-50% gli atti notarili nell’immobiliare

-50% gli atti notarili nell'immobiliare

Anche i notai subiscono la crisi del settore edile: sono calate del 50% dal 2008 le attività, e la congiuntura fa scendere gli atti stipulati di più 250.000 unità lo scorso anno (-6,6% rispetto al 2012).
A sottolinearlo è stato il presidente della Cassa del Notariato, Mario Mistretta, aggiungendo che a tale situazione “si è fatto fronte alzando le aliquote contributive previdenziali e, in parte, utilizzando riserve patrimoniali interne” all’istituto. Grazie a ciò, “siamo in una situazione di totale equilibrio finanziario (fra entrate contributive e spese per prestazioni, ndr), ma constatiamo che il periodo negativo continua, giacché anche nel 2014 l’attività notarile si riduce di oltre il 4% annuo”, a fronte di un calo precedente ben maggiore, visto che “nel 2013 rispetto al 2012 la contrazione era del 15%”. Il gettito previdenziale della categoria, ricorda Mistretta, “avviene in maniera diversa, rispetto agli altri professionisti, sulla base di un calcolo che ha come fonte il repertorio notarile: è un sistema che, attraverso un meccanismo di intervento dello Stato, al quale i notai versano la “tassa-archivio”, che consente al ministero della Giustizia di far fronte a numerosi impegni di carattere finanziario che non c’entrano nulla col mondo del Notariato, permette al nostro ente di non avere un euro di insoluto”, perché “tutto il debito previdenziale viene incassato, non abbiamo crediti da riscuotere, come accade ad altre Casse, che si basano sul fatturato e su altri indici per conteggiare l’importo dei versamenti”

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