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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Otto terreni per 50 ettari: dove si trovano le aree in garaESCO, Comuni e CER: come funziona il modello di concessioneIl punteggio premiale per le Comunità Energetiche RinnovabiliDalla fase pilota del 2025 ai nuovi bandiFAQ bandi dell’Agenzia del Demanio per il fotovoltaicoChi può partecipare ai bandi dell’Agenzia del Demanio per il fotovoltaico su terreni statali?Quanti terreni riguardano i nuovi bandi e in quali regioni si trovano?I terreni dello Stato vengono venduti o concessi?Perché i progetti con una Comunità Energetica Rinnovabile ricevono un punteggio più alto?Che differenza c’è rispetto ai bandi pilota del 2025? Otto terreni pubblici oggi inutilizzati potranno ospitare nuovi impianti fotovoltaici. L’Agenzia del Demanio ha pubblicato sei bandi rivolti alle Energy Service Company (ESCO) per la concessione di aree statali da destinare alla produzione di energia rinnovabile, con l’obiettivo di trasformare beni fermi da tempo in asset produttivi e, insieme, di alimentare lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). L’iniziativa arriva a poco più di un anno dal progetto pilota avviato nell’aprile 2025 e conferma un modello di partenariato pubblico-privato in cui lo Stato mette a disposizione i terreni, mentre gli operatori privati si assumono investimenti, realizzazione e gestione degli impianti. Come è ben noto, la dipendenza dell’Italia dalle importazioni energetiche e il peso dei costi dell’energia su famiglie, imprese e Pubbliche Amministrazioni spingono verso l’aumento della produzione nazionale da fonti rinnovabili e i bandi del Demanio vanno in questa direzione. Otto terreni per 50 ettari: dove si trovano le aree in gara Le aree messe a gara sono otto, per una superficie complessiva di circa 50 ettari, distribuite da Nord a Sud in sei regioni: Abruzzo, Campania, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Veneto. Si tratta di terreni già individuati come idonei all’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, secondo i criteri fissati dal D.Lgs. 199/2021. La concessione avviene ai sensi dell’art. 3-bis del D.L. 351/2001 (convertito in L. 410/2001): lo Stato non aliena i beni, ma li affida in valorizzazione per un periodo definito, mantenendone la proprietà. Regione Comune (Provincia) Note Abruzzo Chieti (CH) Due terreni in un unico avviso Campania Caivano (NA) Fondo Peschiera Lombardia Montichiari (BS) Porzione ex Caserma Serini (scheda BSB0577) Lombardia Montodine (CR) Scheda CRB0423 (stesso avviso di Montichiari) Piemonte Casale Monferrato (AL) — Sicilia Porto Empedocle (AG) Contrada Durrueli Veneto Belluno (BL) — I sei avvisi sono disponibili sul portale gare dell’Agenzia del Demanio, uno per ciascun lotto territoriale (con Abruzzo e Lombardia che raggruppano due terreni ciascuno). I bandi dedicano attenzione alla qualità progettuale e alle opere di mitigazione paesaggistica delle infrastrutture, elemento che pesa sulla valutazione delle proposte insieme all’inserimento nel contesto locale. ESCO, Comuni e CER: come funziona il modello di concessione I bandi si rivolgono alle ESCO, società specializzate nella progettazione, realizzazione, gestione e finanziamento di interventi di efficienza energetica e produzione di energia. Nel modello proposto dal Demanio sono gli operatori privati a sostenere gli investimenti e a farsi carico della gestione degli impianti, restituendo allo Stato il valore di un patrimonio altrimenti improduttivo. È lo stesso schema win-win già sperimentato nella fase pilota. Il punteggio premiale per le Comunità Energetiche Rinnovabili L’elemento che caratterizza questi bandi è la premialità riservata ai progetti che prevedono la costituzione o l’adesione a una CER con il coinvolgimento di almeno un Comune. La scelta ha una logica precisa: attraverso la Comunità Energetica, l’energia condivisa può ridurre i costi per gli aderenti e, in particolare, per gli edifici pubblici inseriti nella configurazione, come scuole, biblioteche e sedi comunali, grazie agli incentivi erogati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). La presenza dell’ente locale collega così la valorizzazione del terreno statale ai fabbisogni energetici del territorio, andando oltre il semplice modello di produzione e vendita dell’energia. Dalla fase pilota del 2025 ai nuovi bandi La nuova serie di bandi amplia l’iniziativa partita nell’aprile 2025, quando l’Agenzia del Demanio aveva pubblicato i primi quattro avvisi relativi ai terreni di Lecce, Campomarino, Spilimbergo e Narni. Anche in quel caso le gare erano rivolte alle ESCO e prevedevano la possibilità di vendere l’energia prodotta sul mercato oppure di inserirla in configurazioni di autoconsumo, comprese le CER. Il passaggio da quattro a otto terreni segnala la volontà di consolidare un approccio che punta a mettere a sistema, in modo strutturale, la valorizzazione energetica del patrimonio dello Stato. FAQ bandi dell’Agenzia del Demanio per il fotovoltaico Chi può partecipare ai bandi dell’Agenzia del Demanio per il fotovoltaico su terreni statali? I sei avvisi sono rivolti alle Energy Service Company (ESCO), operatori specializzati nella progettazione, realizzazione, gestione e finanziamento di impianti per la produzione di energia e l’efficienza energetica. Sono le ESCO a sostenere gli investimenti e ad assumersi la responsabilità della gestione degli impianti fotovoltaici. Quanti terreni riguardano i nuovi bandi e in quali regioni si trovano? Le aree in gara sono otto, per circa 50 ettari complessivi, distribuite in sei regioni: Abruzzo (due terreni a Chieti), Campania (Caivano), Lombardia (Montichiari e Montodine), Piemonte (Casale Monferrato), Sicilia (Porto Empedocle) e Veneto (Belluno). I terreni dello Stato vengono venduti o concessi? Non vengono alienati. La procedura, prevista dall’art. 3-bis del D.L. 351/2001 (convertito in L. 410/2001), affida i terreni in concessione o locazione di valorizzazione per un periodo definito: lo Stato mantiene la proprietà, mentre l’operatore privato realizza e gestisce l’impianto. Perché i progetti con una Comunità Energetica Rinnovabile ricevono un punteggio più alto? Perché la CER consente di redistribuire sul territorio i benefici della produzione rinnovabile. Con il coinvolgimento di almeno un Comune, l’energia condivisa e gli incentivi del GSE possono ridurre i costi energetici degli edifici pubblici, collegando la valorizzazione del terreno alle esigenze della comunità locale. Che differenza c’è rispetto ai bandi pilota del 2025? La sostanza del modello resta la stessa, ma la scala aumenta: dai quattro terreni del pilota di aprile 2025 (Lecce, Campomarino, Spilimbergo e Narni) si passa agli otto della nuova tornata, con un’attenzione più marcata alla qualità progettuale, alla mitigazione paesaggistica e alla premialità per le CER. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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