Amianto sostenibile: la ricerca sui materiali dell’Università Milano Bicocca trasforma un rifiuto pericoloso in una risorsa 27/07/2026
L’impianto architettonico si articola in due volumi sfalsati, una scelta che deriva sia dai vincoli del terreno sia dalla volontà di distinguere con chiarezza le funzioni dell’abitare. Il corpo posto a ovest ospita la zona giorno, concepita come spazio della convivialità e completamente aperta verso la valle grazie ad ampie superfici vetrate che la mettono in continuità con il patio e con il paesaggio. Il volume collocato a nord-est accoglie invece la parte più raccolta della casa, con camere, servizi e una zona relax al piano interrato. Ne deriva un organismo che separa e allo stesso tempo tiene in relazione le diverse funzioni, costruendo un equilibrio tra apertura panoramica e intimità. L’edificio si inserisce nel contesto naturale con una presenza misurata, scandita da coperture inclinate e volumi bianchi che richiamano il lessico rurale toscano. Due volumi, un collegamento trasparente e una nuova lettura della casa rurale Uno degli elementi più caratterizzanti del progetto è il volume vetrato di connessione tra i due corpi principali. Questo spazio non svolge soltanto una funzione distributiva, ma trasforma il passaggio da un volume all’altro in un’esperienza percettiva vera e propria, assicurando continuità visiva e leggerezza compositiva. Si tratta di un ambiente luminoso e trasparente che accompagna verso la parte più nascosta della casa, il livello interrato, raggiungibile attraverso una scala leggera ancorata a pareti materiche nel colore della terra. Anche sul piano formale Villa Poggiolina sviluppa una riflessione sul contesto. I prospetti reinterpretano infatti l’archetipo della casa rurale toscana attraverso quinte bianche aggettanti che richiamano la sagoma a capanna, mentre i tagli geometrici praticati nell’intonaco evocano i fori dei fienili tradizionali. Il risultato non è una citazione letterale, ma una rilettura contemporanea della memoria costruttiva locale. Materiali caldi e tonalità naturali rafforzano la continuità tra interno ed esterno, mentre la trasparenza delle grandi aperture amplia la relazione con il paesaggio. La suite padronale, per esempio, è concepita come un ambiente raccolto ma sempre in dialogo con l’esterno, grazie a una grande vetrata orientata verso il sorgere del sole. In questo equilibrio tra socialità, apertura panoramica e dimensione privata si riconosce il carattere dell’intero intervento. La struttura prefabbricata in legno Dal punto di vista costruttivo, Villa Poggiolina è composta da due corpi di fabbrica distinti realizzati con sistema prefabbricato in legno Wolf Haus, basato su pareti a telaio platform frame e solai a elementi. Il volume principale, sviluppato su due livelli, presenta una copertura con capriate reticolari prefabbricate con piastre metalliche chiodate, mentre il secondo volume, monopiano, adotta una copertura tradizionale non a vista con struttura primaria composta da arcarecci e trave di colmo su pilastri. Un aspetto significativo riguarda il piano interrato del corpo principale, anch’esso realizzato con tecnologia prefabbricata in legno e inserito entro un perimetro in calcestruzzo armato, così da estendere anche al livello ipogeo le prestazioni igrotermiche e di comfort del sistema costruttivo. La connessione tra i due corpi è stata risolta con una zona filtro vetrata dotata di serramento strutturale in alluminio avvitato a elementi lignei orizzontali ancorati ai fabbricati. La soluzione mostra un lavoro accurato di integrazione tra involucro, struttura e nodo di collegamento. Sul lato sinistro il serramento è fissato al solaio e integrato nel cappotto con scossaline, mentre sul lato destro una trave maggiorata, collegata con angolari metallici alla parete perimetrale e alloggiata in una nicchia nel cappotto, trasferisce integralmente i carichi del serramento. Anche in ambito sismico il progetto ha richiesto un approfondimento specifico: pur in presenza di due corpi indipendenti, è stato sviluppato un modello di calcolo unificato comprensivo degli elementi della zona filtro, in modo da verificarne il comportamento complessivo, garantire compatibilità deformativa e prevenire interferenze dannose in caso di sisma. Visione creativa, rigore tecnico e costruzione in legno Villa Poggiolina è il risultato di un processo progettuale sviluppato attraverso un confronto tra sensibilità architettonica, definizione tecnica e competenza costruttiva. Da una parte, il lavoro di Fabrizio Beconcini ha portato nel progetto una ricerca attenta alla composizione, alla materia, alla percezione dello spazio e al rapporto tra cromie, proporzioni e atmosfera domestica; dall’altra, l’apporto del geom. Fabio Cicerale ha tradotto questa visione in un impianto costruttivo coerente, controllato nei dettagli esecutivi, nella gestione del cantiere e nell’integrazione tra struttura, prestazioni e soluzioni di finitura. La scelta di realizzare l’abitazione con un sistema prefabbricato in legno è maturata anche grazie alla disponibilità della committenza ad accogliere tecnologie costruttive contemporanee, ecocompatibili e ad alte prestazioni. In un contesto delicato e fortemente caratterizzato come quello delle colline fiorentine, il legno ha rappresentato non solo una soluzione tecnica evoluta, ma anche un materiale capace di dialogare con il paesaggio per pulizia espressiva, naturalezza e qualità percettiva. Uno degli aspetti più apprezzati del processo è stata la possibilità di controllare il progetto in maniera approfondita già in fase preliminare ed esecutiva, studiando con precisione ogni elemento della struttura e delle finiture. Questo livello di definizione ha reso possibile un coinvolgimento reale di tutte le figure in campo: progettisti, committenti, tecnici specializzati e professionisti chiamati a contribuire su aspetti specifici, come l’illuminazione degli interni e la sistemazione del giardino. Un ruolo determinante è stato svolto dall’organizzazione costruttiva. Il sistema sviluppato da Wolf Haus ha permesso di affrontare il cantiere con un elevato grado di precisione, grazie a componenti progettati e preparati in stabilimento, lasciando in opera soprattutto le fasi di assemblaggio, impiantistica e completamento. Questa modalità ha consentito di accelerare sensibilmente i tempi e di mantenere un controllo rigoroso sulla qualità dell’esecuzione. La rapidità del montaggio della struttura è stata uno dei passaggi più significativi dell’intero percorso: in pochi giorni il cantiere è passato dalla sola platea a un organismo edilizio già definito e completo di copertura. A questo si aggiungono le prestazioni legate agli standard di comfort e di risparmio energetico misurabili del protocollo Wolf Haus Energia Più, insieme alle certificazioni antisismiche e antidanno, alla velocità di esecuzione e al basso impatto ambientale del sistema costruttivo, elementi che contribuiscono a rendere l’edificio altamente performante e caratterizzato da costi di gestione contenuti. Anche il sito, posto su un poggio e quindi caratterizzato da una situazione morfologica non semplice, ha richiesto un lavoro preliminare accurato di consolidamento del terreno, impermeabilizzazione, realizzazione delle fondazioni e costruzione di un muro di contenimento in cemento armato. All’interno di questo sistema è stata poi inserita la struttura lignea del piano interrato, mantenendo una distanza utile a creare un cavedio di aerazione ispezionabile. Ne è derivato un intervento in cui ogni scelta architettonica è stata verificata fino al dettaglio della migliore soluzione tecnica e tecnologica, con l’obiettivo di raggiungere il massimo equilibrio tra funzionalità, comfort, efficienza energetica, qualità estetica e coerenza con il paesaggio. Consiglia questo comunicato ai tuoi amici
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