Amianto sostenibile: la ricerca sui materiali dell’Università Milano Bicocca trasforma un rifiuto pericoloso in una risorsa 27/07/2026
A cura di: Adele di Carlo Le decisioni di Donald Trump in ambito economico stanno avendo diversi effetti sull’edilizia, in particolare sul prezzo di costruzione e ristrutturazione degli immobili. Ciò ha causato l’innalzamento dei prezzi dei progetti edilizi dal 5% al 10%, a carico di imprese e consumatori finali. Un effetto a catena che rischia di provocare una battuta d’arresto nel settore, con possibili gravi conseguenze sull’economia. Dazi Trump, le conseguenze sul mercato immobiliare Tra i vari settori coinvolti nei dazi di Trump, oltre all’automotive e all’alimentare, c’è il settore edilizio. Ciò perché l’imposizione dei dazi potrebbe far innalzare il costo delle materie prime, e di ciò potrebbe subirne le conseguenze anche il mercato italiano. Quello degli Stati Uniti, infatti, è un mercato importantissimo per il Made in Italy, con esportazioni superiori ai 66 miliardi di euro. I dazi potrebbero ridurre la domanda e far aumentare il costo delle materie prime, causando l’innalzamento del prezzo finale dei lavori edilizi a carico dei consumatori. Basti pensare ai materiali considerati “di lusso” come il marmo di Carrara, che negli Stati Uniti ha un mercato consistente. Altro esempio è l’acciaio, materiale sul quale gli Stati Uniti applica un dazio aggiuntivo del 25%. In pochi mesi, il settore immobiliare statunitense è decisamente cambiato in seguito alle politiche del nuovo Presidente: l’aumento dei costi dei materiali ha determinato un rincaro medio di 9.000 dollari sul prezzo di una casa. Di conseguenza il mercato residenziale ha avuto una brusca battuta d’arresto, aggravata dai tassi di interesse crescenti e dalla minore disponibilità di immobili a prezzi accessibili. Sebbene sia ancora presto per valutare l’impatto delle decisioni di Trump, il rincaro delle materie prime potrebbe riflettersi in Italia sia per quanto riguarda gli edifici di nuova costruzione sia per i lavori di ristrutturazione. L’impatto degli investimenti nel comparto edilizio Oltre all’aumento dei prezzi dei materiali e dei lavori di ristrutturazione, un altro rischio concreto dei dazi è il progressivo allontanamento degli investitori dal settore edilizio. L’incertezza generale e le tensioni commerciali, infatti, non sono terreno fertile per investimenti a lungo termine nelle nuove costruzioni e nelle infrastrutture. Lo dimostrano i dati dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, secondo i quali il commercio globale potrebbe contrarsi dello 0,2% nel 2025, e arrivare fino a -1,5%. La risposta dell’Europa L’UE sta rispondendo ai dazi con contromisure mirate per tutelare le imprese e i consumatori europei. Parallelamente, le istituzioni continuano a lavorare sui negoziati commerciali con Paesi terzi, con l’obiettivo di ridurre le barriere tariffarie e favorire gli scambi commerciali. I prossimi mesi saranno cruciali per l’Unione europea che dovrà dimostrare di sapersi muovere su più fronti, difendere i propri interessi e contrastare il crescente clima di protezionismo. Cosa aspettarsi in futuro Il futuro del settore immobiliare e dell’edilizia è strettamente legato all’andamento delle politiche commerciali e alla capacità di risposta delle istituzioni nazionali ed europee. L’instabilità resta una variabile non trascurabile, tuttavia la Federal Reserve potrebbe stabilizzare le tariffe e abbassare i tassi d’interesse, riequilibrando il costo delle materie prime. In questo scenario, le imprese italiane dovranno vincere diverse sfide, da un lato diversificare i fornitori, dall’altro essere in grado di adattarsi rapidamente alle variazioni di prezzo. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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