Harajuku Quest: il centro commerciale “trasparente” che collega culture diverse

Dopo la sua recente chiusura, il centro commerciale Harajuku Quest sta subendo un radicale rinnovamento che lo vedrà rinascere. Ricoperto da ampie vetrate, nasce con la volontà di creare un ponte tra quartieri molto diversi. Forma irregolare, ampie terrazze e abbondante vegetazione lo integrano perfettamente con il paesaggio circostante.

Harajuku Quest: il centro commerciale “trasparente” che collega culture diverse

Come integrare un centro commerciale in un paesaggio urbano che racchiude elementi molto diversi tra loro? È la domanda a cui lo studio di architettura OMA cerca di dare una risposta con Harajuku Quest, il centro commerciale situato nel quartiere dello shopping di lusso a Tokyo. Un’area in cui convivono il vivace quartiere Omotesando, il più tranquillo paesaggio urbano di Oku-Harajuku e simboli cittadini come il Santuario MeijiJingu, il Ginnasio Yoyogi, il Parco Yoyogi e la stazione di Harajuku.

La sfida principale per gli architetti di OMA è stata quella di integrare la struttura nel suo ambiente, creando un ponte che collega poli culturalmente diversi.

Harajuku Quest: il centro commerciale “trasparente” integrato nel paesaggio

Inaugurato inizialmente nel 1988, il complesso ospitava negozi di moda, caffetterie e ristoranti, fino alla sua chiusura nel 2021. Oggi il centro commerciale sta subendo un radicale rinnovamento che lo vede rinascere come un nuovo punto di riferimento per l’area. Il suo completamento è previsto per la primavera del 2025.

Miriamo a creare una struttura commerciale stimolante in cui i visitatori possano entrare in contatto con una varietà di idee creative”, affermano gli architetti.

Il centro commerciale trasparente che collega culture diverse

Harajuku Quest sorgerà di fronte al grande viale alberato del quartiere di Omotesando, contraddistinto dai numerosi alberi di zelkova. Una delle più grandi strade “vetrina” del mondo.

Il centro commerciale, alto sette piani ma solo sei sono fuori terra, nasce con la precisa idea di fare da ponte tra l’area di Omotesando e Oku-Harajuku. I piani superiori godono di viste panoramiche che, grazie alle ampie terrazze e alla facciata trasparente, si aprono verso il Santuario MeijiJingu, il Parco Yoyogi e gli alberi di zelkova.

Harajuku Quest: il centro commerciale “trasparente” che collega culture diverse

La sua forma non lineare e le numerose vetrate donano alla struttura un aspetto camaleontico, che sembra cambiare forma a seconda della prospettiva dello spettatore.

Dualità e integrazione fra due quartieri

L’architetto Shohei Shigematsu di OMA, nel progettare il centro commerciale, ha pensato al “concetto di dualità”, prendendo spunto dalle caratteristiche dei due quartieri di Omotesando e Oku-Harajuku.

Omotesando è un’area vivace, caratterizzata da strade tortuose, con una forte identità urbana definita da alberi di zelkova e ampi marciapiedi. Gli edifici lungo la strada principale possiedono grandi facciate, e ospitano negozi di grandi marchi noti a livello mondiale.

Harajuku Quest, Dualità e integrazione fra due quartieri

Al contrario, verso nord, Oku-Harajuku offre un’esperienza più intima: un paesaggio urbano più simile ad un villaggio, con strade strette, organiche, edifici a misura d’uomo che ospitano piccoli negozi indipendenti.

Harajuku Quest attirerà persone e attività sia da Omotesando che da Oku-Harajuku e per la prima volta collegherà fra loro le due aree. Il nuovo edificio integra i principali riferimenti di entrambi i quartieri: la vegetazione lussureggiante, presente in tutta la struttura, interagisce con gli alberi di zelkova del grande viale di Omotesando.

Harajuku Quest: il centro commerciale ricco di vegetazione

Mentre un collegamento diretto, dal cuore del centro commerciale, con il quartiere di Oku-Harajuku, ne migliora la mobilità e crea un luogo di ritrovo che favorisce l’interazione tra visitatori, architettura, cultura e natura.

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