Serramenti metallici, la svolta c’è

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Il XXVI° Rapporto congiunturale del Cresme indica il 2016 come l’anno di svolta del settore. Cresce il segmento del rinnovo, legato agli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica, ma anche quello del nuovo mostra segni di ripresa. In crescita anche il mercato delle facciate continue. Intervista al neo-presidente di Unicmi, Guido Faré

Serramento METRA
Serramento Metra

Il XXVI° Rapporto congiunturale e previsionale 2019 del settore delle costruzioni presentato di recente dal Cresme di Roma contiene, tra le numerose informazioni, dati e previsioni di diversi comparti produttivi dell’indotto edilizio. A partire da questo numero, Infobuild  presenta gli andamenti di mercato dei principali settori. Partiamo da quello dei serramenti metallici.

I numeri del settore dei serramenti…

Dal campione dei bilanci delle aziende che operano nel mercato complessivo dei serramenti (metallici, legno e pvc) analizzati dall’istituto di ricerca romano, nel 2017 si è registrato una crescita notevole del fatturato: +12,8% sull’anno precedente. Un segnale importante, dopo i sei anni consecutivi di contrazione dei ricavi: -14,7% nel 2012; -8,4% nel 2013; -4,8% nel 2014; -3,8% nel 2015; -0,5% nel 2016.

Dal 2012 al 2015, l’intero comparto dei serramenti (alluminio, pvc e legno) ha registrato – come confermano peraltro anche i dati elaborati dall’Unicmi, l’associazione che cura gli interessi dei produttori di serramenti, facciate e costruzioni metalliche – contrazioni di fatturato, sia nel segmento residenziale sia in quello non residenziale. Il mercato ha ripreso a crescere nel 2016 e nel 2017, confermando, con i dati di due anni fa, la chiusura del ciclo negativo iniziato nel 2008 e l’inizio di una ripresa.

Ripartizione delle vendite di serramenti per prodotti (fonte, Unicmi)
Ripartizione delle vendite di serramenti per prodotti (fonte, Unicmi)

Nel 2017 la domanda complessiva ha raggiunto i 4,5 miliardi di euro di valore, di cui 2,8 nel settore residenziale e 1,7 in quello non residenziale. Per il 2018, le previsioni della stessa Unicmi di fine anno prevedevano un leggero aumento della stessa domanda, che si sarebbe dovuta attestare a quota 4,67 miliardi e a 4,75 per il 2019.

Ripartizione delle vendite per segmento di mercato (fonte, Unicmi)
Ripartizione delle vendite per segmento di mercato (fonte, Unicmi)

Secondo l’ultima rilevazione della stessa associazione, dal 2016 in poi si è anche registrata una lieve ripresa del numero delle unità di finestre vendute, la maggior parte delle quali è destinata al mercato del rinnovo, che continua a crescere, anche se le buone prospettive per gli investimenti nelle nuove costruzioni contribuiranno a far risalire nel 2018 il mercato complessivo (nel segmento residenziale) oltre i sei milioni di pezzi venduti.

…E di quello dei serramenti metallici

Per quanto riguarda invece il settore dei serramenti metallici, dal 2014 in poi si è assistito a un’inversione di tendenza del mercato e dal 2015, infatti, il comparto ha iniziato a mostrare segnali di lieve ripresa, continuata fino al 2017 (+0,7% nel 2017) e che, secondo le previsioni dell’Unicmi, è destinata a cresce anche nel 2018 (+1%) e nel 2019 (+1,1%).

L’inversione di tendenza è stata generata dal mercato del recupero (in particolare dalla sostituzione dei serramenti che incide per il 42% sui ricavi di vendita), ma ha anche beneficiato della ripresa delle nuove costruzioni sia residenziali sia non residenziali (terziario e commerciale).

La ripresa delle nuove costruzioni sta sostenendo il mercato dei serramenti metallici (trend che secondo Unicmi è destinato a perdurare per il prossimo biennio 2018-2019 portando a un ulteriore aumento del valore di mercato che nel 2018 supererà quota 1,5 miliardi di euro), ma chi ha decisamente contribuito a sostenere la domanda sono stati gli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica.

Un fenomeno che per l’intero settore dei serramenti, nel 2017, ha generato vendite cumulate per oltre 1,56 miliardi di euro, di cui 660 milioni relativi ai serramenti in pvc, 360 milioni al comparto del legno e 530 milioni a quello dei serramenti in alluminio (il 37% della domanda totale, sempre secondo i dati diffusi dall’associazione; nda). Come conseguenza dell’aumento delle vendite nel segmento delle nuove costruzioni residenziali e non residenziali, per quest’ultimo comparto l’incidenza delle vendite realizzate nel 2017, rispetto al 2016, è scesa.

Il settore delle facciate continue

Per quanto riguarda invece il mercato italiano delle facciate continue, i numeri del 2017 confermano l’inversione di tendenza in atto dal 2014, che è in parte legata a una ripresa degli investimenti nelle costruzioni non residenziali, in particolare destinate al terziario e pubbliche. Il mercato di riferimento dei costruttori di facciate continue è principalmente quello delle nuove costruzioni non residenziali con una presenza consolidata sui mercati esteri, in particolare in Europa, Stati Uniti e Medio Oriente. Fino al 2014 si è assistito a un trend di forte crescita dell’export, che ha poi registrato una frenata nel biennio 2015 e 2016 (anche per effetto di una moderata ripresa del mercato interno), per tornare a crescere nel 2017 quando l’incidenza del fatturato realizzato, grazie all’export, ha toccato il 47% delle vendite totali.

In generale, l’associazione dei serramentisti metallici conferma le tendenze in atto e ha ipotizzato una crescita di mercato per il 2018 tra il 3 e il 4% (il consuntivo dell’anno appena concluso non è ancora disponibile; nda), con una crescita nell’ordine del 4-5% per le facciate continue. Per entrambi i mercati è possibile fornire un outlook positivo anche per il 2019.

1.- GUIDO FARE'Al neo-presidente dell’Unicmi, Guido Faré, direttore generale di Technoform Bautec Italia, abbiamo chiesto un parere rispetto alle prospettive future del settore che rappresenta.

«Indipendentemente dalle previsioni del Pil, tutti i dati di mercato confermano una ripresa degli investimenti nel settore delle costruzioni, che dovrebbe far registrare +1,8% nel 2018 e crescere dell’1,7% nel 2019 – afferma il presidente -. Questi trend sono confermarti anche dai nostri modelli previsionali per il periodo 2019-2020. Il nostro settore, poi, vede ancora preponderante il mercato della sostituzione. In questo quadro, nel 2018, le detrazioni fiscali hanno svolto un ruolo fondamentale, generando una domanda di oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro in serramenti, un valore che dovrebbe essere sostanzialmente confermato nel 2019. C’è però una minaccia: i decreti applicativi che dovrebbero uscire nei prossimi mesi. Se vi sarà l’inserimento di un limite per i prezzi a metro quadro, questo fattore produrrebbe effetti estremamente negativi sulla domanda. Sul tema l’intera filiera dei serramenti sta svolgendo un’azione di sensibilizzazione istituzionale volta a eliminare qualsiasi indicazione di prezzo minimo. Va detto che le nostre previsioni considerano un possibile rallentamento della crescita economica. Le turbolenze finanziarie avrebbero effetti drammatici sulla crescita del settore delle costruzioni e sulla domanda di serramenti e facciate. Un maggior costo dell’indebitamento frenerebbe le nuove iniziative immobiliari, con effetti sulla crescita nel comparto del nuovo, in particolare nelle costruzioni non residenziali. Il costo del denaro influenzerebbe le spese per investimenti delle famiglie, con effetti negativi sulle compravendite di abitazioni nuove e usate. Infine, il rallentamento generale dell’economia spingerebbe al ribasso anche i consumi con effetti negativi sul mercato. Senza dimenticare un altro fattore, ovvero il sostanziale blocco dei lavori pubblici».

Il Cresme ha infine elaborato la classifica dei dieci principali produttori di serramenti in base al fatturato dedotto dai bilanci aziendali. Da questa elaborazione, nel 2017, Metra risulta al primo posto con un fatturato di oltre 179,3 milioni di euro, seguita da Hydro Building System (124,6), Permasteelisa (121,5), Hoppe (102,5), Dierre (79,1), Schüco Italia (74,3), Velux (57,8), Focchi (52,4), Scrigno (48,7) e Eclisse (35,5). Per un totale di 1 miliardo e 115 milioni di euro: il 12,8% in più rispetto al 2016.

Vedi gli altri articoli dedicati agli andamenti di mercato di altri settori a partire dal XXVI° Rapporto congiunturale del Cresme

– Piastrelle di ceramica, un 2018 positivo ma non troppo
– Macchine per l’edilizia, la crescita continua
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