Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
Esiste una regola che si applica a tantissime sfere della nostra vita, sia che si parli di tendenze nel vestire, di politica, di cibo o musica: non importa quanto la società progredisca, ma tutto è destinato a tornare inevitabilmente in auge. Questa circolarità delle tendenze e del pensiero umano fa sì che ciò che la generazione precedente ha scartato o lasciato indietro nella sua ricerca di qualcosa di nuovo e più moderno, viene poi inevitabilmente riscoperto dalla generazione successiva e diventa di nuovo rilevante. Indice degli argomenti: Non è tutto oro quel che luccica Il vintage incontra la tecnologia moderna Questa ciclicità ha un andamento che rispecchia il passaggio generazionale, dato che ogni generazione inevitabilmente “riscopre” gli elementi dei decenni precedenti e li fa suoi, rinnovandoli e rivisitandoli. Questo fenomeno è ben conosciuto dagli stilisti di moda che vanno continuamente a scavare nel passato per trarre ispirazione e trovare nel dimenticatoio del tempo combinazioni e idee da riutilizzare. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un autentico revival dei decenni a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, un periodo sufficientemente lontano da noi per non ricordare i punti più bassi di quegli anni (dalla guerra fredda alla crisi petrolifera solo per citarne un paio), ma sufficientemente moderni da aver dato vita alle tendenze e alla tecnologia che usiamo oggigiorno. Questo si riflette in tante serie televisive che si rifanno, perlomeno da un punto di vista stilistico a quegli anni, anche quando sono tecnicamente ambientate al giorno d’oggi. Basta vedere ad esempio la serie di Netflix “Sex Education” che miscela situazioni attuali con cellulari e laptop con arredi e decoro che si rifanno a decenni ben precedenti. Questo fenomeno è visibile anche nel campo dell’arredo per interni, dove scomparso il forzato minimalismo fatto di pareti bianche e mobili in compensato bianco o color betulla in IKEA, si sta tornando ad una nostalgia colorata che cerca di riportare un approccio gioioso allo stile dei nostri ambienti. L’ondata di colore, miscelata alla nostalgia per l’esuberanza di altri tempi, ha portato ad un ritorno della carta da parati, che sta conoscendo una seconda giovinezza. Nessun elemento di arredo è infatti più iconico della carta da parati anni ’70, con motivi geometrici, floreali e astratti a far da sfondo ad un telefono a rotella, ad un mangiadischi portatile o a cuscini in velluto. Non sorprende dunque che fra i modelli più popolari al giorno d’oggi vi siano quelli vintage, o i tipi di stampe e motivi botanici che si potevano trovare nell’armadio della biancheria della nonna o in un cottage eccentrico e vecchio stile nella campagna inglese. Per i più dedicati a questo ritorno al passato, la tendenza è quella di andare a cercare rotoli inutilizzati di carta da parati originale di quell’epoca. Inserita in un ambiente moderno, con mobili contemporanei, la carta da parati vintage produce infatti un contrasto eccitante, collegando senza sforzo epoche diverse nello stesso modo in cui un mobile vintage potrebbe aggiungere un tocco speciale a un arredamento contemporaneo. Non è tutto oro quel che luccica Questa ricerca di modelli vintage ha dato vita ad una specie di corsa all’oro con architetti ed arredatori all’inseguimento di vecchi magazzini e rivenditori di vecchia data, alla ricerca di stock dimenticati di rotoli o rivestimenti murali originali e autentici di quei decenni. Esistono però numerosi ostacoli che rendono difficile e spesso non consigliabile focalizzarsi su questo tipo di modelli, dato che stiamo parlando di un prodotto che è rimasto in un magazzino per decenni. Bisogna dunque considerare i danni causati dal tempo, dall’umidità e dall’essere stato conservato in condizioni non perfette per lunghi anni. Questi danni potrebbero non essere visibili ad un primo colpo d’occhio. Solo una volta acquistati e srotolati si scopre infatti se il materiale di supporto della carta presenta macchie di muffa, ingiallimento o scolorimento antiestetico. Inoltre, la qualità dell’adesivo del materiale portante potrebbe anche essere stata influenzata da decenni di stoccaggio, con conseguenti possibili problemi di uniformità della carta da parati una volta installata. Occorre poi considerare il problema della reperibilità di un prodotto che non viene stampato da oltre 40 anni. In caso di riparazioni successive o se lo stock acquisito non è sufficiente, le possibilità di trovarne altri sono pressoché nulle. Il vintage incontra la tecnologia moderna In questi decenni la tecnologia ha fatto grandi passi avanti nella produzione di carta da parati, creando modelli più salubri, più facili da pulire ed installare e dalla resistenza e robustezza di un livello incomparabilmente più elevati di quelli di un paio di generazioni fa. Esistono rivenditori specializzati in moderne carte da parati vintage che combinano gli autentici motivi d’epoca con tutti i vantaggi delle moderne tecniche di fabbricazione, dalla qualità, standard di sicurezza e traspirabilità decisamente migliori dei loro antenati originali. La qualità di stampa è di gran lunga superiore rispetto a quella di un tempo, permettendo una pulizia del colore ed una resistenza alla luce che garantisce una durata di vita ben superiore a quelle a base di cellulosa degli anni ’70. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
29/05/2026 Real estate logistico in Italia: capitolati internazionali, Fire Safety Engineering e nuovi rischi tecnici. Parla Rodolfo Costa di IRCSTUDIO Capitolati internazionali, FSE e retrofit: Rodolfo Costa di IRCSTUDIO spiega come cambia il real estate logistico ...
26/05/2026 Controllo attivo delle vibrazioni per il campanile di Grottaminarda con Active Mass Damper ISAAC A cura di: Stefania Manfrin Il campanile di Grottaminarda migliora la risposta sismica del 40% con l'Active Mass Damper ISAAC ElectroPro ...
19/05/2026 ABB investe 100 milioni di dollari a Dalmine: nuovo stabilimento per i quadri elettrici di media tensione A cura di: Stefania Manfrin ABB investe 100 milioni di dollari a Dalmine per produrre quadri elettrici di media tensione. Operativo ...
15/05/2026 Hexa, la casa di riso che porta la bioedilizia nel parco di Uptown A cura di: Stefania Manfrin A UpTown Milano la microarchitettura HEXA di Ricehouse unisce bioedilizia, apiterapia e materiali da scarti del ...
12/05/2026 L'HVAC evolve verso sistemi integrati, retrofit e refrigeranti naturali A cura di: Raffaella Capritti Con Attilio Verzilli di MAXA parliamo del mercato HVAC tra Made in Italy, retrofit, R290, formazione ...
08/05/2026 La luce nell’arte come progetto: il metodo di Francesco Murano tra tecnica, percezione e racconto A cura di: Chiara Bellocchio Francesco Murano ci racconta le scelte operative e progettuali che guidano il suo lavoro di progettazione ...
30/04/2026 Il futuro abita nel passato: sostenibilità e innovazione per gli edifici storici A cura di: Erika Bonelli Il progetto europeo SMARTeeSTORY mostra come l’innovazione digitale può custodire la storia e migliorare l’efficienza degli ...
27/04/2026 È possibile costruire in modo equo, sostenibile e accessibile? Rigenerazione urbana, finanza sostenibile e criteri ESG guidano nuovi modelli di città più efficienti, inclusive e ...
23/04/2026 FG Valvole inaugura il nuovo headquarter di Zanica FG Valvole inaugura il nuovo headquarter di Zanica e archivia il 2025 con 54 milioni di ...
22/04/2026 La cultura della luce tra visione urbana e innovazione tecnologica, ne parliamo con Susanna Antico A cura di: Chiara Bellocchio Dalle scenografie per le città europee alle sfide di Light + Building 2026: intervista esclusiva alla ...