Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
E’ ufficiale: il quarto ponte sul Canal Grande si chiamerà, “ponte della Costituzione”. Lo ha annunciato il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, sottolineando che la decisione è stata presa dalla giunta comunale all’unanimità. “Mi pare giusto questo titolo – ha detto Cacciari – visto che ricorre il 60/o anniversario della Costituzione ed essendo il tema della riforma della Costituzione al centro dell’attenzione politica. E’ un nome bello in cui dovrebbero riconoscersi tutti i veneziani”. Il sindaco ha annunciato anche che il ponte verrà aperto entro pochi giorni senza inaugurazione, cancellata dopo le polemiche che hanno accompagnato la sua realizzazione: “ho deciso io di annullarla – ha sottolineato Cacciari – contro il parere di tutta la giunta e dell’architetto Santiago Calatrava”. Nessuna cerimonia pubblica, dunque, ma solo un momento di festa per brindare insieme agli operai che hanno costruito il ponte: “quello lo faremo di sicuro – ha detto il sindaco – andremo in un bel posto tutti insieme, tutti quelli che ci hanno creduto e vi hanno lavorato e non soltanto criticato sollevando aspre polemiche. Tutti quelli che hanno voluto questo segno di straordinaria architettura che durerà certamente nei secoli”. “Abbiamo messo tutto il nostro cuore in questo ponte per questa città che amiamo. Non è una truffa”. L’architetto spagnolo Santiago Calatrava replica così alle polemiche che ne hanno accompagnato la realizzazione e che alla vigilia dell’apertura hanno fatto saltare, per decisione del sindaco di Venezia Massimo Cacciari, l’inaugurazione con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Polemiche che hanno riguardato sia la lievitazione dei costi e dei tempi di costruzione sia l’accesso ai disabili, proteste che hanno visto in prima linea la Lega e alcune associazioni di disabili. “E’ stata una grande sfida – ha sottolineato Calatrava nella conferenza stampa con il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici Mara Rumiz – non posso essere io a dire che é il più bel ponte che ho fatto, ma certamente un’opera matura apposta per Venezia. Per me è stata una esperienza unica. E’ un ponte anche fatto di coraggio un segno della nostra epoca in una città universale”. Ovvio quindi il suo rammarico per la mancata inaugurazione: “mi dispiace soprattutto per gli operai che ci hanno lavorato e che non hanno potuto stringere la mano al presidente Napolitano”. Fonte Ansa Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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