Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
Anche quest’anno il Premio Dedalo Minosse ha animato la città di Vicenza trasformandola per 15 giorni nella capitale internazionale dell’architettura. Come vuole la tradizione i progetti presentati sono stati accompagnati da una mostra d’arte, incentrata sui temi dell’architettura e sulle proposte elaborate dagli artisti, dal nome: “Locus Loci – Living on the Land”. A cura di Fabiana MurgiaIndice: La mostra Locus Loci – Living on the Land Il Premio Dedalo Minosse Il Premio Dedalo Minosse promuove la qualità dell’architettura analizzandone il processo progettuale e costruttivo e le figure impegnate nella sua definizione e realizzazione, l’architetto e il committente, senza tralasciare gli esecutori e i decisori. Tra gli architetti vincitori volti noti, come quello di Mario Cucinella, ma anche artisti emergenti; un aspetto significativo per questo evento che si fonda non solo sulla capacità di riunire la società e la cultura architettonica contemporanea, ma anche sulla volontà di riconosce i designer emergenti, accostandoli a grandi nomi del settore e riconoscendone il fondamentale ruolo di risorsa per il futuro. La mostra Locus Loci – Living on the Land L’edizione 2019 del Premio Dedalo Minosse, che ha avuto luogo dal 21 settembre al 6 ottobre, si è lasciata influenzare dallo slogan lanciato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: “Pensare globalmente e agire localmente”. Si tratta di uno slogan che racchiude in sé tutte le criticità legate alla drastica situazione climatica attuale e spinge nella direzione di un cambiamento decisivo dell’attuale modello di sviluppo. Ecco che “Locus Loci – Living on the Land” si è proposta con la volontà di spingere ad “ascoltare” i luoghi senza trascurare le logiche globali e locali in atto in un’epoca segnata dalla diffusione delle Megacities e delle Smart Cities, rendendo doverosa la riflessione sulle tecnologie di costruzione e il rapporto sviluppato dalle stesse con la sostenibilità; nonché l’attenzione nei confronti dell’atteggiamento assunto verso l’architettura. È estremamente necessaria una fase di approccio armonico tra la città e le architetture e i principi della sostenibilità, valorizzando le differenze esistenti tra le molteplici culture e le relazioni in atto nello scenario internazionale. Gli artisti della mostra Per rappresentare al meglio le tematiche del Premio Dedalo Minosse sono stati chiamati tre artisti, provenienti da esperienze artistiche diverse, che hanno esposto le loro opere, mentre l’allestimento è stato affidato a uno studio di architettura. Raymundo Sesma ha presentato il suo impegno nella rigenerazione delle periferie urbane del Messico e di altre nazioni; rigenerazione che punta a coinvolgere i cittadini in pratiche di condivisione e rinascita del territorio. Daniela Pellegrini, artista “nomade”, ha mostrato la sua arte che unisce fotografia, scultura, grafica e poesia, proponendo installazioni legate alla natura femminile e alla pratica quotidiana dell’abitare il pianeta. Alfredo Rapetti Mogol si è occupato di analizzare la parola come luogo di origine del fenomeno artistico, piattaforma delle virtù umane, strumento per potenziare l’estensione emozionale dei suoni, traslitterati nella pittura e nella scultura sino a permeare la dimensione spaziale del vissuto quotidiano. Allo studio Gabbiani & Associati è stata commissionata l’installazione di un landscape urbano contemporaneo, caratterizzato dal fenomeno architettonico nel terzo millennio. Il Premio Dedalo Minosse La prima giornata dell’evento è stata interessata dalla cerimonia di premiazione presso il Teatro olimpico di Vicenza, durante la quale sono stati assegnati quattro premi istituzionali: Premio internazionale Dedalo Minosse Premio internazionale Dedalo Minosse OCCAM – Under 40 Premio ALA Premio ALA – Under 40 Ad arricchire la premiazione dodici Premi Speciali e nove Segnalazioni da parte della Giuria per i committenti vincitori.L’assegnazione dei premi è avvenuta in seguito all’indagine delle opere presentate da parte della Giuria, che ha indagato le motivazioni legate alla realizzazione dei progetti e ha analizzato gli aspetti di sostenibilità sociale e condivisione pubblica. Particolare attenzione è stata posta alla volontà di valorizzazione e conservazione del paesaggio e del patrimonio architettonico, all’uso di tecnologie e materiali innovativi e riciclabili all’interno del progetto, alla valorizzazione delle tradizioni e dei linguaggi locali, all’approccio progettuale multidisciplinare e all’integrazione tra arte, architettura e design. Nella stessa giornata le porte della Basilica Palladiana, che ha ospitato la mostra d’arte fino al 6 ottobre, hanno introdotto gli ospiti all’esposizione di tavole grafiche, modelli, video e installazioni esplicando i diversi modi di intendere l’architettura. Dalla seconda giornata ha avuto luogo il “Forum della Committenza”, novità dell’ultima edizione, dedicato al dibattito e al confronto attuati sui temi della città, del paesaggio, dell’ambiente, dell’architettura, del design, del restauro e del riuso del patrimonio storico attraverso una serie di eventi dedicati tra cui workshop e convegni. 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