Il cappotto termico interno conviene? Pro e contro da considerare

Soluzione ideale quando l’intervento esterno è impraticabile o economicamente insostenibile, il cappotto termico interno se correttamente progettato  – inserendo uno strato di materiale isolante all’interno della propria abitazione – garantisce velocità esecutiva, comfort e risparmio energetico. E’ conveniente? E quanto si risparmia? La risposta a tutti i dubbi.

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Il cappotto termico interno conviene? Pro e contro da considerare

Rendere la casa più efficiente è diventata una priorità per moltissime persone. Grazie ai bonus statali sono aumentati in maniera esponenziale gli interventi per migliorare la classe energetica e “passare” alle fonti di energia rinnovabile.
Tra i lavori più diffusi c’è l’installazione del cappotto termico esterno che riduce la dispersione termica e aiuta a ridurre i consumi.

Ma, oltre al cappotto termico esterno, esiste anche quello interno, e cioè installato nella parte interna dell’abitazione.

L’isolamento a cappotto interno è una opzione da considerare, per la riqualificazione energetica degli edifici, quando l’intervento sull’involucro esterno risulti impraticabile per motivi differenti, tecnici o economici. Conoscerne vantaggi e criticità, tuttavia, è fondamentale per decidere in modo consapevole.

Che cosa è il cappotto termico interno

Il cappotto termico interno è un sistema completo e continuo che riveste interamente le pareti perimetrali di una o più unità immobiliari e include barriera al vapore e finitura, da progettare come un intervento di riqualificazione energetica complessiva.

Semplici pannelli isolanti, da applicare parzialmente su singole pareti come intervento “spot” per problemi localizzati, non offrono le medesime prestazioni e l’omogeneità, pur essendo una soluzione più economica.

Che cosa è il cappotto termico interno

La stratigrafia tipica di un cappotto interno prevede un pannello isolante, una eventuale barriera al vapore e uno strato di finitura, di cartongesso o direttamente di intonaco. La posa è generalmente a secco, in modo da ridurre i tempi di lavoro e dunque di cantiere e soprattutto i disagi se l’unità immobiliare in questione è abitata.

Se correttamente posato, il sistema isolante ha una durata media stimata di 30-40 anni, ma la longevità dipende dalla qualità dei singoli componenti, dalla correttezza dell’installazione, dalla gestione dell’umidità e dall’assenza di infiltrazioni d’acqua.

Quando scegliere il cappotto interno

I motivi per cui è sconsigliato o addirittura impossibile agire dall’esterno con la posa di un cappotto possono essere diversi. Innanzitutto, va detto che il cappotto esterno, per essere efficace, deve avvolgere l’intera superficie di un edificio in modo continuo, quindi se l’intervento non riguarda l’intero immobile, ma una sua sola porzione, il cappotto esterno non è la scelta migliore. Il classico esempio è rappresentato dal singolo condomino che vuole isolare il proprio appartamento, senza procedere con lavori che coinvolgono l’intero condominio.

A questo caso, si possono aggiungere difficoltà dovute al montaggio delle strutture necessarie per la realizzazione delle opere, come i ponteggi, che richiedono spazio.

Esistono, inoltre, dei contesti specifici in cui il cappotto interno diventa la soluzione preferibile. Tra questi, in primis, gli edifici con vincoli storici, ovvero tutelati dalla Soprintendenza, che non possono assolutamente subire modifiche alle facciate. In tal caso l’isolamento interno permette di migliorarne le prestazioni energetiche, preservando l’aspetto originario.

Quando scegliere l’isolamento termico interno

In altri casi, invece, la scelta dipende da un eventuale dissenso assembleare per un intervento a tutte le facciate esterne di un condominio oppure dalla decisione di un singolo proprietario di isolare autonomamente il proprio appartamento, senza coinvolgere altri, con costi più contenuti.

Come funziona il cappotto termico interno

Prima di vedere pro e contro del cappotto termico interno, è necessario un approfondimento sul suo funzionamento. Questo sistema consiste nell’applicazione di pannelli isolanti sulle pareti interne e/o sul soffitto, senza intaccare l’involucro esterno dell’edificio.

Come funziona il cappotto termico interno

Il cappotto interno può avere uno spessore variabile a seconda della tipologia di materiale scelto, che può essere di origine vegetale (ad esempio un derivato del legno), animale (come la lana di pecora), minerale (come la lana di roccia) o artificiale. Per la sua realizzazione, quindi, si possono scegliere sia materiali rigidi, che prodotti sfusi o sotto forma di schiuma. Nel caso si utilizzino dei pannelli è possibile che questi non richiedano la copertura con del cartongesso, in quanto possono essere fissati direttamente alla parete e poi rifiniti. In alternativa, si realizza una contro parete in modo da riempire l’intercapedine con il materiale isolante, per poi ricoprirlo con uno strato impermeabile e, infine, con dei pannelli in cartongesso.

La sua installazione, come anticipato, è molto delicata e richiede l’intervento di esperti del settore e materiali di qualità per raggiungere (e mantenere nel tempo) un adeguato isolamento termico.

Per capire se il cappotto termico interno convenga rispetto a quello esterno sono necessarie alcune valutazioni:

  • in primo luogo il budget che si è disposti a spendere. Il cappotto esterno è un intervento più costoso, infatti garantisce un isolamento maggiore e protegge da infiltrazioni e dalla comparsa di muffa
  • le dimensioni dell’appartamento. I pannelli che compongono il cappotto termico interno, infatti, riducono la superficie calpestabile.

I materiali isolanti adatti al cappotto termico interno

Esistono diversi materiali isolanti adatti alla realizzazione di un cappotto termico interno, tra questi ad esempio:

  • il polistirene espanso (EPS), dalle buone prestazioni isolanti (λ 0,030-0,040 W/mK) ed economico, ma in genere con scarsa traspirabilità, che richiede l’aggiunta di una barriera al vapore accurata;
  • la lana minerale, resistente al fuoco e dalle buone proprietà anche fonoisolanti (λ 0,035-0,040 W/mK), che però necessita di una adeguata protezione dall’eventuale umidità;
  • il calcio silicato, altamente traspirante e capillarmente attivo, quindi ideale in caso di pareti soggette a umidità;
  • le fibre naturali (come quelle di legno, dalla conduttività termica λ 0,038-0,050 W/mK), dalle eccellenti caratteristiche igroscopiche, capaci di regolare il microclima interno;
  • l’aerogel, dalle prestazioni eccellenti (λ circa 0,015 W/mK) anche con spessori estremamente ridotti, quindi ideale dove lo spazio è minimo, seppure dal costo più elevato rispetto ad altre soluzioni.

Come si posa il cappotto termico interno

La corretta esecuzione è cruciale per garantire prestazioni durature di un cappotto interno.

La fase preparatoria richiede la pulizia accurata delle superfici, l’eliminazione di ogni traccia di eventuale umidità, la rimozione di intonaci degradati e un trattamento antimuffa preventivo, per garantire l’adesione ottimale dei pannelli isolanti.

Come si posa il cappotto termico interno

Il fissaggio dei pannelli avviene mediante adesivo specifico e tasselli meccanici, assicurando continuità su tutta la superficie. Le giunzioni devono essere accuratamente sigillate, per evitare la formazione di ponti termici lineari che comprometterebbero l’efficacia del lavoro finito.

Segue la posa di una successiva barriera al vapore, sotto forma di teli sovrapposti con nastrazione delle giunte (per garantire perfetta continuità), prestando particolare attenzione ai passaggi degli impianti, che costituiscono punti critici per possibili infiltrazioni di vapore.

La finitura ultima prevede la posa di lastre di cartongesso, con giunti rasati per ottenere superfici lisce e pronte per la tinteggiatura, o di intonaco deumidificante.

Spessori minimi efficaci e miglioramento della classe energetica

Per avere benefici tangibili, lo spessore minimo di un isolamento interno deve essere di 4-5 cm, opzione dimensionale indispensabile almeno quando i volumi degli ambienti risultino vincolanti.

Con 6-8 cm si realizza già una soluzione equilibrata, che garantisca buone prestazioni senza una eccessiva perdita di spazio, anche se il massimo dell’efficienza energetica si raggiunge con uno spessore di 10-12 cm, ideali anche per accedere ai requisiti indispensabili per eventuali detrazioni fiscali elevate.

Alcuni materiali isolanti di ultima generazione, come ad esempio l’aerogel, permettono di ottenere risultati ottimali con spessori inferiori rispetto alle soluzioni tradizionali.

Un cappotto interno ben progettato e posato a regola d’arte contribuisce al miglioramento della classificazione energetica. In un appartamento con muratura non isolata (U > 1,0 W/m²K), può infatti ridurre le dispersioni termiche del 40-50%, permettendo il salto di una o in alcuni casi di due classi energetiche.

Termo-intonaci, quando anche pochi centimetri sono troppi

Esistono tuttavia situazioni in cui anche i pochi centimetri del cappotto più sottile risultano incompatibili, a causa di vincoli architettonici o dimensionali.

In questi casi si può ricorrere ai termo-intonaci, malte isolanti applicate come un normale intonaco, con spessori di 1-3 cm. Non costituiscono dal punto di vista tecnico un vero e proprio cappotto termico, ma sono utili correttivi per eliminare ponti termici localizzati, ridurre la sensazione di parete fredda, prevenire la condensa superficiale in zone critiche e ovviamente intervenire quando qualsiasi altra soluzione sia fisicamente impossibile. Possono anche essere impiegati in abbinamento al cappotto termico.

Vantaggi del cappotto termico interno

L’isolamento dall’interno offre innanzitutto una completa autonomia decisionale, poiché non richiede autorizzazioni, anche se si abita in condominio (bisogna però verificare il regolamento condominiale e avvisare l’amministratore se si opera anche su parti comuni), e permette interventi indipendenti nei modi e nei tempi preferiti.

La rapidità di esecuzione rappresenta poi un altro vantaggio non indifferente: i lavori si completano in breve, grazie a una posa generalmente a secco, minimizzando di conseguenza anche i disagi abitativi, quando l’unità immobiliare sia già occupata. Inoltre, la flessibilità del tipo di intervento consente anche di procedere gradualmente con l’isolamento termico, intervenendo stanza dopo stanza a seconda delle priorità funzionali o delle disponibilità di budget.

Un cappotto termico interno garantisce la riduzione immediata dei consumi energetici, aumentando la temperatura superficiale delle pareti e riducendo le dispersioni termiche verso l’esterno. E dal punto di vista dell’impegno economico risulta inferiore del 30-40% rispetto all’isolamento esterno, poiché non sono necessarie opere aggiuntive, come la realizzazione di un ponteggio.

Criticità e svantaggi da valutare

Unitamente ai vantaggi, occorre considerare attentamente anche alcune problematiche specifiche di un cappotto termico interno.

Innanzi tutto la riduzione dello spazio abitabile: lo spessore di 4-10 cm delle soluzioni tecniche più diffuse sottrae superficie utile (si può stimare una perdita di circa 0,6-0,8 mq in un ambiente di 20 mq, con la posa di un isolamento perimetrale di 6 cm).

I ponti termici rappresentano un’altra criticità rilevante, poiché elementi architettonici particolari (come pilastri e travi) potrebbero rimanere esposti, così come spigoli di giunzione tra superfici orizzontali e verticali, creando zone fredde potenzialmente soggette a fenomeni di condensa. Strettamente correlato è poi il rischio di condensa interstiziale, tra materiale isolante e muratura, quando il sistema non sia correttamente progettato.

Inoltre, l’accumulo termico risulta ridotto rispetto a un cappotto esterno: la massa muraria rimane infatti comunque fredda nella stagione invernale e non contribuisce all’inerzia termica dell’edificio, limitando così in parte i benefici dell’intervento. A parità di spessore, un cappotto esterno (se ovviamente posato a regola d’arte) offre prestazioni maggiori, proprio per via della completa eliminazione dei ponti termici e della copertura dell’intero involucro murario.  

Dal punto di vista pratico, bisogna considerare poi il necessario riposizionamento dei terminali degli impianti tecnici della casa – come prese elettriche e termosifoni –, con conseguenti complessità esecutive e costi aggiuntivi.

Il problema dell’umidità e della muffa con l’isolamento interno

La condensa rappresenta la criticità principale di un cappotto termico interno.

Il vapore acqueo prodotto negli ambienti tende a migrare verso l’esterno, ma in presenza di isolamento interno il punto di rugiada si sposta tra materiale isolante e muratura esterna.

Strategie di prevenzione allora possono essere la posa di una barriera al vapore ad elevata resistenza diffusiva, l’utilizzo di materiali isolanti capillarmente attivi (come ad esempio il calcio silicato o la fibra di legno), l’installazione di un impianto di ventilazione meccanica controllata, oltre ovviamente al controllo igrometrico e all’eliminazione di eventuali ponti termici con la continuità dell’isolamento. Una posa corretta del cappotto termico interno è infatti determinante per non vanificare l’efficacia del sistema.

Agevolazioni fiscali e bonus per isolare internamente

Il cappotto termico interno rientra nelle principali agevolazioni previste per la riqualificazione energetica di un immobile, confermate per il 2026 con un sistema a doppio binario che differenzia l’abitazione principale dalla seconda casa.

Il bonus ristrutturazione, quando l’isolamento interno rientra in un programma più ampio di opere, richiedenti il deposito di una pratica edilizia, consente la detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per le seconde case (o altri tipi di immobili), su un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare, suddivisa in 10 quote annuali di pari importo. Per accedere all’aliquota maggiorata del 50% è necessario essere proprietari o titolari di un diritto reale di godimento e avere nell’immobile oggetto dei lavori l’abitazione principale, con residenza anagrafica.

L’ecobonus, mirato alla riqualificazione energetica, segue lo stesso schema: 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili. In tal caso è richiesta una comunicazione all’ENEA e, per le detrazioni più elevate, il rispetto di requisiti di trasmittanza termica stabiliti dalla normativa vigente, con asseverazione tecnica e APE.

Dal 2027 le aliquote scenderanno ulteriormente, al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili.

Cappotto interno – Prodotti e tecnologie innovative

Aerogips di AMA Advanced Materials

Aerogips di AMA Advanced Materials pannello sottile per l'isolamento
Aerogips – AMA Advanced Materials

Aerogips di AMA Advanced Materials è un pannello ad alte prestazioni per il comfort termoacustico, costituito da un isolante nanotecnologico a base Aerogel accoppiato a una lastra di gesso rivestito ad alta densità. Studiato per la riqualificazione energetica di edifici esistenti, in cui sia necessario un intervento che salvaguardi gli spazi abitativi, grazie allo spessore di soli 16 mm (conducibilità termica pari a 0,015 W/mK), è idoneo sia per le partizioni verticali che per la controsoffittatura di solai e disponibile anche in diverse varianti tecniche (standard, con barriera vapore, idrorepellente, idrorepellente con barriera vapore).

Cellmipor 040 di Bacchi

Pannello isolante minerale da interno Cellmipor 040 di Bacchi per l'isolamento termico
Cellmipor 040 – Bacchi

Il pannello isolante minerale da interno Cellmipor 040 di Bacchi, composto principalmente da calce idrata, sabbie silicee selezionate, legante idraulico e prodotto per espansione, non infiammabile e privo di fibre, è altamente traspirante e idrofilo.

Molto attivo infatti a livello capillare (assorbe l’umidità interstiziale e la lascia ri-evaporare nell’ambiente interno, grazie all’assenza di freni vapore), risulta stabile nel tempo ed è completamente riciclabile a fine vita, nonché consigliato per la bioedilizia in quanto ecologico ed eco-sostenibile.

InsulSafe33 di Isover

InsulSafe33 di Isover Saint-Gobain è una lana di vetro idonea per insufflaggio meccanico e isolamento termico interno
InsulSafe33 – Isover

InsulSafe33 di Isover Saint-Gobain è una lana di vetro idonea per insufflaggio meccanico (con apparecchiatura idonea) in intercapedine o in sottotetti non abitabili e/o di difficile accesso.

Ideale per migliorare l’isolamento termico e acustico di pareti esistenti, ha ottime prestazioni di incombustibilità e idrorepellenza, che la rendono particolarmente adatta ad essere applicata nell’intercapedine di pareti perimetrali o divisorie, prive o parzialmente riempite di isolante, sia dall’esterno che dall’interno. Una soluzione che può essere anche insufflata sopra i solai di sottotetti, con tecnica di posa libera.

Airrock DD di Rockwool

Airrock DD di Rockwool è un pannello rigido di lana di roccia per l'isolamento termico
Airrock DD – Rockwool

Airrock DD di Rockwool è un pannello rigido di lana di roccia non rivestito a doppia intensità, per l’isolamento termico e acustico di pareti divisorie e perimetrali. Ideale per sistemi sia leggeri a secco sia massivi, è resistente e stabile dimensionalmente (non subisce variazioni neanche prestazionali al variare delle condizioni igrometriche dell’ambiente), nonché semplice da posare. Incombustibile, se esposto a fiamme libere non genera né fumo né gocce e aiuta a prevenire la propagazione del fuoco, incrementando la resistenza anche dell’impianto costruttivo di cui fa parte. La struttura a celle aperte e la doppia densità permettono di massimizzare anche l’assorbimento acustico, contribuendo al miglioramento delle prestazioni fonoisolanti di una parete o, se applicato in intercapedine, riducendo la risonanza di cavità.

Fixit 222 di RÖFIX

Fixit 222 di RÖFIX è un intonaco termoisolante innovativo a base di aerogel-NHL
Fixit 222 – RÖFIX

Fixit 222 di RÖFIX è un intonaco termoisolante innovativo a base di aerogel-NHL, perfetto per edifici storici o interventi in spazi ridotti. Ideale anche per la bioedilizia, lavorabile sia a mano sia a macchina, è composto da materie prime naturali e ha una elevata permeabilità al vapore.

HYBRIS31 di Actis

isolante termo-riflettente alveolare HYBRIS31 di Actis
HYBRIS31 – Actis

L’isolante termo-riflettente alveolare HYBRIS31 di Actis, 100% riciclabile, ad alte prestazioni, affidabile e duraturo, ha una eccellente resistenza meccanica. Impermeabile all’acqua e resistente all’umidità, non necessita di aggiunta di membrana supplementare ed essendo intrinsecamente ermetico costituisce una barriera anche contro le infiltrazioni d’aria.

In inverno permette di riscaldare un ambiente più velocemente, evitando la sensazione di muro freddo grazie alla protezione dalla trasmissione per convezione, mentre in estate contrasta le ondate di caldo, riducendo fino a 2 °C la temperatura interna grazie alla termo-riflettenza, efficace contro il calore radiante. La struttura alveolare protegge anche acusticamente dai rumori provenienti dall’esterno.

FAQ Cappotto interno

Quanto costa realizzare un cappotto termico interno?

Il costo di un cappotto termico interno si aggira da poche decine a qualche centinaio di euro al metro quadrato, a seconda dei componenti scelti. Per un appartamento normale l’investimento economico totale può oscillare intorno a poche migliaia di euro, includendo materiali, posa, adeguamento impianti, finiture, considerando però la differenza di prezzo che esiste tra materiali isolanti tradizionali e soluzioni di ultima generazione.

Il cappotto interno è adatto anche per gli edifici storici?

L’isolamento termico interno rappresenta spesso l’unica soluzione per gli edifici vincolati, dove non è possibile modificare le facciate esterne ed è necessario preservare l’aspetto architettonico originale.

Cappotto interno o pannelli isolanti, quale è la differenza?

Il cappotto è un sistema completo e continuo, basato su una progettazione termo-igrometrica, che offre omogeneità termica e di conseguenza prestazioni superiori. I pannelli isolanti semplici sono invece applicazioni parziali, ideali per problemi localizzati.

Quanto dura un cappotto termico interno?

La vita di un cappotto termico interno è di circa 30-40 anni, se correttamente posato. La durata dipende dalla qualità dei componenti, da una posa a regola d’arte, dalla gestione dell’umidità e dall’assenza di infiltrazioni d’acqua. Anche una manutenzione regolare, con controllo della situazione e ritinteggiatura, ne allunga la vita utile.

Si può installare in fai-da-te un cappotto termico interno?

Tecnicamente un cappotto termico interno è realizzabile anche da soli, ma si tratta di una operazione sconsigliata. Errori comuni – come valutazione errata del materiale, posa discontinua, barriera al vapore mal posizionata, mancata verifica termo-igrometrica o sottovalutazione dei nodi critici – possono infatti inficiare il risultato. Un intervento professionale garantisce al contrario una progettazione corretta e una posa a regola d’arte, necessarie per ottenere la documentazione idonea per accedere alle detrazioni fiscali.

Serve qualche permesso per l’isolamento interno?

Generalmente non servono permessi per la posa di un cappotto termico interno, ma in condominio occorre verificare il regolamento condominiale e darne comunicazione all’amministratore se si coinvolgono parti comuni, oltre a rispettare sempre le normative di sicurezza. In edifici vincolati è meglio comunque consultare gli enti preposti.

Il cappotto interno migliora davvero la classe energetica?

Un efficace isolamento interno può ridurre le dispersioni termiche del 40-50% in presenza di murature perimetrali non isolate, permettendo il salto di una o addirittura di due classi energetiche. Tutto dipende dalle caratteristiche costruttive dell’involucro architettonico, dalla tipologia e dallo spessore dell’isolante e dall’aggiunta di eventuali altri interventi migliorativi.

Cappotto termico interno, quali sono i pro e i contro?

Il cappotto termico interno ha molti vantaggi, soprattutto in termini di efficientamento energetico, risparmio e comfort abitativo, tuttavia presenta anche alcuni svantaggi da considerare.

Parlando dei vantaggi, i “pro” del cappotto termico interno sono:

  • ridurre i consumi
  • aumentare la classe energetica
  • aumentare il valore dell’immobile, che potrà essere venduto/affittato a un prezzo più alto
  • rendere la temperatura in casa più piacevole, sia in estate che in inverno
  • i costi di realizzazione sono inferiori rispetto al cappotto esterno

Oltre a questi vantaggi, ci sono però alcuni “contro” da tenere in considerazione: 

  • in linea generale, il cappotto interno è meno performante di quello esterno
  • è meno efficace nella gestione dei ponti termici: non permette infatti di creare uno strato continuo di isolamento, come invece si fa con il cappotto esterno
  • rimpicciolisce lo spazio calpestabile. Per questo motivo, si scelgono generalmente materiali isolanti che garantiscano elevate prestazioni seppur con spessori ridotti, creando strati di soli 5-6 centimetri
  • alcune tipologie di pannelli isolanti possono favorire la formazione di condensa e muffa

Il cappotto termico interno può creare la muffa?

Tra i contro del cappotto termico interno c’è quello di aumentare la condensa . Ciò perché, aggiungendo uno strato alle pareti della casa si va diminuire la traspirabilità dei muri, con effetti negativi sulla fuoriuscita di acqua e  umidità.

Dunque, se il cappotto termico non è stato installato a regola d’arte, si può concretamente provocare la comparsa della muffa.

Ecco le pratiche scorrette e i difetti che possono generare questo fastidioso problema:

  • lastre isolanti sovrapposte in modo inadeguato o sigillate male
  • sistemi di fissaggio inadeguati, possono staccarsi e creare “spazi vuoti” dove si accumula l’umidità
  • installare i pannelli isolanti su pareti danneggiate, dove sono già presenti infiltrazioni o umidità di risalita
  • mancata o inadeguata impermeabilizzazione di finestre e porte-finestra che generano “ponti termici” e infiltrazioni d’acqua

La stratigrafia e la posa devono dunque essere molto precise in modo da evitare l’eventuale formazione di condensa, dato che l’isolamento è posto all’interno e la temperatura della parete si abbassa maggiormente. Per cui nella scelta del materiale è bene prestare attenzione sia alle prestazioni in termini di isolamento termico, che alla traspirabilità. Scegliere il materiale giusto, infatti, è la soluzione migliore per evitare problemi di condensa.


Articolo aggiornato – prima pubblicazione 2022

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