Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
“Quegli edifici terribili costruiti negli anni ’60 che fanno da sfondo a nord devastano la bellezza della valle dei Templi. Perché non ridipingere le facciate, rendendole tutte uguali, e creare una specie di quinta ottocentesca?”. E’ la proposta lanciata dal presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Raffaele Sirica, ad Agrigento per il terzo Congresso regionale degli architetti che si è concluso ieri pomeriggio al Teatro Pirandello. “E’ la seconda volta che vengo ad Agrigento – dice Sirica – quegli edifici sono una cosa che sconvolge. Quando uno viene qui spera di non trovare una cosa del genere e invece la trova. Essendo contrario alle demolizioni per motivi economici, il primo velocissimo intervento potrebbe essere quello di ridipingere le facciate”. Sirica ha lanciato una proposta di dibattito che si è aggiunto ad altri temi caldi affrontati nelle due giornate come il condono edilizio e il piano regolatore che hanno tenuto banco dentro e fuori il teatro dando luogo ad accese discussioni. “Il congresso – ha spiegato Rino La Mendola, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento – ha costituito un’occasione di confronto tra architetti, mondo culturale, imprenditoriale e politico sui percorsi normativi e programmatici da definire per il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale esistente”. Nella giornata inaugurale a rappresentare il governo regionale è stato l’assessore regionale alla Cooperazione Michele Cimino che, originario della vicina Porto Empedocle, ha espresso soddisfazione per la realizzazione dell’evento ad Agrigento. “Noi – ha detto Cimino riferendosi al parco archeologico della Valle dei Templi – non siamo per la mummificazione dei beni culturali, ma per la progettazione per la valorizzazione. La legge Ronchey ne è un ottimo esempio”. E della città dei Templi ha parlato anche il Direttore Generale del ministero dei Beni Culturali, Roberto Cecchi che ha colto l’occasione per rivolgere un invito al governo regionale perché recepisca il Nuovo Codice Nazionale dei Beni Culturali. “Agrigento è una città difficile, ma è una sineddoche, cioè una parte per il tutto – ha detto Cecchi – rappresenta il problema della conservazione dell’esistente e delle trasformazioni per il futuro. E queste trasformazioni hanno avuto nel tempo degli aspetti eclatanti che oggi si stanno riconsiderando. Nella Valle dei Templi il nuovo è predominante sul contesto stratificato. Il condono è certamente un problema che si deve risolvere a monte e non a valle, ma lo sono anche le case realizzate con strumenti urbanistici inadeguati. Sarebbe auspicabile che anche qui venisse recepito il Nuovo Codice dei Beni Culturali che prevede di non occuparsi più dei singoli monumenti, ma del paesaggio che integra natura e storia”. L’assessore regionale ai Lavori Pubblici Guglielmo Scammacca Della Bruca è intervenuto sull’ipotesi di condono edilizio in Sicilia. “Come criterio generale sono contrario ai condoni, ma si può fare qualche distinguo in situazioni particolari. Ad esempio, ove vi siano situazioni assolutamente consolidate e dove sia più economico condonare e realizzare le necessarie opere di urbanizzazione piuttosto che pensare ad utopici ripristini del territorio”. Nel corso del congresso, si è parlato anche di riconversione di edifici storici e lo ha fatto il celebre architetto Richard Murphy che ha proposto delle tecniche progettuali applicabili anche a città come Palermo ed Agrigento. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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