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E’ stato presentato ieri, a Milano, il progetto per l’area dell’ex Centrale del latte, dove sorgeranno la nuova SDA Bocconi, un centro sportivo e un pensionato. Aree verdi per un totale di 21.500 mq e il centro sportivo con la prima piscina olimpica coperta della città saranno usufruibili dal pubblico. Per la Bocconi un investimento da 130 milioni di euro. Un campus milanese, trasparente, verde e aperto alla città. Sono le quattro caratteristiche del nuovo campus Bocconi sull’area dell’ex Centrale del latte, tra via Castelbarco e Parco Ravizza, progettato dallo Studio SANAA di Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa e presentato questa mattina in Università nel corso di un incontro al quale hanno partecipato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, l’assessore all’urbanistica ed edilizia privata, Ada Lucia De Cesaris, il rettore della Bocconi, Andrea Sironi, e il consigliere delegato, Bruno Pavesi. “I 35.000 mq dell’ex Centrale saranno interessati da tre interventi”, ha spiegato il consigliere delegato Bruno Pavesi. “Il primo ci consentirà di accorpare tutte le attività della SDA Bocconi School of Management, rispettando le diverse esigenze dei diversi utenti, grazie a tre edifici dedicati rispettivamente ai programmi Mba e master, ai corsi executive e all’amministrazione, oltre a una piccola area comune per i servizi. Il secondo intervento è un centro sportivo-ricreativo aperto al pubblico con piscina olimpica, palestre e un centro fitness. Il terzo è un pensionato capace di ospitare 300 studenti e visiting professor, grazie al quale la Bocconi potrà soddisfare la crescente domanda residenziale proveniente soprattutto dai candidati stranieri”. L’area sarà servita da un parcheggio sotterraneo e sarà edificata solo per metà: 17.500 mq rimarranno a verde, in un parco usufruibile anche dalla cittadinanza, al quale vanno aggiunti 4.000 mq di verde costruito. L’investimento calcolato dalla Bocconi ammonta a 130 milioni di euro e la conclusione dei lavori, dopo la bonifica dell’area, è prevista entro la fine del 2018. Si tratta di un campus milanese perché studiato per il contesto e nella scala della città, hanno spiegato i progettisti giapponesi, che si sono aggiudicati il concorso internazionale ad inviti bandito nel 2012. Il progetto rivisita in chiave moderna i portici e i chiostri che caratterizzano tanta architettura cittadina, creando una serie di cortili verdi interni in comunicazione tra di loro, circoscritti talora dagli edifici, talora da una pensilina coperta. Queste celle si toccano tra loro, per consentire un agevole passaggio tra gli edifici e attraverso il parco. La torre del pensionato, sulla falsariga di altre torri residenziali milanesi, fa risparmiare superficie, che può così essere destinata a verde. È un campus trasparente perché l’apertura dell’Università alla città è simboleggiata dai portici su cui poggiano tutti gli edifici, tanto che da qualsiasi punto si osservi il campus risulta chiara la sequenza armoniosa di colonne, spazi trasparenti e alberi. La ricopertura degli edifici alterna trasparenze e opacità. “Le celle comunicanti e le trasparenze esaltano il concetto di circolazione”, ha affermato il rettore Andrea Sironi, “che in un’università deve coinvolgere sia i saperi, sia le persone. Questa realizzazione andrà a completare quello che, con gli adiacenti edifici di via Sarfatti, via Roentgen, via Gobbi, piazza Sraffa e via Bocconi, costituisce un vero e proprio campus urbano”. I 21.500 mq di aree verdi marcano una forte continuità con il territorio circostante, e in particolare con il Parco Ravizza. Quercia, carpino bianco, pioppo nero, olmo e bagolaro sono gli alberi scelti per la capacità di adattamento al terreno (sono presenti nel Parco Ravizza) e per le proprietà di ombreggiamento. A far da contrappunto a questa alberatura sono state scelte specie di dimensioni più ridotte e già presenti nell’ecosistema milanese, seppure non autoctone, come liquidambar e sofora del Giappone.L’apertura alla città non riguarda solo il parco (che sarà chiuso, per ragioni di sicurezza, solo nelle ore notturne), ma anche il centro sportivo e ricreativo di tre piani, che sorgerà lungo il perimetro di viale Toscana. Il progetto prevede la prima piscina olimpica (ovvero lunga 50 metri) coperta della città, accanto a una piscina più piccola che potrà essere utilizzata anche a scopo terapeutico, per il recupero infortuni. Al secondo piano sorgeranno una palestra modulare con tribune pensata per la pallacanestro e la pallavolo, un fitness center di 2.000 mq e un anello coperto per il running della lunghezza di circa 250 metri, mentre il terzo piano sarà riservato alle associazioni studentesche dell’Università. Le strutture sportive saranno convenzionate e usufruibili anche dalla cittadinanza, secondo modalità che saranno concordate con le amministrazioni interessate. Si spera che, una parte almeno, possa essere pronta per l’Expo del 2015. Nuovo Campus Bocconi 2 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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