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Entro fine anno partirà il regime di marcatura CE facoltativa per altri 50 nuovi prodotti da costruzione. Così stabilisce la recente Comunicazione della Commissione pubblicata lo scorso 8 giugno in Gazzetta europea, che riepiloga, sostituendole, tutte le precedenti liste pubblicate e aggiunge riferimenti a nuove norme armonizzate ai sensi della direttiva 89/106 sui prodotti da costruzione, sfondando dunque il tetto delle 200 famiglie di prodotto interessate. Si inizia nel mese di luglio con le prime 8 norme che riguardano gli additivi per calcestruzzo (aggiornamento della UNI EN 934-2), le lastre di pietra naturale per pavimentazioni (UNI EN 1469, di recente pubblicazione), i materiali applicati a caldo per la sigillatura dei giunti stradali (UNI EN 14188-1), i materiali per massetti a base di solfato di calcio (UNI EN 13454-1), oltre a 4 tipologie di apparecchi per il riscaldamento domestico. Si prosegue poi con il mese di settembre, dove sono ben 34 le famiglie di prodotto interessate. Ci sono i prodotti prefabbricati di calcestruzzo, in particolare gli elementi nervati per solai (UNI EN 13224), gli elementi strutturali lineari (UNI EN 13225) e le antenne e pali (UNI EN 12843), per proseguire poi con le membrane per impermeabilizzazione: per sottostrati murari (UNI EN 13859-2), bituminose per coperture (UNI EN 13707), destinate ad impedire la risalita di umidità dal suolo (UNI EN 13969), per il controllo del vapore (UNI EN 13970 per le bituminose, UNI EN 13984 per quelle di plastica e gomma). Il 1° settembre 2005 è data chiave anche per il pacchetto di norme sul vetro per edilizia (9 norme), sui geosintetici con funzione barriera e sui prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo (UNI EN 1504, parte 2 sui sistemi di protezione della superficie di calcestruzzo e parte 4 sull’incollaggio strutturale). Sono considerate anche le tegole di calcestruzzo e relativi accessori per coperture e rivestimenti (UNI EN 490) e il legno strutturale (UNI EN 14250 per elementi strutturali prefabbricati assemblati con elementi di collegamento di lamiera metallica punzonata e UNI EN 14374 sull’LVL per applicazioni strutturali). Tra ottobre e novembre si segnalano infine i bagni idromassaggio (UNI EN 12764), i plafoni in tensione (UNI EN 14716) e i laminati stratificati e pannelli compositi HPL per applicazioni su pareti interne ed esterne e su soffitti (UNI EN 438-7). Per tutti i prodotti citati il cosiddetto “periodo transitorio”, ovvero il periodo di coesistenza delle norme armonizzate con i regolamenti nazionali, e quindi il periodo di regime di marcatura CE volontaria, è pari a 12 mesi. Il mondo produttivo ha pertanto tutto il tempo necessario per adeguare i propri processi a quanto previsto dalle norme armonizzate. Inutile sottolineare che chi con lungimiranza ha partecipato in maniera fattiva ai lavori di stesura delle norme, lasciando la propria impronta sui contenuti, ha il vantaggio competitivo di poter assolvere ai vari adempimenti come semplice formalità dal primo giorno del periodo transitorio. I Paesi che hanno una radicata cultura normativa hanno capito da tempo l’importanza di intendere la marcatura CE come un’opportunità per qualificare il proprio prodotto e non come un ulteriore ostacolo da evitare fino all’ultimo giorno possibile del periodo transitorio, sperando magari in una proroga. Per informazioni: UNI Alberto Galeotto, Comparto Costruzioni e-mail: costruzioni@uni.com Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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