Un anno, quello appena trascorso, positivo per il settore, con incrementi anche consistenti. Ma non tutti i comparti hanno registrato gli stessi andamenti: split e trasferibili hanno infatti sofferto la contrazione dei consumi. Confermati gli incentivi anche per il 2019, che si preannuncia ancora positivo, incertezze economiche a parte. Parla il presidente di Assoclima, Roberto Saccone.
Il comparto dell’espansione diretta ha registrato andamenti in crescita rispetto al 2017 per i sistemi monosplit (+10,8% a volume e +10,7% a valore), multisplit (+14,7% a volume e +11,8% a valore), mini Vrf e Vrf (+16,9% a volume e +20,4% a valore) e per i climatizzatori monoblocco (+2,5% sia a volume che a valore). Non altrettanto bene i climatizzatori trasferibili, per il quali il 2018 si è chiuso con un decremento del 15% a valore, a fronte però di un +6,6% a volume.
Performance discrete a livello di volumi (+9%), ma con un decremento a valore dell’8,7%, sono state rilevate nel segmento delle unità di trattamento aria, mentre hanno chiuso il 2018 con un segno negativo i condizionatori packaged e rooftop, che a fine dicembre riportavano un calo del 29,1% a volume e del 13,3% a valore.
Ancora in crescita il trend delle apparecchiature idroniche condensate ad aria (+16,9% a volume e +14,2% a valore), che con i ventilconvettori costituiscono i più importanti segmenti per fatturato del comparto centralizzato.
Anche nell’ultimo trimestre 2018 è stata confermata la preponderanza dei valori positivi nelle versioni a pompa di calore, che in quasi tutte le fasce di potenza hanno registrato aumenti percentuali a due cifre, compensando il calo delle unità solo freddo, soprattutto nelle fasce di potenze fino a 50 kW.
L’indagine Assoclima ha registrato numeri positivi per tutte le tipologie di ventilconvettori: standard con mantello (+2,8% a volume e +5,5% a valore), standard senza mantello (+9,8% a volume e +9,4% a valore), cassette (+8,3% a volume e +10,9% a valore) e hi-wall (+17,8% a volume e +18,7% a valore).
In negativo, nel comparto delle soluzioni idroniche, solo i gruppi frigoriferi condensati ad acqua, che hanno chiuso il 2018 con un -12,1% a volume e un leggero decremento a valore del -0,8%.

Il XXVI° Rapporto congiunturale del Cresme si sofferma invece sui dati 2017, in particolare per ciò che riguarda l’andamento delle principali aziende del settore, producendo la classifica delle prime dieci per volume di fatturato.
In testa alla speciale graduatoria è Ariston Thermo, con un fatturato che supera i 487,4 milioni di euro e un +8% sull’anno precedente. Piuttosto staccate, con 353,7 milioni Riello (+8,3%) e Baxi con 246,5 milioni (+14,3%). Dal quarto al decimo posto figurano Aermec (211,8 milioni; +8,5%), Mitsubishi (210,8; +18,5%), Immergas (178,3; +15,8%), Carel Industries (166,1; +7,5%), Fondital (150,9; +10,8&), Ferroli (135,2; +30,2%) e infine Vaillant (118; +2,3%).
Articoli dedicati agli andamenti di mercato di altri settori a partire dal XXVI° Rapporto congiunturale del Cresme:
