Il trullo pugliese: storia, arte, tecnica e bioclimatica della costruzione in pietra a secco 11/08/2026
Esprime una ancora più marcata delusione per altre norme che avrebbero potuto essere contenute nello stesso decreto e che invece sono assenti in maniera inspiegabile, in quanto anch’esse a “costo zero” e relative a questioni ormai mature, la cui definizione sarebbe stata assai utile per migliorare la qualità delle nostre città contribuendo nel contempo al superamento della crisi che oggi le colpisce in modo particolare, riducendo la loro competitività nel contesto internazionale. Il primo elemento di critica che l’INU solleva riguarda la concessione del diritto di superficie per le aree demaniali di costa e di spiaggia. Per questo aspetto, l’INU si associa alle molte critiche provenienti da tutte le Associazioni ambientaliste italiane, che hanno evidenziati i pericoli insiti in tale disposizione che, di fatto, privatizza per novanta anni un bene pubblico, seppure già concesso temporaneamente in uso a operatori privati. Non è tanto il pericolo di una possibile edificazione incontrollata che muove la preoccupazione dell’INU, dato che il diritto di superficie non è automaticamente connesso ad un diritto di costruzione e considerato che una trasformazione di tali aree comporterebbe comunque un assenso dei Comuni e delle Regioni interessate, oltre che dell’Agenzia del Demanio e dell’Agenzia delle Entrate, quanto la sostanziale privatizzazione di tali aree che eliminerebbe per un periodo assai lungo, novanta anni appunto, qualsiasi forma di concorrenza per la ricerca delle migliori soluzioni d’uso e di tutele per tali parti fondamentali del nostro territorio, che sono anche componenti primarie del nostro paesaggio. In questo senso vanno anche le critiche espresse dalla Comunità Europea alle quali l’INU si associa senza riserve. Ancora una volta prevale, quindi, la volontà di “fare cassa” da parte del Ministero dell’Economia, senza prendere in considerazione le conseguenze negative che tale provvedimento, apparentemente utile, avrebbe sul nostro territorio e sulle sue stesse prospettive di sviluppo sostenibile. L’efficienza del sistema turistico italiano e il rilancio dell’offerta turistica non si raggiunge per questa strada, ma con la programmazione integrata degli interventi inserite in una logica di pianificazione. Il secondo elemento di critica riguarda la riproposizione di misure che hanno già dimostrato tutta la loro inefficacia con il fallimento del cosiddetto “piano casa” varato dal Governo nel 2009 e solo in parte recepito dalle Regioni, trattandosi di materia di loro competenza. In questo caso le misure di incentivazione volumetrica, non solo a favore della residenza ma anche delle altre funzioni insediative, produttive e commerciali, si riferiscono solo ad aree urbane degradate, tanto da far definire il provvedimento come “piano città”. Il giusto obiettivo di un sostegno agli interventi di demolizione e ricostruzione viene tuttavia vanificato da una ennesima invasione di campo da parte dello Stato nelle competenze regionali, appena mascherata dalla disposizione presente nel decreto che ne rinvia l’operatività di 120 giorni, in attesa di provvedimenti legislativi regionali ad hoc, qualora le Regioni non condividano l’applicazione di tale provvedimento sul loro territorio. Al di là dei forti dubbi di costituzionalità del provvedimento, l’INU sottolinea la rozzezza culturale e disciplinare con cui è trattata una problematica delicatissima, che riguarda le modalità di riqualificazione urbana che non possono essere ridotte alla presenza di “destinazioni tra loro compatibili” e di modiche alla sagoma degli edifici per una “armonizzazione architettonica con gli organismi edilizi esistenti”. Infine l’INU esprime un terzo elemento di critica all’insieme dei provvedimenti che riguardano l’edilizia e l’urbanistica presenti nel “Decreto Sviluppo”, anche quando riguardano misure ormai culturalmente e tecnicamente mature quali la generalizzazione della procedura del “silenzio assenso” che viene estesa anche al “permesso di costruire” fatti salvi gli edifici gravati da vincoli ambientali, paesaggistici e culturali. In questo caso non si vuole tanto contestare una procedura già largamente usata in molte Regioni, alla quale si sono ormai abituati sia le Amministrazioni pubbliche, sia il mondo professionale, quanto la sostanziale inutilità dello stesso provvedimento nell’accelerare le normali pratiche edilizie nel sostenere quindi concretamente l’attività edilizia; anche perché lo stesso settore imprenditoriale è spesso favorevole a privilegiare il ricorso a titoli abilitativi espressi, soprattutto in presenza d’investimenti cospicui e finanziamenti bancari, piuttosto che ricorrere a pratiche deregolatorie, che se hanno fatto giustizia d’insopportabili lentezze burocratiche non hanno mai rappresentato un vero incentivo allo sviluppo del settore edilizio. L’urbanistica italiana attende dallo Stato interventi anche a “costo zero” assai più incisivi per sostenere la riqualificazione urbana e superare la crisi della città, quali un sostegno giuridico alla legislazione regionale relativamente alla disciplina di alcuni strumenti ormai utilizzati comunemente, quali la perequazione e la compensazione urbanistiche, ma mai disciplinati da una necessaria norma statale e alla regolazione delle nuove forme di finanziamento di infrastrutture e opere pubbliche gestite dalla pianificazione, troppo spesso messe in discussione da una giurisprudenza che deve registrare le gravi contraddizioni presenti nel nostro ordinamento, nel quale convivono le norme obsolete della vecchia legge urbanistica e l’innovazione delle leggi regionali. Più in generale l’INU ricorda al Governo e al Parlamento chiamato a ratificare il “decreto Sviluppo” che è attesa ormai da molti anni la “legge sui principi fondamentali del governo del territorio”, un altro provvedimento a “costo zero” che è fermo da diversi anni nelle competenti commissioni parlamentari, che garantirebbe maggiore solidità giuridica alla legislazione regionale, risolverebbe le continue situazioni contraddittorie determinate da una giurisprudenza ondivaga e potrebbe contenere in modo assai più organico e condivisibile molte delle misure contenute nel decreto stesso. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
13/08/2026 PREFIGURE: efficienza energetica ed equità sociale nella riqualificazione degli edifici A cura di: Stefania Manfrin Il progetto europeo PREFIGURE studia modelli di riqualificazione energetica accessibile e inclusiva in 11 città. Obiettivi, ...
17/07/2026 Sei bandi, otto terreni, 50 ettari: il Demanio lancia il fotovoltaico sui terreni pubblici A cura di: Stefania Manfrin L'Agenzia del Demanio pubblica 6 bandi per 8 terreni statali destinati al fotovoltaico, con premialità per ...
29/06/2026 Tutto sul bonus zanzariere 2026: guida alle nuove aliquote con lavori ammessi e tipologie detraibili A cura di: Adele di Carlo Bonus zanzariere 2026: regole, beneficiari, aliquote e dispositivi ammissibili secondo l’Agenzia delle Entrate
17/06/2026 Spese condominiali arretrate: chi paga dopo la vendita dell'appartamento? A cura di: Pierpaolo Molinengo Chi paga le spese condominiali arretrate dopo il rogito? Ecco come funziona il limite del biennio ...
08/06/2026 Bando ANAC 2/2026: come cambiano le gare per servizi di ingegneria e architettura tra BIM, IA e nuove regole operative A cura di: Adele di Carlo Il nuovo Bando ANAC ridefinisce le procedure per i servizi di ingegneria e architettura sopra soglia ...
11/03/2026 Mutuo prima casa 2026-2027, prorogato il Fondo Consap: come funziona, ISEE e novità A cura di: Adele di Carlo Prorogata la possibilità di ottenere un mutuo prima casa in forma agevolata grazie al Fondo Consap: ...
27/02/2026 RAEE e fotovoltaico: cosa cambia davvero nella gestione dei pannelli a fine vita dal 2026 A cura di: Adele di Carlo RAEE e fotovoltaico: cosa cambia dal 2026 nella gestione dei pannelli a fine vita. Nuove regole ...
23/01/2026 Aggiornata la Guida Bonus mobili ed elettrodomestici dall'Agenzia delle Entrate Pubblicata dall'Agenzia delle Entrate la Guida Bonus Mobili ed Elettrodomestici aggiornata alla Legge di Bilancio 2026.
23/12/2025 Industrie Rinaldi acquisisce Poliespanso e rafforza la divisione edilizia Industrie Rinaldi acquisisce Poliespanso e rafforza la propria presenza nei sistemi costruttivi in EPS per l’edilizia.
27/11/2025 Visura catastale 2025: la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate A cura di: Stefania Manfrin Nuova guida dell'Agenzia delle Entrate sulla visura catastale: contenuti, servizi online gratuiti dal 2025 e tutte ...