CityWave a Milano: la copertura sospesa di 140 metri che ridefinisce i confini dell’ingegneria edilizia 22/06/2026
La campagna “I cantieri della transizione ecologica” di Legambiente arriva in Lombardia accendendo i riflettori su un esempio virtuoso di industria edile capace di rinnovarsi in chiave sostenibile. A Sala al Barro, in provincia di Lecco, un impianto produttivo di proprietà di Fassa Bortolo, che da quasi vent’anni investe in recupero dei materiali, innovazione e tecnologie pulite, viene oggi riconosciuto come uno dei migliori casi nazionali nel percorso verso un’edilizia a basso impatto. Con una resa produttiva superiore del 20% rispetto a uno stabilimento tradizionale e una progettazione attenta all’integrazione con il territorio, il sito conferma la maturità di un modello industriale fondato su riciclo, efficienza e responsabilità. Un modello industriale fondato su riciclo, tecnologie pulite e progettazione attenta L’impianto di Sala al Barro, inaugurato nel 2006 e sviluppato su 14.000 m², rappresenta un hub di innovazione per la produzione di materiali destinati al settore edile. Il suo percorso si basa su tre linee strategiche ormai consolidate. Riciclo e recupero come driver produttivi La struttura utilizza una quota significativa di materie prime riciclate provenienti da processi industriali metallurgici e chimici. Nei massetti autolivellanti, il contenuto di materiale riciclato raggiunge il 35%. Questo approccio permette di ridurre il prelievo da cava; valorizzare sottoprodotti industriali e polveri filtrate; limitare gli scarti di processo grazie al riutilizzo interno e destinare le pedane in legno a una segheria locale per la trasformazione in nuovi pallet. Una filiera che ridisegna il ciclo dei materiali, riducendo sprechi ed emissioni correlate. Tecnologie pulite per ridurre consumi ed emissioni Lo stabilimento è dotato di filtri d’aria di ultima generazione, con emissioni fino a cinque volte inferiori ai limiti normativi. A ciò si affiancano: barriere fonoassorbenti per contenere l’impatto acustico; sistemi di miscelazione automatizzati e computerizzati; ottimizzazione dei turni di lavoro (due al giorno anziché tre), con benefici sul benessere dei lavoratori e degli abitanti. L’insieme delle tecnologie contribuisce a una significativa riduzione dei consumi energetici e a una qualità costante del prodotto finale. Progettazione integrata e riconversione industriale Lo stabilimento nasce dalla trasformazione di un vecchio sito dedicato alla produzione della calce, acquisito nel 2000 da Fassa Bortolo. Il progetto è stato sviluppato con grande attenzione all’inserimento nel territorio, scegliendo soluzioni capaci di dialogare con il paesaggio circostante. La torre di miscelazione, ad esempio, riprende le tonalità della roccia del Monte Barro, creando una continuità visiva che ne attenua la presenza. Attorno allo stabilimento sono state realizzate nuove aree verdi e piantumazioni pensate per ridurre l’impatto visivo e valorizzare l’ambiente. Anche gli interventi di riqualificazione hanno seguito questa logica, privilegiando percorsi che mantenessero un legame naturale con il contesto, senza interruzioni o elementi in contrasto con il paesaggio. Il risultato è un modello che unisce sostenibilità ambientale, qualità del lavoro e rigenerazione del territorio. Oltre il 60% dei dipendenti opera nello stabilimento da più di dieci anni, segno di un ambiente professionale stabile e attento al capitale umano. La tappa lombarda dei cantieri della transizione ecologica La 35ª tappa della campagna nazionale di Legambiente ha portato a Sala al Barro una riflessione più ampia sul futuro dell’industria delle costruzioni. Nel corso della conferenza stampa, i rappresentanti dell’associazione hanno ribadito l’importanza di accelerare l’adozione di modelli fondati su circolarità, innovazione e riduzione degli impatti. L’associazione ha evidenziato la necessità di consolidare gli strumenti normativi già introdotti — tra cui il decreto end of waste — e rendere più competitivo l’utilizzo di materiali da riciclo rispetto alle materie prime vergini. Come sottolineato da Giorgio Zampetti, Direttore generale di Legambiente: “Innovazione, tecnologie pulite e conoscenze adeguate rappresentano la chiave per accelerare il percorso di transizione nel settore dell’edilizia, riducendo il materiale estratto in cava e valorizzando soluzioni circolari già oggi disponibili”. Lo stabilimento di Sala al Barro è oggi un nodo strategico per Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e una parte della Svizzera. Con una doppia linea di miscelazione e sistemi di controllo avanzati, l’impianto è diventato negli anni un punto di riferimento per imprese e operatori edili, contribuendo alla competitività e alla qualità della filiera “L’impianto di Sala al Barro – commentano da Fassa Bortolo – è un ottimo esempio di cosa intendiamo in Fassa per progettazione intelligente e sostenibile. Un impianto nato guardando all’intero ciclo di vita dei nostri prodotti: approvvigionamento di materia prima (il più possibile riciclata), quantità e qualità del prodotto finito, gestione degli scarti e delle emissioni. Pianificando fin da principio tutti e tre questi aspetti abbiamo creato un sistema integrato con l’ambiente e le persone, che rappresenta al tempo stesso un punto di riferimento per il settore edile di tutto il Nord-Ovest”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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