Tolleranze costruttive dopo il Salva Casa: dove finiscono gli scostamenti e iniziano gli abusi? 26/02/2026
A cura di: Raffaella Capritti Indice degli argomenti Toggle Dal prodotto alla soluzione: la centralità dell’efficienza di sistemaUn perimetro che abbraccia residenziale, commerciale e industriaData center: un mercato destinato a raddoppiareService, digitalizzazione e valore dell’impianto2026: refrigeranti naturali e nuove pompe di calore Il mercato europeo dell’energia e della climatizzazione sta entrando in una fase in cui a decarbonizzazione e sostenibilità si deve necessariamente accompagnare la capacità di gestire la “complessità”: volatilità dei prezzi, domanda elettrica in crescita, esigenze di continuità operativa (soprattutto nel terziario evoluto e nell’industria) e un quadro tecnologico sempre più articolato. In questo contesto si colloca la nascita ufficiale di Carrier Climate Solutions Europe (CSE), la nuova organizzazione che integra competenze e portafoglio di Carrier e Viessmann Climate Solutions, i cui obiettivi strategici sono stati recentemente presentati da Stefano Dallabona, Managing Director di CSE in Italia. Stefano Dallabona Il punto di forza è evidente: un unico interlocutore per accompagnare clienti e progettisti nella scelta della soluzione più coerente con l’applicazione e con il vettore energetico disponibile, dal residenziale fino ai grandi impianti industriali e ai data center. Un momento della conferenza stampa di presentazione del Gruppo CSE “Al momento crediamo che non ci siano altri player in grado di offrire, da un’unica mano, una gamma estremamente ampia di soluzioni per la climatizzazione e per l’efficientamento con qualsiasi vettore energetico per tutte le applicazioni, da quelle residenziali a quelle commerciali e industriali.” — Stefano Dallabona. La nascita di Carrier Climate Solutions Europe – “player globale che sviluppa più di 20 miliardi di dollari di fatturato“, si inserisce in un mercato in cui la domanda elettrica cresce, le rinnovabili aumentano ma la gestione della rete resta complessa, e l’industria richiede soluzioni sempre più integrate. Negli ultimi anni, l’Europa ha visto un’accelerazione significativa nella crescita delle energie rinnovabili. Secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nel 2024 le rinnovabili hanno coperto circa il 47% della produzione elettrica totale in Europa, con l’Italia che segue la stessa traiettoria, arrivando a una quota del 41% nel 2025, con consumi pari a 311,3 TWh. Tuttavia, nonostante i progressi, il mix energetico rimane ancora dominato da fonti fossili, e la crescente domanda di energia – stimata in un aumento annuo di circa il 2% – crea sfide in termini di affidabilità e flessibilità della rete. Senza dimenticare che il mercato italiano è caratterizzato da costi energetici tra i più alti in Europa. Dal prodotto alla soluzione: la centralità dell’efficienza di sistema Il messaggio più chiaro emerso dall’incontro con Stefano Dallabona non riguarda la dimensione del gruppo, ma l’approccio progettuale. CSE punta a ridefinire il modo in cui il mercato affronta il tema clima-energia, superando la logica del “prodotto da catalogo” per adottare una metodologia che parte dall’analisi del fabbisogno energetico e operativo del cliente. Non si tratta di proporre sempre la stessa tecnologia, ma di individuare la combinazione più coerente in termini di rendimento globale, continuità di esercizio e sostenibilità economica. “Si parte sempre dall’esigenza del cliente per comprendere quale sia il prodotto migliore tra i molti a catalogo. La linea guida è l’efficienza del sistema, ha spiegato Dallabona: è meglio ricorrere a un sistema a gas efficiente che a un sistema a energia rinnovabile completamente inefficiente o inutile. È importante rilevare che una quota rilevante della domanda di energia è coperta ormai dalle rinnovabili. Una quota rilevante però non significa che tutti i consumi sono copribili dalle rinnovabili: le fonti rinnovabili hanno per natura una variabilità elevata, quindi è necessario continuare ad assicurarsi il migliore mix energetico possibile”. Questo significa che la scelta può ricadere su pompe di calore, sistemi ibridi, soluzioni a gas ad alta efficienza o combinazioni integrate con fotovoltaico e accumulo, in funzione del contesto reale: disponibilità di potenza elettrica, vincoli di rete, profilo di carico, obiettivi di investimento. L’integrazione tra Carrier e Viessmann consente di coprire l’intero spettro: caldaie a condensazione (tecnologia che ha visto Viessmann tra i pionieri), pompe di calore, sistemi VRF, chiller industriali, soluzioni per data center, fotovoltaico e storage. Il vantaggio per il cliente qual è? “Ha la massima competenza possibile, la massima focalizzazione su uno specifico settore e tutta la gamma dei prodotti a disposizione in tutti i settori: residenziale, commercio, industriale, fotovoltaico“. La produzione in Europa costituisce un elemento fondamentale per la strategia di CSE: l’azienda dispone di impianti produttivi e centri di eccellenza in Germania, Francia, Spagna e Polonia, supportati da una filiera snella e affidabile che assicura elevati standard qualitativi, continuità nelle forniture e una rapida capacità di adattamento alle necessità del mercato. Un perimetro che abbraccia residenziale, commerciale e industria La nuova organizzazione italiana si articola in quattro ambiti operativi: residenziale e commerciale HVAC, fotovoltaico residenziale e commerciale, industria e service. L’obiettivo non è soltanto ampliare la gamma, ma integrare competenze storicamente separate. Carrier – che ha ricordato Dallabona, ha praticamente inventato l’aria condizionata nel 1902 – porta in dote una forte presenza nel commerciale e nell’industria, inclusi i sistemi per data center; Viessmann una tradizione consolidata nel riscaldamento residenziale e nella transizione verso le pompe di calore. La complementarità è uno degli elementi centrali del nuovo assetto, con la forza di una sola organizzazione commerciale strutturata per segmenti di mercato. “Il nostro obiettivo è permettere ai due brand di esprimere appieno il proprio potenziale, ciascuno nel proprio ambito di eccellenza, ma con una visione condivisa e una forte attenzione alle esigenze del cliente finale”. Data center: un mercato destinato a raddoppiare Uno dei focus più rilevanti emersi riguarda l’impatto crescente dei data center sui consumi energetici. Secondo le stime, il mercato italiano vale circa 3 miliardi di dollari e potrebbe raddoppiare entro il 2030, trainato da intelligenza artificiale e cloud computing. Si tratta di un segmento dove raffrescamento, affidabilità e continuità operativa sono determinanti. Qui l’esperienza Carrier nel cooling industriale diventa leva strategica. “I data center rappresentano un segmento high-tech. Richiedono soluzioni HVAC caratterizzate da livelli estremi di efficienza energetica, affidabilità assoluta e continuità operativa 24/7, requisiti che si allineano perfettamente con l’esperienza di Carrier”. Ma c’è anche un secondo tema: la possibilità di ridurre l’impatto ambientale attraverso sistemi ad alta efficienza e il recupero di calore, ad esempio per alimentare reti di teleriscaldamento o applicazioni secondarie. Una prospettiva che collega il mondo dei data center alla pianificazione energetica urbana. “È essenziale questo, perché il problema maggiore dei data center è che deve essere mantenuta una certa temperatura, e serve moltissima energia per alimentarli. Hanno specifiche esigenze di climatizzazione e di stabilità della temperatura, quindi un sacco di energia impiegata che può essere dissipata o riutilizzata”. Service, digitalizzazione e valore dell’impianto Altro asse strategico è il service. Non più inteso come semplice assistenza post-vendita, ma come piattaforma di gestione continuativa dell’impianto. L’integrazione delle reti Carrier e Viessmann consente di contare su migliaia di installatori qualificati (oltre 7.000 tra HVAC ed elettrici) e su una struttura commerciale e tecnica capillare sul territorio. Il modello si orienta verso contratti di manutenzione evoluti, monitoraggio remoto e manutenzione predittiva. In questo quadro si inserisce anche il programma Powered by Viessmann, che prevede un database di impianti qualificati con valore certificato. L’obiettivo è rendere tracciabile la qualità progettuale e installativa, trasformando l’impianto in un asset misurabile nel tempo. L’efficienza energetica e l’adozione di soluzioni avanzate quando si riqualifica un immobile, possono non solo migliorare le prestazioni dell’edificio, ma anche aumentarne il valore sul mercato. In questo contesto, Powered by Viessmann rappresenta un progetto pensato per certificare tale valore. “Ogni impianto che aderisce a questo disciplinare riceve una targhetta numerata, segno che l’abitazione ha subito una serie di controlli rigorosi e che rispetta alti standard di efficienza e qualità, elevando così il suo valore commerciale e assicurando una maggiore sostenibilità nel tempo“. 2026: refrigeranti naturali e nuove pompe di calore Guardando ai prodotto, l’orientamento è netto verso le pompe di calore con refrigeranti naturali, in particolare R290, in linea con l’evoluzione normativa europea sugli F-gas e con la progressiva riduzione delle soglie GWP. Altro focus sarà dedicato ai sistemi di accumulo fotovoltaico. Dallabona ha inoltre anticipato che a KEY di Rimini (4/6 marzo stand B7/240) sarà presentata una nuova pompa di calore residenziale caratterizzata da elevata silenziosità, compattezza e prestazioni migliorate rispetto alla generazione precedente. Un aspetto che, nel mercato italiano, incide direttamente sulla fattibilità di molte installazioni in contesti condominiali o urbani densi. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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