Ottimismo per il mercato delle case di mare

Ottimismo per il mercato delle case di mare

Dopo oramai 7 lunghi anni di profonda crisi e l’inasprimento della tassazione sugli immobili degli italiani al mare, sul mercato delle compravendite di case e villette “al sole”, è tornato a soffiare un vento di cauto ottimismo, registrando una ripresa sia nella domanda sia in termini di prezzi di vendita.
Ne dà conto Casa.it, il primo portale immobiliare italiano dal 1996 con oltre 6 milioni di utenti unici, che ha realizzato un report sull’andamento del mercato delle case al mare nelle principali mete del turismo balneare in Italia e oltre confine.
Il primo aspetto che salta all’occhio nel report di Casa.it è il consolidarsi della tendenza a guardare meno al blasone della località e più al compromesso ideale tra qualità della vacanza e sostenibilità dell’investimento.
Da una parte, chi può permetterselo è disposto a pagare profumatamente il prestigio e l’esclusività di una seconda casa fronte mare a Portofino (prezzi medi da 15.000 a 20.000 euro al mq), Forte dei Marmi (da 11.000 a 15.000 euro al mq), Capri (da 12.000 a 17.200 euro al mq) o Porto Cervo (da 7.800 a 13.500 euro al mq).
Dall’altra, la domanda cresce vigorosamente in regioni dove i prezzi medi sono ancora “abbordabili” come Puglia, Basilicata, Marche e Sicilia. In taluni casi, inoltre, si sta assistendo alla rivalutazione di zone costiere un tempo considerate di minor richiamo. Tra il 2014 e il 2015, ad esempio, la domanda per Lido degli Estensi e Lido delle Nazioni, sulla foce ferrarese del Po, è cresciuta rispettivamente del 3,7 e 4,7%, mentre i prezzi di vendita sono lievitati in media del 1,8%. A registrare autentici balzi in avanti in termini di richiesta di seconde case sono il Salento (Castro Marina +8,3%; Ostuni +7,5% e Santa Cesarea Terme +6,3%) e la Sicilia (San Vito Lo Capo +7,6%; Marina di Ragusa +6,6%).
Sotto il profilo dei prezzi di vendita, il report di Casa.it segnala una serie di mete del turismo balneare che nell’ultimo anno hanno fatto segnare pesanti flessioni. Tra di esse spiccano nomi di élite come le sarde Cannigione (-5%) e Santa Teresa di Gallura (-4,8%), le coste calabresi di Vibo Marina (-3,5%) e Parghelia (-6%), nonché Follonica (-5.2%) e Principina a Mare (-6,2%) sul litorale grossetano.

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