A cura di: Giulia Galliano Sacchetto Secondo le associazioni ambientaliste Kyoto Club e Legambiente gli incentivi per l’edilizia vanno riformati e razionalizzati con l’obiettivo di decarbonizzare il patrimonio edilizio e contrastare la povertà energetica. Non solo: le associazioni chiedono anche che venga introdotto un obiettivo minimo di efficienza energetica per poter avere accesso ai sussidi. Gli incentivi all’edilizia siano orientati alla decarbonizzazione ed escludano le fonti energetiche inquinanti Gli incentivi fiscali, come il Superbonus 110%, sono uno strumento indispensabile per il conseguimento degli obiettivi di autonomia energetica, decarbonizzazione ed efficienza energetica assunti a livello nazionale ed europeo nel settore dell’edilizia. In questo senso, secondo le due associazioni, lo stop alla cessione del credito e allo sconto in fattura annunciato dal governo a fine febbraio e la compressione del Superbonus, sono azioni sbagliate ed inaccettabili: in questo modo verrebbe, infatti, affossato uno tra i provvedimenti essenziali per ridurre i consumi energetici, le emissioni climalteranti del settore edilizio, contrastare la povertà energetica e rilanciare gli investimenti del comparto in chiave verde. Kyoto Club e Legambiente chiedono di razionalizzare gli incentivi esistenti, garantendo un orizzonte applicativo degli strumenti a disposizione stabile nel medio-lungo termine, a beneficio di cittadini e imprese. Le associazioni ritengono necessaria una rimodulazione degli schemi di incentivazione attualmente esistenti, individuando, anche a livello europeo adeguati fondi e risorse finanziarie che ne garantiscano la sostenibilità economica. Le misure proposte dovranno ridurre l’impatto sui conti pubblici, attuando una più efficiente allocazione delle risorse su interventi davvero meritevoli del sostegno pubblico, con gli obiettivi della decarbonizzazione, del risparmio energetico e del contrasto alla povertà energetica. Più nel dettaglio Kyoto Club e Legambiente nel “Position paper per la revisione degli incentivi e il rilancio del settore dell’edilizia” chiedono di introdurre: un obiettivo minimo di efficienza energetica per aver accesso a qualunque tipo di incentivo e miglioramento di almeno una classe energetica; in questo caso detrazione del 50%, la detrazione aumenta al 65% con miglioramento di 2 classi e al 75% con miglioramento di 3 o più classi energetiche, 85% se il miglioramento di almeno 3 classi energetiche sia ottenuto attraverso l’elettrificazione dei consumi termici. una proporzionalità degli incentivi in base all’energia primaria fossile risparmiata e alla messa in sicurezza sismica, un premio incrementale del 10% per le soluzioni che attuano l’elettrificazione dei consumi termici, l’esclusione delle caldaie a condensazione e di ogni tecnologia inquinante dalle misure di sostegno, la cessione del credito per i redditi medio bassi e per gli interventi di riqualificazione che consentano di raggiungere le classi energetiche superiori, l’introduzione di un fondo dedicato alle famiglie a medio e basso reddito per la copertura dei costi non coperti dal sistema incentivante lo sviluppo di una politica mirata di riqualificazione e rigenerazione urbana delle periferie, in collaborazione con le amministrazioni comunali e i soggetti gestori del patrimonio edilizio pubblico. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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