Riforma del mercato energetico

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Il provvedimento sarà vagliato, nelle prossime settimane, dall’Assemblea di Palazzo Madama.
Appare però oramai ineludibile il ricorso, da parte dell’Esecutivo, di un provvedimento d’urgenza per governare la prossima scadenza del 1° luglio, quando il mercato dell’energia elettrica si aprirà totalmente.
E questo non solo per evidenti motivi di tempo (ricordiamo che il disegno di legge si trova alla sua prima lettura) ma anche perché, durante l’esame in Commissione Industria, sono state apportate importanti modifiche al provvedimento grazie all’approvazione di emendamenti votati in maniera trasversale e con il parere contrario del Governo e del relatore Antonello Cabras dell’Ulivo.
Tra le novità introdotte nel testo di Bersani, si segnala l’obbligo per l’Esecutivo di determinare condizioni favorevoli all’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica mediante carbone pulito e mediante energia nucleare.
Altra norma degna di menzione riguarda la discesa di Eni in Snam Rete Gas, argomento che è stato oggetto di scontri anche furibondi, soprattutto all’interno della maggioranza di Governo. Con un emendamento presentato da due senatori di Rifondazione Comunista, sostenuto anche da tutti i senatori di centrodestra, è stato sancito che la partecipazione azionaria o forme di separazione proprietaria tra le attività di trasmissione di energia elettrica, trasporto e stoccaggio di gas naturale venga limitata soltanto se previsto in norme comunitarie che attualmente non ci sono. Sulla questione il relatore aveva tentato una mediazione, poi fallita, fissando il termine del 31 luglio 2009 per la definizione di norme sugli assetti proprietari delle società che svolgono le attività di cui sopra.
Novità anche per Terna: il Governo dovrà infatti prevedere indirizzi per il Gestore della rete di trasmissione nazionale per gestire i flussi di energia, i relativi dispositivi di interconnessione ed i servizi ausiliari necessari assicurando la sicurezza, l’affidabilità, l’efficienza e il minor costo del servizio e degli approvvigionamenti, e a gestire la rete senza discriminazione di utenti o categorie di utenti; in particolare, a deliberare e realizzare gli investimenti di manutenzione e di sviluppo della rete nel rispetto del principio di unitarietà della rete di trasmissione nazionale e perseguendo finalità di miglioramento dell’efficienza del sistema elettrico nazionale, mediante pubblici confronti concorrenziali, sulla base dei principi di trasparenza, pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, economicità e proporzionalità.
Per quanto riguarda invece l’incentivazione delle fonti rinnovabili – altro argomento molto controverso – la Commissione ha deciso di rinviare la tematica all’esame dell’Assemblea; da segnalare che Cabras aveva presentato un suo emendamento, molto complesso, che introduceva una serie di nuove norme di attuazione diretta, e non, quindi, dando una delega al Governo, volte ad intervenire nel settore delle rinnovabili.
Visto quindi il nuovo scenario, c’è già chi ha intonato il requiem per il disegno di legge, uscito sostanzialmente stravolto dal passaggio in Commissione.
Sia come sia, sicuramente il Governo corrererà ai ripari, cercando di smussare, durante l’esame in Aula, quei passaggi considerati inaccettabili. E se sarà facile, o almeno meno difficile, compattare la esigua maggioranza sul tema del nucleare, appare invece meno scontato un accordo all’interno del centrosinistra sulla questione Eni/Snam Rete Gas.
E intanto la scadenza del 1° luglio si avvicina a grandi passi ed è fin troppo facile ipotizzare l’approvazione entro fine maggio di un decreto-legge che consenta una gestione corretta di un mercato elettrico in cui tutti saranno liberi di scegliersi il proprio gestore.