Italia lenta su rinnovabili, obiettivi climatici non prima del 2060

Analisi di Legambiente nel nuovo rapporto dedicato ai Comuni. Il nostro Paese in forte ritardo nella realizzazione di nuovi impianti rinnovabili, nel 2022 ci sono stati appena 3,4 GW per un totale di 206.600 nuovi impianti. La copertura da fonti rinnovabili rispetto ai consumi elettrici complessivi è al 31%, calata ai livelli del 2012.

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Rinnovabili in Italia, crescita troppo lenta per raggiungere gli obiettivi climatici

L’Italia è troppo lenta sulle rinnovabili, e non riesce a tenere un ritmo di costruzione di nuovi impianti per centrare gli obiettivi al 2030, anzi per arrivare al target di 85 Gigawatt (GW) ci vorranno almeno 40 anni. L’analisi la mette a punto Legambiente che nel rapporto ‘Comuni rinnovabili‘ di quest’anno si concentra proprio “sul blocco delle fonti rinnovabili, messe sotto scacco da norme obsolete e frammentate, della lentezza degli iter autorizzativi e delle lungaggini burocratiche di Regioni e soprintendenze ai beni culturali”.

Legambiente prepara, per venerdì 9 giugno alle ore 11 a Roma davanti al ministero della Cultura, la manifestazione ‘Scatena le rinnovabili’. L’associazione lancia poi otto proposte “per una veloce transizione energetica”.

Rinnovabili, nel 2022 solo 3,4 GW di installato

 “L’Italia è in forte ritardo nella realizzazione di nuovi impianti da rinnovabili – osserva Legambiente – nel 2022 ci sono stati appena 3,4 GW di installato per un totale di 206.600 nuovi impianti; un numero che allontana la media annuale europea per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030”.

Nel 2022 la copertura da fonti rinnovabili rispetto ai consumi elettrici complessivi è al 31%, calando ai livelli registrati nel 2012; conseguenza, questa, della siccità che ha portato a una riduzione nella produzione da idroelettrico del 37,7% rispetto al 2021.

Crescono i Comuni che installano impianti fotovoltaici

Nel 2022 sono 7.317 i Comuni che hanno visto la realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili (+14,4% rispetto al 2021) e 3.535 i Comuni 100% rinnovabili elettrici (solo 42 in più rispetto al 2021). Secondo l’associazione “crescono timidamente i Comuni del solare fotovoltaico (+14,6% rispetto al 2021). Lombardia a 420 Megawatt (MW), Puglia a 338 MW, e Sicilia a 321 MW sono le regioni con la maggior potenza installata sul territorio tra eolico e fotovoltaico”.  

A crescere di più – osserva Legambiente – sono i Comuni che hanno pensato al solare, oltre 7.300 i Comuni nei quali sono stati installati i 205mila nuovi impianti di fotovoltaico (+ 14,6% rispetto al 2021 in cui erano 6.370) di cui il 44% con una potenza media di 12 kW (kilowatt); sono 2.163 i Comuni che, grazie a questa tecnologia, possiamo definire 100% elettrici. Sono 84 i Comuni dell’eolico che nel 2022 hanno fatto registrare installazioni, tra grandi e piccoli impianti e 342 i Comuni 100% elettrici grazie a questa tecnologia.

Le installazioni hanno riguardato i territori di tutte le Regioni italiane. In primo piano, la Lombardia quella con la maggior potenza installata, 420 MW di cui 405 MW di fotovoltaico, seguita dalla Puglia con 338 MW, di cui 237,7 di eolico e dalla Sicilia con 321 MW di cui 207,8 MW di fotovoltaico.

Per il solare fotovoltaico è ancora la Lombardia a registrare la maggiore installazione di MW sul territorio, seguita dal Veneto con 257 MW e dall’Emilia Romagna con 225,5 MW. Per l’eolico, dopo la Puglia che fa registrare 237,7 MW di nuove installazioni, seguono Sicilia con 113 MW e Campania con 71 MW. Per l’idroelettrico che vede al primo posto il Piemonte con 18,5 MW e il Trentino-Alto Adige con 12,3 MW. Per le bioenergie ancora la Lombardia con un nuovo installato di 5,6 MW, seguita dalla Campania con 3 MW e dal Piemonte con 2,6 MW.

Dei 206.600 impianti installati (per 3,4 GW), sono 206.167 quelli di solare fotovoltaico, 215 eolico, 145 idroelettrico e 73 bioenergie. Per un totale complessivo di 1,3 milioni di impianti. Anche se si tratta di “un passo avanti rispetto agli anni passati (nel 2021 erano 1,35 GW) la crescita è lenta e i numeri ancora troppo lontani dalla media annuale europea” per i target al 2030; una classifica in cui l’Italia occupa il 22esimo posto.

In base alla media delle installazioni degli ultimi tre anni – secondo il rapporto – “nel 2030 l’Italia riuscirà a raggiungere solo il 25% degli obiettivi climatici in tema di sviluppo delle fonti rinnovabili, centrando l’obiettivo di 85 GW di nuova capacità non prima di 40 anni“.

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