Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
“L’andamento dell’occupazione nelle costruzioni edili negli ultimi due anni ha risentito di due fattori che stanno incidendo in misura opposta sulle rilevazioni: da un lato l’esaurimento del ciclo espansivo delle costruzioni che tende a far contrarre la quantità di manodopera utilizzata, dall’altro la forte pressione che è stata posta sul settore edile in merito alla regolarità del lavoro sia dal punto di vista contributivo che della sicurezza. Il risultato è una dinamica che – secondo le statistiche ufficiali – dopo un calo nel 2006 (-0,6%) ha visto una nuova crescita della capacità occupazionale del settore (2,9%) nel 2007 ed un nuovo calo dello 0,2% nel primo semestre di quest’anno.” Così il direttore del Cresme Lorenzo Bellicini ha introdotto oggi a Milano presso l’Auditorium Assimpredil di ANCE la presentazione del IV Rapporto CRESME – OBIETTIVO LAVORO su “Lavoro e Costruzioni” . Secondo il rapporto l’edilizia contribuisce in misura sempre minore al saldo occupazionale complessivo. Dal 2005, anno in cui Il contributo dell’edilizia all’occupazione è stato massimo (28,5% dei nuovi occupati previsti) si è, infatti, progressivamente ridotto fino a dimezzarsi nel 2008 in cui il contributo dovrebbe attestarsi al 14,7%. “In una fase di seria contrazione del mercato – afferma Alessandro Ramazza, presidente di Obiettivo Lavoro – è indispensabile evitare l’errore di abbassare il livello della qualità e di concentrarsi solo sul versante dei costi. Il lavoro nelle costruzioni, in questi anni, ha compiuto passi avanti significativi sui temi della sicurezza, della formazione, dell’emersione dal sommerso. La nostra agenzia ha dedicato un impegno rilevante a questi fattori di efficienza ed equità, che si traducono in valore percepibile e durevole tanto per l’impresa che per il lavoratore”. La crescita rilevata nel 2007 è dipesa in maniera rilevante proprio dal fattore “emersione”, i cui effetti hanno cominciato a farsi sentire nell’agosto del 2006 per raggiungere la massima efficacia nel corso dell’anno successivo. per effetto dell’entrata in vigore di specifici provvedimenti legislativi, come la Legge Bersani – Visco, a cui si è aggiunta l’adesione formale della Romania all’Unione Europea. Il Rapporto evidenzia in particolare come tra l’agosto 2006 ed il dicembre 2007 l’INAIL abbia registrato 206.221 lavoratori edili fino ad allora sconosciuti, di cui una buona parte stranieri (115.060), con una netta prevalenza di rumeni (69.759). “Secondo le nostre rilevazioni, se non considerassimo l’emersione del sommerso – ha evidenziato il direttore del Cresme – l’incremento di quasi 74.600 unità registrato dalle statistiche ufficiali tra il secondo trimestre 2006 ed il quarto trimestre 2007 diventerebbe in realtà un calo netto di 131.700 unità (-6,9%). Ipotesi più prudenziali portano, comunque, a stimare un calo reale dell’occupazione che oscilla tra l 2 e il 3%.” Per quanto riguarda le previsioni per il 2008 l’incremento occupazionale per l’edilizia previsto dal Sistema Informativo Excelsior, è di 16.130 addetti, pari a un incremento del +1,5% dell’occupazione rispetto al 2007. Le imprese più piccole (1 – 9 dipendenti) rappresentano la parte più attiva della struttura imprenditoriale italiana (+2,9% nelle costruzioni, ma +2,7% nell’industria e +2,7% il totale delle attività) mentre, le classi di ampiezza maggiori mostrano difficoltà occupazionali. La distribuzione territoriale delle assunzioni previste per il 2008 evidenzia, ancor più che nello scorso anno, una netta prevalenza nelle aree meridionali in cui si concentra quasi il 51% dei nuovi ingressi, contro il 45,5% del 2007. Il Sud, con quasi 44.000 mila assunzioni, assorbe oltre un terzo (33,4%) del totale, con un sensibile aumento rispetto al 30,4% del 2007. Un altro dato importante che emerge dal rapporto riguarda la struttura occupazionale del comparto edile, storicamente più rigida di quella di altre attività, che sta registrando però una notevole accelerazione del processo di flessibilizzazione. Nel 2008, infatti, sono previste assunzioni a tempo indeterminato solo per il 49,1% dei dipendenti, mentre la tipologia contrattuale dipendente a tempo determinato arriva a rappresentare ben il 37,5%. La quota di imprese che dichiarano di aver utilizzato tipologie contrattuali temporanee risulta pari al 45,3 per il settore edile e al 43,4% per il totale dell’economia. La tipologia di contratto temporaneo maggiormente utilizzata in edilizia durante il 2007 è quella dell’apprendistato con il 25,1%, con un livello superiore a quello dell’industria nel suo complesso (23,6% delle imprese) e rispetto al totale economia in cui il 20,0% delle imprese ha utilizzato apprendisti nel 2007. “In tempo di crisi – aggiunge Ramazza – noi potenzieremo questo modo di progettare ed offrire il nostro servizio. Dal reclutamento anche all’estero, alla selezione in partnership con l’Impresa, fino alla gestione operativa del personale, questo è ancor più il momento di puntare sulla qualificazione e di ragionare sul lungo periodo, oltre le difficoltà contingenti, offrendo alle nostre Imprese ed al Paese un contributo di stabilità costruito sulla qualità. Secondo il rapporto, inoltre, l’incidenza della mano d’opera straniera è sempre maggiore. Nelle dodici aree metropolitane la crescita è stata del 79,9% a Roma, del 63,4% a Napoli, del 46,7% a Torino, del 30,5% a Milano, del 27,7% a Firenze e del 24% a Bologna. I lavoratori stranieri incidono oggi per il 31% sulla forza lavoro iscritta. Era pari al 9,4% nel 2000. Tuttavia, l’analisi territoriale dimostra che il fenomeno assume particolare rilievo nelle province del Centro-Nord, toccando i valori più elevati a Torino (49,4%), Roma (48,7%) e Milano (46,3%), nelle quali i lavoratori di origine straniera rappresentano ormai poco meno della metà della forza lavoro complessiva impiegata nel settore delle costruzioni. Note su Obiettivo Lavoro Obiettivo Lavoro è l’agenzia italiana per il lavoro, leader in efficienza, innovazione, trasparenza economica, qualità sociale. Attraverso la propria rete di filiali ricerca, seleziona, forma e somministra personale qualificato. La Società ha realizzato nel 2007 un fatturato di 498 milioni di euro, attraverso più di 102 mila avviamenti al lavoro. Obiettivo Lavoro è l’unica Agenzia in Europa ad essere qualificata da un sistema completo di Responsabilità Sociale, che comprende la Mission, la Carta dei Valori, il Codice Etico e il Bilancio Sociale. Obiettivo Lavoro ha inoltre ottenuto la Certificazione Etica SA8000 e la Certificazione di Qualità UNI EN ISO 9001:2000. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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