Sono oltre 500 le candidature inviate da tutta Italia per rispondere alla call “Arcipelago Italia” lanciata a giugno 2017 da Mario Cucinella, incaricato dal MiBACT come curatore del Padiglione Italia alla 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Obiettivo dell’iniziativa è stato quello di avviare un’indagine conoscitiva su progetti realizzati o in corso di costruzione capaci di sottolineare il ruolo che l’architettura contemporanea può svolgere all’interno di insediamenti distanti dai grandi centri, spesso percepiti come luoghi marginali e di passaggio. Le numerose candidature stanno richiedendo un attento lavoro di lettura e analisi, che procede di pari passo allo sviluppo del progetto del Padiglione Italia di quest’anno. “La grande attenzione da parte dei professionisti e degli studi italiani, e di altri con base all’estero – spiega Federica Galloni, Direttore Generale della DGAAP del MiBACT – dimostra l’importanza del tema affrontato, in linea con le scelte strategiche e le iniziative, attente a tutto il territorio italiano, portate avanti dalla nostra Direzione in questi anni”. In un quadro nazionale che vede il nord più partecipe, le regioni che spiccano per la quantità di opere presentate sono Lombardia, Veneto e Sicilia, mentre Molise, Valle d’Aosta e Basilicata risultano meno rappresentate. Come peraltro richiesto dal bando, l’80% della candidature riguarda realizzazioni degli ultimi 5 anni. Entrando più nel dettaglio delle proposte, diverse sono le tipologie dei progetti presentati e su diverse scale, dal singolo intervento (451) fino all’intero insediamento (60), o alla scala territoriale (16). A vario titolo gran parte delle proposte esprimono un rapporto di giusta misura con il contesto entro il quale gli interventi sono inseriti. “Ne emerge un panorama complesso – continua Cucinella – con un’idea di comunità che spesso è esito di un’iniziativa corale da parte di soggetti privati e pubblici, dove spiccano la buona qualità del progetto e il valore aggiunto del processo che lo ha generato”. Particolare attenzione è rivolta ai temi della rigenerazione urbana e del recupero dell’esistente, di cui spesso sono driver proprio la produzione e l’accessibilità della cultura. Temi particolarmente cari alla stessa DGAAP che si è fatta promotrice di eventi e iniziative dedicate al rapporto tra cultura e patrimonio urbano. Decisive, tra le candidature della call, risultano anche le infrastrutture legate all’energia e alla mobilità lenta e i luoghi di lavoro coerenti con i saperi e le risorse di specifici contesti rurali. Altri argomenti trainanti, infine, sono gli edifici e i dispositivi per la fruizione e la sosta temporanea di aree di particolare pregio paesaggistico e i tentativi di preservare l’identità collettiva tramite edifici di uso pubblico in area sismica. Per quanto riguarda le tipologie funzionali, rispondendo alla call dedicata a quattro temi specifici (Abitare, Connettere, Condividere e Progredire, Hardware e Software delle aree interne) si è riscontrata una grande attenzione apprezzando progetti che appartengono contestualmente a più categorie e dove l’ibridazione diventa moltiplicatore del valore architettonico. Sono 221 le proposte che appartengono alla categoria Abitare, “opere di architettura in cui venga esaltata l’armonia tra la componente umana e naturale del paesaggio, condizione essenziale per la resilienza dei territori”; 76, invece, riguardano la funzione del Connettere, “infrastrutture e reti (materiali e immateriali) che connettono i centri abitati, finalizzate a migliorare l’accessibilità di luoghi potenzialmente isolati, garantendo la fornitura di servizi essenziali”; 291 sono i progetti che facilitano il Condividere, “realizzazioni che hanno un impatto sul tessuto sociale di un luogo, con l’intento di migliorare la qualità della vita e incrementare l’appetibilità per chi vorrebbe abitarvi”; infine sono 139 le proposte che rientrano nella categoria Progredire, “opere che innescano dinamiche virtuose con i settori produttivi locali, perseguendo il benessere e lo sviluppo delle comunità secondo un approccio in cui l’innovazione supporta e amplifica il valore della tradizione”. Il processo di selezione e valutazione delle proposte ricevute è in corso ed entro il 15 dicembre il curatore del Padiglione Italia Mario Cucinella si riserva di dare comunicazione tramite mail ufficiale esclusivamente a coloro che hanno presentato opere e progetti ritenuti di interesse. Tra i criteri di valutazione, in sintonia anche con il tema previsto dalla 16. Mostra Internazionale di Architettura Freespace, curata da Yvonne Farrel e Shelley McNamara: l’empatia con i luoghi, ovvero la capacità di integrarsi e interpretare l’identità dei siti, con i quali si stabiliscono legami virtuosi e imprescindibili; la misura, ovvero un rapporto di proporzioni tra l’opera e il contesto che risulti in equilibrio a prescindere dalla scala di intervento; l’impatto sociale, ovvero la capacità di implementare le opportunità di relazione sociale all’interno della comunità. L’apertura della 16. Mostra Internazionale di Architettura è prevista per sabato 26 maggio e la chiusura per domenica 25 novembre 2018. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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