DL Infrastrutture, sospensione del recupero dell’anticipazione nei lavori pubblici: cosa prevede 11/09/2026
In Italia sono circa 15.000 le aree industriali dismesse, e la crisi attuale non farà che peggiorare questa situazione, con la continua chiusura di siti industriali ed artigianali. Il recupero e la bonifica delle stesse diviene, dunque, una priorità; purtroppo però sorge il problema di come gestire e trattare i materiali di scavo. Di tutto questo si è parlato al convegno “Rifiuti 2013: riqualificazione aree dismesse e rischio sito” svoltosi l’11 giugno scorso, presso il Palazzo Isimbardi a Milano. Il problema rifiuti è molto dibattuto ed è una materia in costante evoluzione, anche dal punto di vista legislativo. Tra le novità più recenti in materia, c’è anche il riavvio del sistema SISTRI per la tracciabilità dei rifiuti pericolosi, – previsto a partire dal prossimo 1 ottobre – in relazione al quale il nuovo Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha recentemente aperto un Tavolo di consultazione con i soggetti interessati, coordinato dal Prof. Edo Ronchi. Nella prima parte del convegno, si è dibattuto in merito alle principali novità legislative del settore rifiuti, con la presentazione del riavvio del Sistema SISTRI e del DM 161/2012 sul trattamento delle terre e rocce da scavo e dei materiali provenienti da siti contaminati. Si è parlato inoltre delle novità nella gestione rifiuti, derivanti dall’estensione della 231/01 e del recente DM 22/2013, relativo alla disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto per determinate tipologie di combustibili solidi secondari. La seconda parte del convegno è stata dedicata alle best practice del settore, con la presentazione di progetti realizzati in Italia e all’estero nel campo della bonifica e della riqualificazione aree industriali dismesse, con un’attenzione particolare alla valutazione ambientale strategica e alla pianificazione urbanistica e del territorio. Organizzato da MGP Cultura, Immagine e Comunicazione, con il sostegno di AUMA Italiana, Ecoman, Mecoris, MWH Global e Unirecuperi il convegno ha ottenuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Provincia di Milano, in virtù dell’interesse delle tematiche affrontate. “L’Amministrazione ha accolto senza indugio la proposta di ospitare, a Palazzo Isimbardi, la seconda edizione del convegno – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Milano, On. Guido Podestà. – Si parlerà, infatti, di temi di grande attualità: penso agli interventi tesi a riqualificare le aree dismesse in vista di Expo o alla tracciabilità dei rifiuti speciali. Ambiti per i quali l’Amministrazione ha investito notevoli risorse. Il nostro obiettivo è, del resto, quello di rendere il nostro territorio più salubre e a misura di cittadino”. “Tra i compiti istituzionali della Provincia c’è quello del controllo e della certificazione del completamento degli interventi di bonifica. – ha dichiarato l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Milano, Cristina Stancari. – “Gli interventi di bonifica riguardano situazioni e casi notevolmente diversi, dalle piccole aree corrispondenti ai punti vendita carburanti, alle aree interferite con la realizzazione di grandi opere fino ai poli industriali e alle aree dismesse oggetto di grandi trasformazioni e riqualificazioni urbanistiche. Il numero dei siti attualmente soggetti a procedimenti di bonifica nelle varie fasi progettuali (indagine, bonifica, messa in sicurezza) è superiore a mille. I siti bonificati, certificati e restituiti a un pieno riutilizzo, a partire dall’emanazione della prima norma sulle bonifiche, fino al 2012 sono 761 di cui 86 nel solo 2012. Risulta notevole infine, in tema di bonifiche, sottolineare il valore del recupero di queste aree in termini economici e di rilancio delle attività ad esse connesse”. Una manifestazione che rappresenta un contributo importante alla riflessione sulla strategia di sistema per la riqualificazione ed innovazione territoriale e urbana. – dichiara l’Assessore Moda, Eventi, Expo della Provincia di Milano, Silvia Garnero. – Ancora più significativa in avvicinamento a EXPO 2015 quale opportunità irripetibile per la promozione di azioni che possano lasciare un’eredità positiva per la presente e le future generazioni e per la nostra Provincia. L’esposizione Universale offre infatti a Milano e all’intera Lombardia un’occasione per orientare le trasformazioni del territorio verso il contenimento delle risorse e degli impatti generali sull’ambiente”. “Lo sviluppo industriale che ha caratterizzato l’Italia dal dopoguerra agli anni 70/80 è stato un elemento trainante ma, a fronte di una crescita economica, non sono stati considerati gli aspetti e gli equilibri ambientali che si andavano a modificare. – sostiene Paolo Massarini, Presidente del Comitato Scientifico. – La mancanza di una politica di tutela ha dato luogo ad un numero elevato di siti potenzialmente contaminati, che si stimano essere oltre 15.000 in tutto il Paese. L’importanza di questo convegno sta nell’affrontare il tema anche in relazione ad auspicati processi di Reindustrializzazione delle aree che, soprattutto in certi contesti urbani, hanno un valore fondiario rilevante”. La semplificazione e l’aggiornamento legislativo sono il primo passo verso l’avviamento dei progetti di riqualificazione delle aree dismesse. Secondo Stefano Susani, Amministratore Delegato MWH in Italia: “L’entrata in vigore del D.M. Ambiente n° 161/12 ha aperto delle prospettive interessanti per il settore del decommissioning, chiarendo le modalità con cui è possibile considerare le terre e rocce da scavo, provenienti da siti contaminati, alla stregua di sottoprodotti. Questo apre la strada, come suggerito dall’ordinamento comunitario, ad una gestione più razionale delle risorse naturali. Come MWH, porteremo al convegno un esempio della nostra esperienza internazionale, che coniuga in maniera intelligente obiettivi di tutela ambientale in un’area protetta, con un progetto residenziale che conserva degli elementi di archeologia industriale”. Un elemento fondamentale, nel processo di recupero di un’area abbandonata, è sicuramente la Valutazione Ambientale Strategica, come spiega Paolo Cecchetti dell’Università di Urbino – ECOMAN: “La Valutazione Ambientale Strategica, ha il compito di verificare la coerenza delle proposte programmatiche e pianificatorie con gli obiettivi di sostenibilità ambientale. Una corretta applicazione della VAS, consentirà alle Pubbliche Amministrazione di riqualificare le aree dismesse, attraverso modifiche agli strumenti urbanistici, alla fine di un processo decisionale che abbia preso in considerazione in egual misura le esigenze ambientali, economiche, e sociali”. Il problema della bonifica e della riqualificazione ambientale è un elemento della più ampia strategia di gestione dei rifiuti, che sta diventando un argomento sempre più dibattuto nel nostro paese. Fondamentale è avere un approccio lungimirante, che consideri il rifiuto non come un onere da gestire, ma come una risorsa. Anche in Italia, si stanno facendo molti passi avanti in questo settore, come conferma Maurizio Brancaleoni di Auma Italiana: “L’automazione degli impianti di termovalorizzazione utilizza oggi sistemi di controllo in linea con le più moderne tecnologie, grazie all’ampia disponibilità di prodotti “intelligenti”. La strumentazione a microprocessori è oggi una realtà consolidata che offre enormi vantaggi, sia in termini di affidabilità e durata che di integrazione con i sistemi di supervisione: l’enorme capacità di gestione e di immagazzinamento dati che permettono una diagnostica preventiva, a vantaggio degli operatori e a tutela della sicurezza degli impianti e nel rispetto dell’ambiente. Gli attuatori elettrici, a loro volta, vengono sempre più scelti ed utilizzati per la motorizzazione di valvole e serrande, grazie alle loro caratteristiche di modularità e facilità d’uso”. Per ulteriori informazioni www.mgpcomunicazione.it Aree industriali dismesse: come gestirle e riqualificarle? 2 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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