A 16 anni dalla legge Galasso, nuove norme per la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio italiano. Stato e Regioni finalmente d’accordo sulla pianificazione paesistica di tutto il territorio nazionale, compresi i paesaggi degradati, le aree dismesse, le periferie. Un aggiornamento dei piani territoriali paesistici che contenga indicazioni sulla qualità della progettazione. Un Osservatorio Nazionale per la qualità del Paesaggio, che opererà in stretto rapporto con le Regioni e le autonomie locali. Sono queste le principali novità contenute nell’Accordo tra il Ministero per i Beni e le attività culturali e le Regioni sull’esercizio dei poteri in materia di paesaggio, approvato dalla Conferenza Stato Regioni.“Si tratta di un importante traguardo – ha dichiarato il Ministro Giovanna Melandri – per la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio. E sono molto felice che la legislatura si concluda con questo risultato, che corona la politica di questi anni per il territorio, a partire dalla dichiarazione del Governo “mai più un condono edilizio”. L’Accordo introduce importanti novità sulla pianificazione ambientale e paesaggistica rispetto alla legge Galasso (n.431/85), e dà attuazione concreta ai principi affermati con la Prima Conferenza Nazionale per il Paesaggio, nell’ottobre del ’98, e con la Convenzione Euroepa sul Paesaggio, firmata a Firenze lo scorso novembre. E’ un importante traguardo ma anche un punto di partenza, che trasforma il modo di pensare il territorio, incide sulla pianificazione urbanistica, ridefinisce i ruoli dello Stato e degli enti locali”. L’Accordo si compone di 10 articoli che introducono importanti novità, tra cui un fondamentale obiettivo di qualità del paesaggio esteso a tutto il territorio, articolato in protezione, gestione e riqualificazione paesistica, perseguito attraverso l’indicazione di criteri e modalità per la pianificazione del paesaggio. Sono poi incentivate forme di collaborazione tra amministrazioni pubbliche per la redazione dei Piani paesistici. Sono definiti gli ambiti di tutela, valorizzazione e riqualificazione del territorio in funzione del livello di integrità e rilevanza dei valori paesaggistici, comprendendo anche le aree degradate. La direttiva introduce anche strumenti di incentivazione, di consultazione pubblica, assicura la concertazione istituzionale, così come le forme di pubblicità e la partecipazione dei privati. Inoltre, stabilisce forme di coordinamento con gli altri strumenti di pianificazione territoriale e dispone che gli enti locali conformino i propri strumenti urbanistici al piano paesistico. Il rilascio dell’autorizzazione paesistica costituirà comunque provvedimento separato e preliminare rispetto alla concessione edilizia. Le Regioni avranno due anni di tempo per verificare, anche in collaborazione con le Soprintendenze, la compatibilità tra i piani esistenti e le disposizioni dell’Accordo. Sono comunque previsti strumenti di controllo e intervento nei casi di inerzia.L’Accordo sul paesaggio è stato redatto dalla Commissione di riforma istituita con D.M.6 giugno 2000 dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali on. Giovanna Melandri, di cui hanno fatto parte i rappresentanti del Ministero, delle Regioni, delle autonomie locali, degli altri Ministeri interessati e dell’associazionismo ambientalista. Fonte Ministero dei Beni Culturali Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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