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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Case efficienti e valore immobiliare: il clima cambia il peso dell’APEEfficienza energetica come attributo strutturale dell’immobileDalla ricerca alle politiche pubbliche: incentivi più mirati e housing più sostenibile L’efficienza energetica è un fattore sempre più riconosciuto dal mercato immobiliare. A confermarlo è la nuova ricerca diffusa da REbuild – evento italiano dedicato all’innovazione sostenibile dell’ambiente costruito in programma il 12 e 13 maggio 2026 a Riva del Garda – che segnala che nelle aree climatiche più fredde il valore di un’abitazione energeticamente efficiente può crescere fino a quasi il 50% rispetto a un immobile equivalente non efficientato. Lo studio, realizzato per l’Osservatorio REbuild dal Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia e guidato dal professor Ezio Micelli, presidente del Comitato Scientifico di REbuild, analizza oltre 7.000 annunci immobiliari in cinque città rappresentative delle diverse zone climatiche italiane: Reggio Calabria, Cagliari, Genova, Venezia e Cuneo. Emerge dunque che il cosiddetto price premium dell’efficienza energetica non è uniforme su tutto il territorio nazionale, ma varia in funzione della severità del clima: più aumentano i fabbisogni energetici potenziali dell’edificio, più il mercato tende a riconoscere valore alla qualità energetica dell’immobile. Il tema si inserisce in un quadro normativo europeo in forte evoluzione. La nuova Direttiva EPBD, Direttiva UE 2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici, è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e prevede il recepimento generale da parte degli Stati membri entro il 29 maggio 2026, con l’obiettivo di accompagnare la progressiva decarbonizzazione del parco edilizio al 2050. Case efficienti e valore immobiliare: il clima cambia il peso dell’APE La ricerca REbuild ci dice che passando dalle aree più calde a quelle più fredde, il premio di mercato riconosciuto agli immobili efficienti aumenta progressivamente. A Cuneo, città in zona climatica F, la transizione dalla classe G alla classe A determina un incremento stimato del valore pari al +49,7%. A Reggio Calabria, in zona climatica B, lo stesso salto di prestazione vale comunque il +24,5%, confermando che l’efficienza energetica è premiata in tutti i contesti analizzati, pur con intensità differenti. Il dato consente di superare una lettura generica della riqualificazione energetica. Non basta affermare che un immobile efficiente vale di più: occorre comprendere dove, quanto e in quali condizioni il mercato capitalizza maggiormente la prestazione energetica. Nelle aree caratterizzate da inverni più rigidi, infatti, la riduzione dei consumi per riscaldamento, il miglior comfort indoor e la minore esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia assumono un peso maggiore e facilmente percepibile dall’acquirente. Anche gli interventi intermedi mostrano una relazione chiara tra clima e valore. Il passaggio dalla classe G alla classe D genera un premio stimato dell’8,5% a Reggio Calabria, del 12,5% a Cagliari, del 15,8% a Genova, del 16,3% a Venezia e del 21,8% a Cuneo. La progressione conferma che il miglioramento energetico non produce solo benefici ambientali o riduzione dei costi di esercizio, ma entra nella formazione del prezzo di mercato dell’abitazione. Città Zona climatica Immobili analizzati Premio G→D Premio G→A Cuneo F 480 +21,8% +49,7% Venezia E 1.035 +16,3% +39,5% Genova D 4.786 +15,8% +38,1% Cagliari C 536 +12,5% +31,5% Reggio Calabria B 438 +8,5% +24,5% “Il messaggio che emerge è univoco”, afferma Ezio Micelli. “In tutti i contesti analizzati, senza eccezioni, le abitazioni più efficienti acquisiscono sempre maggior valore. Si tratta di un trend stabile interiorizzato dal mercato e non più modificabile”. Efficienza energetica come attributo strutturale dell’immobile Il punto più interessante della ricerca riguarda il posizionamento dell’efficienza energetica tra i driver di valore dell’abitazione. Storicamente il prezzo di un immobile è stato letto soprattutto attraverso localizzazione, dimensione, piano, stato manutentivo, esposizione, servizi di quartiere e qualità costruttiva. Oggi, secondo quanto emerge dalla ricerca di REbuild, la prestazione energetica entra stabilmente tra gli attributi strutturali del bene, al pari della posizione o della qualità edilizia. Un edificio efficiente oggi rappresenta un asset più resiliente rispetto al rischio di svalutazione, più attrattivo nelle compravendite e potenzialmente più coerente con le richieste del credito immobiliare, dei mutui green e delle strategie ESG degli investitori. Anche la Banca d’Italia, in uno studio dedicato all’impatto della classe energetica sui prezzi delle abitazioni, ha analizzato il ruolo dell’Attestato di Prestazione Energetica nel valore degli immobili, utilizzando un ampio archivio di annunci di vendita pubblicati su Immobiliare.it. La ricerca REbuild aggiunge la variabile territoriale legata al clima, che consente di leggere il premio energetico come risultato legato alle condizioni reali d’uso dell’edificio. Dalla ricerca alle politiche pubbliche: incentivi più mirati e housing più sostenibile La relazione tra clima, efficienza energetica e valore immobiliare apre una riflessione anche sul disegno delle politiche pubbliche. Se il mercato reagisce in modo diverso a seconda del contesto climatico e geografico, strumenti di incentivazione uniformi su scala nazionale rischiano di non cogliere appieno le differenze strutturali tra i territori. Secondo REbuild, una maggiore modulazione degli incentivi in base al contesto potrebbe migliorare l’efficacia economica degli interventi di riqualificazione, massimizzando sia il ritorno in termini di valore immobiliare sia i benefici energetici. Questo approccio risulta particolarmente attuale alla luce della nuova EPBD, che spinge gli Stati membri a rafforzare le strategie di ristrutturazione del patrimonio edilizio, con attenzione specifica agli edifici meno performanti. Il tema si collega inoltre alla questione dell’emergenza abitativa, al centro dell’edizione 2026 di REbuild, intitolata “Housing Remix. Nuove soluzioni per l’abitare”. Nel programma dell’evento, l’efficientamento energetico viene inserito in una visione più ampia, articolata attorno a cinque pilastri: politiche, capitali, regole, costruire e abitare. L’efficienza, quindi, non riguarda solo la riduzione dei consumi o il miglioramento della classe energetica indicata nell’APE. Diventa una leva che incrocia accessibilità dell’abitare, qualità urbana, strategie di investimento, sostenibilità economica degli interventi e trasformazione del patrimonio esistente. “Per REbuild, la casa non è più soltanto un bene fisico, ma una vera infrastruttura economica e sociale”, commenta Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi. “In quest’ottica, l’efficientamento è una risposta alla transizione ecologica e uno strumento di politica economica e urbana”. 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