def, documento programmatico che descrive “le scelte del Governo in materia di infrastrutture e mobilità, illustra i risultati delle analisi di contesto necessarie per definire le opere prioritarie per lo sviluppo del Paese e descrive la strategia di lungo periodo del Piano generale dei trasporti e della logistica (Pgtl) e del Documento pluriennale di pianificazione (Dpp)”. Il Piano in linea con Agenda 2030 Il piano si sviluppa lungo quattro direttrici: analisi dei fabbisogni, nuovi criteri per la definizione delle priorità, coerenza con le programmazioni nazionali e settoriali, e valutazione dell’impatto degli investimenti sui 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu. Viene introdotto “il ‘Piano Processo‘”, cioè un metodo per pianificare gli interventi con nuovi parametri per la selezione delle opere, aggiornamenti, approfondimenti e “la possibilità di revisione delle scelte in caso di mutamento dei contesti e valutazioni ex ante ed ex post”. In questo modo “il Mims intende contribuire alla transizione ecologica e digitale, a migliorare la sicurezza e il benessere delle persone riducendo le disuguaglianze territoriali, economiche e sociali e ad accrescere la competitività delle imprese nel rispetto dell’ambiente”. L’impatto del Pnrr su persone e territori L’impatto del Pnrr contenuto nell’allegato Infrastrutture al Def – che si chiama non a caso ‘Dieci anni per trasformare l’Italia’, con il sottotitolo altrettanto diretto: ‘Strategie per infrastrutture, mobilità e logistica sostenibili e resilienti. Per il benessere delle persone e la competitività delle imprese, nel rispetto dell’ambiente’ ha già delle previsioni: oltre 6.500 chilometri di rete ferroviaria nazionale e regionale potenziata o riqualificata, 4.500 nuovi autobus, più di 230 km di trasporto rapido di massa nelle città potenziato o riqualificato, 55 stazioni ferroviarie riqualificate nel Sud del Paese, 50 nuovi treni completi passeggeri, 1.900 unità per le merci tra locomotive, carri, mezzi intermodali, manutenzione su 2.000 km di strade, e 1.800 km di nuove piste ciclabili. La qualità delle infrastrutture, la mobilità e la riduzione dei divari territoriali ne avranno dei vantaggi: “Le differenze tra le aree geografiche del Paese verranno ridotte anche grazie all’aumento dell’accessibilità ferroviaria al Sud”. Il progetto per l’Italia al 2030 “Progettiamo l’Italia del 2030 su un modello di sviluppo sostenibile in linea con le politiche europee. L’allegato infrastrutture di quest’anno – osserva il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini – si fonda su una visione integrata delle diverse aree di investimento e su un nuovo metodo di programmazione che tiene conto in maniera coerente dei piani nazionali settoriali e degli obiettivi del Green deal europeo. Per la prima volta si presenta una valutazione dell’impatto del Pnrr relativo a infrastrutture e mobilità sul benessere delle persone, sulle variabili economiche, sulla riduzione delle disuguaglianze territoriali e sociali, sull’ambiente”. “Il documento non è solo un piano di spesa, ma un modo nuovo di programmare l’Italia che si vuole costruire nei prossimi dieci anni – rileva Giovannini – abbiamo introdotto il ‘Piano Processo’, un metodo per pianificare gli interventi che prevede nuovi parametri per la selezione delle opere, aggiornamenti, approfondimenti e decisioni in fasi successive con la possibilità di revisione delle scelte in caso di mutamento dei contesti e valutazioni ex ante ed ex post degli interventi per compiere scelte più razionali e funzionali al raggiungimento degli obiettivi di medio termine”. “Abbiamo pochi anni per realizzare i progetti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza utilizzando al meglio i fondi europei e nazionali a disposizione – conclude Giovannini – è necessario pianificare infrastrutture e mobilità in modo innovativo, individuando le priorità secondo una strategia sistemica e integrata. L’allegato innova il modello di programmazione per realizzare gli interventi necessari a interconnettere le aree del Paese, per migliorare le infrastrutture idriche e accrescere la qualità dell’abitare, riducendo le disuguaglianze territoriali, per essere più competitivi, equi e sostenibili”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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