Il trullo pugliese: storia, arte, tecnica e bioclimatica della costruzione in pietra a secco 11/08/2026
A cura di: Raffaella Capritti Indice degli argomenti Toggle Come funziona DOMINO: moduli, taglie e prestazioni climaticheLe prestazioni dei moduli di DOMINOMateriali e logica circolareUna rete di rifugi entro le Mura: dai costi alle localizzazioni Un sistema di moduli componibili per portare ombra, acqua e ventilazione tra le vie della città rinascimentale, senza impianti attivi e senza toccare il suolo storico. È DOMINO, il progetto vincitore del concorso di idee per i “rifugi climatici” di Ferrara, promosso dalla Fondazione degli Architetti insieme all’Ordine degli Architetti. La proclamazione del progetto vincitore guidato dall’Arch. Andrea Rinaldi dello studio “Laboratorio di Architettura” è avvenuta lo scorso 20 luglio, in occasione della conferenza finale del progetto Interreg CAMPUS al Country Club Fossadalbero. Il concorso chiedeva soluzioni per rispondere alle ondate di calore urbane entro le Mura cittadine, su aree e beni pubblici, senza compromettere i valori storici, monumentali e paesaggistici del patrimonio UNESCO ferrarese. L’iniziativa nasce all’interno del progetto europeo CAMPUS “Climate Adaptation Plans for UNESCO sites“, coordinato dal Comune di Ferrara. Il progetto, che ha visto l’Università IUAV come partner scientifico, ha individuato per il sito ferrarese tre rischi principali: alluvioni, ondate di calore e periodi prolungati di siccità. Il rifugio climatico è una delle prime azioni attuative del Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PAC), e lo studio di fattibilità serve a definirne soluzioni tecniche, localizzazioni e stime di costo. Al vincitore è andato un premio di 7.000 euro. Come funziona DOMINO: moduli, taglie e prestazioni climatiche Il nome richiama il gioco del domino e ne sintetizza la logica: componibilità, flessibilità, reversibilità. Il sistema si fonda su due tipologie base da 240 × 240 × 300 cm. Il Tipo A è un involucro protettivo, il Tipo B un porticato su sottili pilotis in acciaio. Da queste due matrici il progetto scala in sei taglie, da XS a XXL, con funzioni crescenti. I moduli piccoli (XS, S, M) definiscono punti di sosta ombreggiata con sedute, ricarica da fonte rinnovabile, ventilazione, punto acqua e, dove possibile, nebulizzazione. I moduli intermedi (L, XL) aggiungono rifugi aperti con servizi pubblici. I moduli maggiori (XXL e oltre) costruiscono spazi chiusi conformati a corte, pensati per essere utilizzati durante le ondate di calore o gli eventi meteorologici intensi. L’intero sistema è progettato a secco, con componenti prodotti off-site, smontabili, ricollocabili e riutilizzabili. Le fondazioni sono superficiali, con profondità massima di 20 cm, e reversibili, per restare compatibili con la delicatezza del suolo storico. Le prestazioni dei moduli di DOMINO Secondo la relazione di progetto, ogni modulo di DOMINO integra cinque funzioni climatiche misurabili. L’aspetto più interessante riguarda la temperatura: il progetto stima una riduzione da 36 °C a 28 °C senza impianti attivi, affidata alla combinazione di schermatura, evaporazione adiabatica e ventilazione. A queste si affiancano la produzione di energia rinnovabile e il trattamento dell’aria urbana attraverso superfici fotocatalitiche. Le prestazioni sono le seguenti: Temperatura: riduzione da 36 °C a 28 °C senza impianti attivi Energia: 1 kWp da fonte rinnovabile per modulo, tramite pannelli fotovoltaici Acqua: raffrescamento per evaporazione adiabatica Ventilazione: ventilazione meccanica per il benessere termico Aria: rimozione di ossidi di azoto e anidride solforosa per fotocatalisi Materiali e logica circolare La scelta dei materiali segue criteri di riusabilità, durata e inserimento urbano. La pelle esterna è in alluminio opaco, con l’alternativa dell’involucro in Krion® solid surface. Le parti strutturali sono in legno e acciaio, i tamponamenti in pannelli di legno composito a fibre orientate da scarto (OSB da legno riciclato), gli isolanti in poliestere e fibre tessili riciclate o in materiale termoriflettente. Le superfici tecniche sono in resina lavabile. La palette richiama i toni del laterizio e della terra, o agisce per contrasto sul bianco. È una filiera pensata per l’economia circolare: materie seconde, montaggio e smontaggio a secco, riuso dei componenti a fine ciclo. Una rete di rifugi entro le Mura: dai costi alle localizzazioni DOMINO non è un manufatto isolato ma una rete minima di nodi collegati da tratte percorribili in circa dieci minuti a piedi, capace di connettere monumenti, flussi turistici e percorsi quotidiani. Tra i punti individuati figurano Porta degli Angeli, Palazzo dei Diamanti, viale Cavour, largo Castello, corso Giovecca, piazza Gobetti, Porta Paola e via del Cammello. La rete è concepita per essere estesa nel tempo lungo gli itinerari climatici e in prossimità delle aree più esposte. Il quadro economico di massima quantifica il costo di realizzazione del singolo modulo Tipo A in 9.121,78 euro e valorizza tre installazioni-tipo, coincidenti con altrettanti siti della rete. Gli importi complessivi includono IVA al 10%, spese tecniche e sicurezza, cassa previdenziale e una quota per imprevisti del 5%. Taglia (sito) N. moduli Costo di realizzazione Totale (IVA, spese tecniche e imprevisti) M — corso Giovecca 3 31.265,34 € 42.102,16 € L — piazza Gobetti 5 52.208,90 € 69.021,84 € XXL — Porta Paola 8 83.574,24 € 108.433,90 € Con questa impostazione DOMINO traduce le misure del PAC in luoghi fisici, replicabili e modificabili. L’obiettivo è restituire alla città storica spazi in cui fermarsi, orientarsi e trovare sollievo nei periodi di calore più intenso, mantenendo leggibile il patrimonio e limitando l’impatto sul suolo. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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